Nel caos no-pass, no-vax, ecc. che da settimane sta coinvolgendo Trieste e il suo Porto Franco è necessario avere la bussola per orientarsi. E prendere posizione senza ambiguità.
RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -
giovedì 28 ottobre 2021
LA NOSTRA BUSSOLA SI CHIAMA: INTERESSE DEL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DI TRIESTE E DELLA NOSTRA CITTA’ - ORMAI BISOGNA SCHIERARSI.
Nel caos no-pass, no-vax, ecc. che da settimane sta coinvolgendo Trieste e il suo Porto Franco è necessario avere la bussola per orientarsi. E prendere posizione senza ambiguità.
sabato 23 ottobre 2021
PRIME DOMANDE SUI FATTI NO-GREENPASS DI TRIESTE / 1 - INFILTRAZIONI DI ESTREMA DESTRA ?
Il costoso palco con amplificazioni professionali e madonne montato abusivamente in Piazza Unità a Trieste
Come si sa le manifestazioni No-Green Pass previste per
venerdì 22 e sabato 23 sono state sospese per timori di disordini dovuti a
infiltrazioni provenienti dall' Italia e in particolare dal Veneto.
Tutti si
pongono la domanda di quali infiltrazioni si tratti tali da determinare la
massiccia mobilitazione degli apparati di sicurezza e i blocchi stradali
preventivi. Evidentemente non sono fantasie ma pericoli reali e importanti.
Proprio ieri La7 a Piazza Pulita ha presentato la prima puntata di una
inchiesta di Fanpage sulle infiltrazioni neofasciste nel movimento no-vax e
no-greenpass, e che a Roma hanno portato all’ assalto della sede della CGIL
(clicca QUI).
Visto quando sta succedendo, Trieste non sembra esserne
esente.
Il comunicato appena emesso dal “Coordinamento no-greenpass Trieste”
(quello che ha organizzato i 4 grandi cortei cittadini - clicca QUI per il comunicato)
scrive letteralmente così:
“Non siamo in grado di rispondere in merito a perché
si sia formato il Coordinamento 15 ottobre (quello di Puzzer ndr) o perché
racchiuda tra i suoi esponenti Giacomini, che vive in veneto ed è ex candidato
del partito di estrema destra Casapound o Perga, che pare non sia mai stato a
Trieste in questi giorni.”
Affermazioni di cui ovviamente si assumono la
responsabilità ma che ci permettono di aggiungere che anche il “Coordinamento
no-greenpass Trieste“ ha rilasciato dichiarazioni particolarmente demenziali in
TV vantandosi di aver arrecato un “enorme danno all’ economia” (ovviamente del
nostro Porto e di Trieste).
In effetti il quotidiano La Verità del 25/7/21 riporta una
intervista al dott. Dario Giacomini, 45enne medico No-vax fondatore di
Cominciamo la nostra mini inchiesta sulle infiltrazioni ponendo due PRIME domande cui ne seguiranno altre.
1) Chi o
cosa è il fantomatico “Gruppo Veneto” che ha finanziato il costoso palco
abusivo per la festa no-green pass in p.zza Unità?
L’ inchiesta su La7 ieri
dimostra che il palco a Roma era di Forza Nuova con i fondi della S.Giorgio di
Londra fondata dal Capo di Forza Nuova Roberto Fiore.
2) Perché Puzzer ha
fondato il "Coordinamento 15 Ottobre" con il medico vicentino
no-vax e sospeso Dario Giacomini, che lo affianca sempre?
Giacomini è nella segreteria nazionale del FISI il sindacato “fantasma” con leader neofascisti e negazionisti che ha proclamato lo sciopero poi dichiarato illegittimo dalla Commissione di Garanzia apposita e cui aveva aderito il CLPT dei portuali.
Il problema è che FISI come sindacato non esiste… La sedicente “Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali” ha sede a Eboli (in provincia di Salerno !).
Tra i leader viene segnalato il noto medico “no vax” Dario Giacomini, ormai accompagnatore fisso di Puzzer, nonché Pasquale Bacco, altro medico “no vax”, in passato candidato alle elezioni politiche con CasaPound e sindaco a Bitonto con la Fiamma Tricolore.
Nell’autunno scorso Bacco aveva capeggiato una manifestazione a Taranto incitando a togliersi la mascherina e a violare il lockdown. Non proprio la migliore compagnia per una lotta operaia. Una struttura inoltre localizzata nel Meridione italiano.
3) Una curiosità: è vero che sono arrivati pacchi contenenti migliaia di Rosari benedetti che intendevano distribuire ai manifestanti della manifestazione annullata di venerdi’ ?
Nota: Il Coordinamento 15 Ottobre sembra intenzionato ad estendersi in altre città. La delegazione che si incontrerà col ministro Patuanelli domenica sarà così composta: Stefano Puzzer (portuale, Trieste, già portavoce dimissionario del CLPT), Dario Giacomini (medico, fondatore dell’associazione ContiamoCi! e sindacato FISI), Roberto Perga (vigile del fuoco, rappresentante interforze OSA), Matteo Schiavon (impiegato, Trieste), Eva Genzo (operaia metalmeccanica, portavoce dei lavoratori di Trieste e Monfalcone no green pass), Claudia Castellana (sanitaria, Trieste), Michele Bussani (portuale, Trieste) e dagli avvocati Stefania Cappellari e Luigi D’Agosto del foro di Verona, legali del Coordinamento 15 ottobre.
(segue)
SEMBRA LA SHOAH MA E' SOLO LO SGOMBERO, SENZA NEANCHE UN FERITO LEGGERO, DI UN PRESIDIO ILLEGALE CHE DA TRE GIORNI OSTACOLAVA E FACEVA DANNI AL PORTO DI TRIESTE.
mercoledì 13 ottobre 2021
IL PRESIDENTE D’ AGOSTINO CERCA DI SALVARE IL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE E ANNI DI LAVORO OFFRENDO LA PROPRIA TESTA PER EVITARE UN BLOCCO A OLTRANZA – INNESCATO UNO SCONTRO FRONTALE FRA GOVERNO ITALIANO E PORTUALI TRIESTINI IL CUI ESITO E’ PURTROPPO GIA’ NOTO PER LA DISPARITA’ DI FORZE – SI RITORNI ALLA TRATTATIVA: DOV’ E’ SCAPPATO FEDRIGA CHE DOVREBBE CONVOCARE URGENTEMENTE UN TAVOLO ? E SE LUI SCAPPA PERCHE’ NON LO CONVOCA IL SINDACO?
IL PRESIDENTE D’ AGOSTINO CERCA DI SALVARE IL PORTO
FRANCO INTERNAZIONALE E ANNI DI LAVORO OFFRENDO LA PROPRIA TESTA PER EVITARE UN
BLOCCO A OLTRANZA
– INNESCATO UNO SCONTRO FRONTALE FRA GOVERNO ITALIANO E
PORTUALI TRIESTINI IL CUI ESITO E’ PURTROPPO GIA’ NOTO PER LA DISPARITA’ DI FORZE
– SI
RITORNI ALLA TRATTATIVA: DOV’ E’ SCAPPATO FEDRIGA CHE DOVREBBE CONVOCARE URGENTEMENTE
UN TAVOLO ?
E SE LUI SCAPPA PERCHE’ NON
LO CONVOCA IL SINDACO?
Un blocco a oltranza delle attività portuali devasterebbe irreparabilmente il sistema portuale triestino, con perdita di reputazione, clienti, rotte ed armatori che sceglierebbero altre destinazioni. Un danno enorme per il vero motore economico di Trieste. Genererebbe gravi ricadute economiche sui lavoratori muniti di Green pass e sull’indotto.
Sono azioni estreme che si possono fare
per motivi gravissimi quali morti e sicurezza sul lavoro, licenziamenti di
massa ecc. Non per il rifiuto di vaccinarsi o fare il tampone gratis, durante
un’ epidemia, da parte di alcune decine di lavoratori, cui va tuttavia
riconosciuto di aver mantenuto alti standard di sicurezza nei momenti peggiori
del contagio.
E’ evidente la sproporzione: ci sono
altre forme di lotta che non lo scontro frontale su un tema nazionale italiano
con danni devastanti
Il blocco a oltranza “finchè non viene tolto il GreenPass per tutte le
categorie di lavoratori” non sarebbe più un azione sindacale ma diventerebbe ideologica
e politica: per quanto possa apparire generoso, i portuali triestini non sono
onnipotenti e non possono portare il peso di tutto il mondo del lavoro.
Per di più non su un tema triestino come
l’ Allegato VIII ma nazionale italiano come il Green Pass sui luoghi di lavoro.
L’ esito di uno scontro frontale col governo italiano viste le forze in campo è
scontato: la sconfitta dei lavoratori portuali triestini e la dispersione del
sindacato CLPT che invece deve continuare a svolgere la sua funzione preziosa.
Anche perché la maggioranza assoluta dei
cittadini non appoggerebbe il blocco che viene sostenuto solo da una stretta
minoranza attiva di no-greenpass che durante un corteo sembrano tanti ma in
realtà sono una piccola percentuale visto che i vaccinati sono adesso l’ 80%.
A Capodistria/Koper, dove non c’è l’ obbligo di Greenpass al lavoro, hanno già
messo lo spumante in frigo.
Scrive l’ avvocato giuslavorista triestino Gianni Ventura, di storica fede
democratica e di sinistra, riguardo al Governo : “-…per stimolare la
vaccinazione nel paese più vaccinato d'Europa toglie il diritto fondamentale,
la retribuzione, a persone che esercitano un diritto, posto che non vi è
obbligo vaccinale, fomentando lo scontento e la rabbia …"-
Ribadiamo che a Capodistria, a 6 km di
distanza, questo obbligo non c’è.
Il governo sta sbagliando a innescare
queste dinamiche sociali che non portano al risultato vaccinale sperato:
infatti sono rimasti circa 2 milioni 400mila i lavoratori non vaccinati che
dovrebbero fare il tampone ogni due giorni, con una capacità dei servizi
sanitari di farne al massimo 400.000 al giorno. Un disastro anche per le
imprese.
Per non parlare dei lavoratori stranieri
già vaccinati con vaccini non riconosciuti come lo Sputnik e il Chinovax e non
rivaccinabili.
I lavoratori portuali dovrebbero avere il coraggio di recedere dal sacro furore
di rappresentare i lavoratori tutti e di buttarsi a capofitto come un
rinoceronte alla carica contro un solido muro.
E’ evidente che dopo le violenze durante
il corteo no-greenpass di Roma il governo non potrà dimostrare debolezza nell’
attuazione della legge.
Zeno D’Agostino sta cercando, anche
nell’interesse di lavoratori portuali, di evitare una catastrofe mettendo tutto
il peso della sua persona e offrendo la sua testa sperando di far capire la
gravità della situazione.
E’ un atto di generosità: potrebbe
fregarsene lasciando che avvenga la collisione come uno Schettino qualunque e
come avrebbe fatto la Monassi (che è sempre in lista d’ attesa).
Queste le sue motivazioni sul Piccolo di
oggi: «Tengo troppo al sostegno dei lavoratori per non capire che non c’è più
una comunione d’intenti e di visione tra quello che penso io e quello che
pensano loro». E dunque, «siccome per me la gestione del Porto è fatta a
partire da un sostegno dal basso, ci mancherebbe altro che io assecondassi
un’iniziativa di blocco delle attività. Mi dispiace, ma non ci sto più».
Chi latita sono le istituzioni che dovrebbero far di tutto per far riprendere
la trattativa.
Dov’ è Fedriga che dovrebbe convocare un
tavolo di trattativa con le categorie regionali sia dei lavoratori che
datoriali (anche loro stanno subendo mugugnando il decreto Green Pass) ?
Se questo latita perché non interviene
il Sindaco: si tratta di salvare il motore economico principale per Trieste: la
vera speranza per il futuro.
Politica se ci sei batti un colpo! Non
bastano le dichiarazioni in campagna elettorale bisogna darsi da fare e
decidere.
Paolo Deganutti
L' obiettivo vincente e
unificante delle battaglie dei nostri Portuali è
l' Allegato Ottavo
lunedì 11 ottobre 2021
A TRIESTE LA MOBILITAZIONE CONTRO IL GREEN-PASS E’ MOLTO DIVERSA DA QUELLE SVILUPPATESI NELLE CITTA’ ITALIANE.
Anche oggi, ed è la quarta volta in circa tre settimane, c’è stato un corteo di massa contro l’ obbligo di Green Pass per andare al lavoro.
Stavolta il corteo è stato imponente: 15.000 persone secondo la Questura, nel primo pomeriggio di un giorno di lavoro.
A Roma, che ha quasi 3 milioni di
abitanti sabato scorso erano in 10.000 con incidenti provocati da numerosi
infiltrati fascisti; a Milano, che ha un milione e trecentomila abitanti, erano
5.000; a Trieste che ne ha meno di 200.000 oggi erano 15.000 ed è il quarto
corteo di massa pacifico in pochi giorni.
Al mattino c’è stato un corteo di 1.500
lavoratori dei sindacati di base.
Viene detto che Trieste è la capitale del movimento italiano contro il Green
Pass.
Non è così: la mobilitazione a Trieste
ha caratteristiche molto diverse.
1) C’è una importante presenza di
lavoratori organizzati: dai Portuali che sono la spina dorsale del corteo, ai
Ferrovieri, ai metalmeccanici della Wartsila e della Flex, ai lavoratori della
scuola.
Mentre nelle altre città si è vista una
massa indistinta molto permeabile alle infiltrazioni neofasciste.
2) Non si vede un solo Tricolore che
invece ormai è usato come simbolo identitario della destra ed era molto
presente nelle manifestazioni di Roma e Milano. Anzi le aste di quelle bandiere
tricolori erano usate come manganelli dai fascisti di Forza Nuova e affini.
3) Non c’ è stato spazio per le
provocazioni neofasciste mentre ovunque in Italia tentano di prendere l’
egemonia delle manifestazioni.
4) C’ erano striscioni e discorsi in
sloveno: cosa intollerabile per i nazionalisti e l’ estrema destra locale. Si
sentiva scandire "LIBERTA'-SVOBODO".
L’ impressione è che intorno al tema del Green Pass obbligatorio per andare al
lavoro, mentre il vaccino viene (ipocritamente) indicato come “libera scelta”,
si stiano coagulando le enormi tensioni sociali accumulate in questo lungo
periodo dove il peso della crisi economica e pandemica è stato scaricato
pesantemente sulle spalle dei lavoratori e delle fasce più deboli della
popolazione.
Perché stia avvenendo questo intorno al tema del Green Pass e non sui
licenziamenti, l’ aumento delle bollette ed altri temi economici è da
analizzare seriamente.
Certamente ha giocato molto la volontà
di settori organizzati dei lavoratori, in particolare portuali, di non
lasciarsi dividere fra chi ha il green pass e chi no. Soprattutto se la
vaccinazione è presentata come facoltativa e i tamponi sono un grosso problema
sia per i costi che, ormai, per l’ impossibilità di farli tutti per eccesso di
richiesta.
In altre parole il Decreto Green Pass è
percepito come uno strumento per dividere i lavoratori e non come un' esigenza
sanitaria per uscire dalla pandemia.
C’è poi da considerare che nella nostra città e nel Porto Franco Internazionale è molto facile fare confronti con realtà estere e vedere che quella italiana è particolarmente ambigua e penalizzante.
Inoltre a Trieste è particolarmente presente uno spirito libertario che è
disposto ad accettare asburgicamente disposizioni solo se coerenti, serie e ben
motivate.
Il guazzabuglio del vaccino per “libera
scelta” ma necessario per lavorare appare come un inghippo “all’ italiana” per
introdurre ipocritamente un obbligo senza assumersene la responsabilità.
Tipicamente italiano e molto fastidioso per la mentalità triestina.
La Sfiducia nelle istituzioni è molto alta e diffusa, come dimostra anche l'
altissimo tasso di astensione a Trieste al primo turno delle elezioni Comunali,
e in queste condizioni la diffidenza verso le politiche sanitarie può
estendersi.
Un artigiano della delegazione di lavoratori ricevuta in prefettura ha
precisato che la legislazione italiana per avere valore a Trieste deve essere
convertita e adattata dal Commissario del Governo in virtù del fatto che
Trieste è zona A del TLT in amministrazione civile del Governo Italiano dal
1954.
Se il decreto Green Pass non viene ritirato o adattato alle esigenze del Porto
Franco Internazionale i portuali sono fermamente intenzionati a bloccare l’
attività.
E’ una decisione gravissima che può
portare a conseguenze molto serie, che sarebbe meglio evitare, compreso le
dimissioni del Presidente dell’ Autorità portuale Zeno D’ Agostino stimato da
tutti (come ci ha detto lui stesso consultato sulle conseguenze di un eventuale
blocco del porto) e il dirottamento di traffici altrove.
Nessuno avrebbe pensato che sulla questione del Green Pass si finisse per
giocare una partita così importante.
La situazione è seria e merita l’
attenzione di tutta la città mentre pare che le “forze politiche” la stiano
sottovalutando.
Chiudiamo con le parole di Stefano Puzzer leader del CLPT (Coordinamento
Lavoratori Portuali Trieste):
“Ciao
a tutti, oggi in prefettura erano presenti 15 guerrieri di altrettante realtà
produttive di Trieste.
Guerrieri nel senso che con una dignità indescrivibile
con un senso di rispetto per se stessi ed il prossimo, con la massima serietà e
sincerità ha esposto al governo di non accettare assolutamente questo decreto
criminale.
Di voler guardare i propri figli e le loro famiglie
con la consapevolezza di lottare per il loro presente e soprattutto per il loro
futuro. Grazie Trieste, grazie triestini e grazie a tutti quelli che sono
sopraggiunti da fuori. Oggi le donne e gli uomini hanno tirato su la testa e in
modo determinato sono pronti a lottare per il loro futuro.
Bene i portuali sono consapevoli di avere questa
responsabilità e non molleranno mai fino a quando non sarà tolto il decreto.
Tutti uniti, tutti uniti, tutti uniti.
W la libertà.
W noi.
Se si potessero descrivere i sentimenti di rispetto
dignità e orgoglio dimostrato oggi lo farei ma non è possibile ma ho la fortuna
di averlo vissuto e rimarrà indelebile dentro di me.
Stefano Puzzer un portuale “
Paolo Deganutti
Rinascita Triestina
Nella foto il comunicato del CLPT sulla
manifestazione:
sabato 9 ottobre 2021
#Video #Esclusivo - FRANCESCO RUSSO DICHIARA: “SI PUO’ RIPORTARE IL PUNTO FRANCO IN PORTO VECCHIO PER USI PRODUTTIVI CHE CREINO LAVORO DI QUALITA’ ed altre dichiarazioni interessanti
FRANCESCO RUSSO DICHIARA: “SI PUO’ RIPORTARE IL PUNTO FRANCO IN PORTO VECCHIO PER USI PRODUTTIVI CHE CREINO LAVORO DI QUALITA’ – NO AL “DIVERTIMENTIFICIO” IN PORTO VECCHIO , SI ALL’ APPLICAZIONE DELL’ ALLEGATO VIII E ALL’ USO INDUSTRIALE E PRODUTTIVO DEL PORTO FRANCO – SI AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CULTURA MITTELEUROPEA NELLA NOSTRA CITTA’- SI ALL’ “ASSESSORATO” ALLA ECONOMIA DEL MARE - TRIESTE GUARDA AD AMBURGO (che è una città-stato portuale)”-
Francesco Russo, rispondendo a delle domande, ha fatto delle
dichiarazioni che rappresentano una prima CLAMOROSA apertura alle posizioni
nostre e del mondo autonomista e indipendentista triestino e un riconoscimento
del valore del PORTO FRANCO e della CULTURA MITTELEUROPEA.
Ci sembrano dichiarazioni importanti e indice del nuovo vento che sta spirando
a Trieste dopo decenni di aria stagnante e nazionalista.
Certamente constatare che un’ industria come la BAT investa nel nuovo punto
franco Freeste, portando 2.700 posti di lavoro, ha messo tutti di fronte all’
evidenza del valore del regime agevolato di Porto Franco, prima a lungo misconosciuto
e sostenuto solo da pochi.
Noi abbiamo duramente condannato le
posizioni che Russo ha preso a suo tempo sulla questione di Porto Vecchio e su tante altre cose.
E che ora sta cominciando a correggere come si vede dal video (clicca QUI).
E siamo e saremo costantemente molto critici verso il PD.
Ma vedere dei segnali di iniziale riconoscimento delle nostre tesi non può che
renderci contenti e aumentare il nostro impegno perché questi spazi si
allarghino, si completino e diventino parte della coscienza collettiva della
nostra città.
E per estromettere dalla guida del nostro comune quel Blocco Nazionalista
Italiano che ha in Dipiazza il suo esponente pubblico per la carica di sindaco.
La redazione di Rinascita Triestina
Clicca QUI o sull' immagine per vedere il video
venerdì 8 ottobre 2021
BLOCCARLO AL BALLOTTAGGIO VOTANDOGLI CONTRO! DIPIAZZA E’ ESPRESSIONE E GARANTE DEL BLOCCO NAZIONALISTA ITALIANO RESPONSABILE DELLA DECADENZA DI TRIESTE -
Un appello agli indipendentisti, agli autonomisti e a tutti i Triestini.
Dipiazza è espressione e garante del Blocco Nazionalista Italiano che lo ha mandato in prima fila per continuare a governare Trieste.
Trieste, che era il fiorente porto dell'
Impero, è stata portata alla attuale decadenza dal nazionalismo italiano che ha isolato
per decenni il nostro porto dall’ entroterra naturale centroeuropeo e che ha tagliato
sistematicamente le radici culturali mitteleuropee della nostra città.
Trieste può vivere solo come città
internazionale ed europea come il suo Porto Franco Internazionale: il
nazionalismo becero e provinciale la sta soffocando compromettendone il futuro.
Si susseguono da anni continue costose cerimonie e manifestazioni nazionaliste pubbliche, molte
che celebrano i fasti guerreschi italiani contro i popoli vicini invece dell’ amicizia
tra europei.
Fino alla farsa dell’ Assessore alla
Cultura che
Trieste viene rinchiusa in una bolla nazionalista sotto l’ ombrello della Giunta Comunale invece di essere aperta al mondo.
Perfino la bandiera municipale di Trieste è stata rimossa dal pennone di "Palazzo
Cheba" per essere sostituita dal tricolore per ordine di Dipiazza e contro il regolamento comunale.
Un sindaco che non si vergogna di omaggiare pubblicamente in piazza la bandiera della XMas collaborazionista e che fa l' occhiolino ai neofascisti. Clicca QUI per il video.

Proprio in questo momento irripetibile in cui il rinnovato slancio del Porto Franco
Internazionale crea le condizioni per una nuova collocazione internazionale
della nostra città che non può continuare ad essere amministrata in modo provinciale e ottuso "da botegher".
Per questo bisogna fermarlo e non lasciargli gestire Trieste per altri 5 anni:
sarebbe un disastro per Trieste in un momento di svolta.
I prossimi 5 anni vedono una situazione
favorevole e di grosse opportunità per Trieste che non si ripeterà a breve
grazie al Porto Franco Internazionale e agli insediamenti produttivi in regime
di Punto Franco, come la BAT con 2.700 posti di lavoro.
Altro che Musei,
giardinetti e ovovie in Porto Vecchio e supermercati dappertutto…
Per fermare Dipiazza e il Blocco Nazionalista che gli sta dietro non c’ è altro modo che votare al
ballottaggio per il suo antagonista, anche turandosi il naso se
necessario.
Non si tratta di condividere le
posizioni di Francesco Russo ma di togliere il tappo nazionalista che condanna
all’ immobilismo questa città.
Noi abbiamo duramente condannato le posizioni che Russo ha preso a suo tempo sulla
sdemanializzazione di Porto Vecchio e su tante altre cose.
Siamo costantemente molto critici verso il PD.
Adesso Francesco
Russo, rispondendo a delle domande, ha fatto delle dichiarazioni che rappresentano
una prima CLAMOROSA apertura alle posizioni nostre e del mondo autonomista e
indipendentista triestino e un riconoscimento del valore del PORTO FRANCO e
della CULTURA MITTELEUROPEA: clicca QUI PER IL VIDEO
Adesso non c'è un altro modo per evitare una devastante vittoria del blocco nazionalista
italiano che andare a votare mettendo la croce sul nome di Francesco Russo.
Meglio un centro-sinistra che
deve dialogare (come dimostra il VIDEO) che una vittoria del blocco
turbonazionalista italiano trionfante e arrogante, gasato da un nuovo successo:
è una questione pratica non ideologica.
Per questo è utile alla città che tutti
vadano a votare per fermare Dipiazza, la sua corte e i suoi mandanti.
E’ questo
l’ obiettivo principale in questo momento.
Per questo diamo l’ indicazione di voto a Francesco Russo al ballottaggio del 17 e 18
ottobre.
Non c’è altro modo concreto, oggi, per stoppare il nazionalismo e far ripartire
la città rimettendola in sintonia con il ritrovato dinamismo del nostro Porto
Franco Internazionale.
Andiamo a votare TUTTI e diamo un voto utile CONTRO IL BLOCCO NAZIONALISTA ITALIANO:
i nazionalisti sperano nel nostro astensionismo.
Non è il momento di astenerci ma di partecipare per salvare la nostra città e liberare il Comune, la nostra più antica istituzione cittadina, da nazionalisti e fascisti, palesi o mascherati, che da troppo tempo lo controllano.
Paolo Deganutti insieme a tutta la redazione di Rinascita Triestina
Il video di Francesco Russo con le dichiarazioni di apertura al dialogo sulle nostre posizioni:
martedì 5 ottobre 2021
ELEZIONI: GLI SCALINI PER FAR RINASCERE TRIESTE




















