RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -

AUTONOMI DALL' ITALIA MA CONNESSI CON IL MONDO - RESTITUIRE TRIESTE ALLA MITTELEUROPA - RESTITUIRE TRIESTE AL SUO FUTURO: CENTRALE IN EUROPA INVECE CHE PERIFERICA IN ITALIA -

giovedì 28 ottobre 2021

LA NOSTRA BUSSOLA SI CHIAMA: INTERESSE DEL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DI TRIESTE E DELLA NOSTRA CITTA’ - ORMAI BISOGNA SCHIERARSI.


Nel caos no-pass, no-vax, ecc. che da settimane sta coinvolgendo Trieste e il suo Porto Franco è necessario avere la bussola per orientarsi. E prendere posizione senza ambiguità.

Rinascita Triestina è nata per far prendere coscienza a Trieste, che l’ aveva dimenticato, che è una città portuale e che il suo vero motore economico e di sviluppo è il Porto Franco Internazionale.
Questo tesoro va sviluppato e difeso perché rappresenta il futuro dei nostri figli.
E per ricordare che Trieste, come tutte le grandi Città Portuali da Amburgo a Singapore, doveva autoamministrarsi autonomamente perché il centralismo burocratico e la politica romana e regionale ci impedivano lo sviluppo avendo interessi divergenti.

Quando è iniziata una mobilitazione generica e ambigua “no-greenpass” con svariate componenti la nostra bussola indicava che bisognava cercare di capire e dividere “il grano dal loglio”: le ragioni valide dal tentativo di strumentalizzazione di cui eravamo ben consci e che si è palesato subito a Roma e Milano.

Ad un certo punto è entrata sulla scena delle manifestazioni cittadine la componente dei lavoratori portuali e la nostra innata fiducia nei lavoratori ci ha fatto sperare che servisse a fare chiarezza tra deliri complottisti e realtà dei luoghi di lavoro.

Ma ad un certo punto un piccolo gruppo dirigente dei portuali, ormai influenzato da forze estranee e ancora non chiare, ha posto l’ alternativa tra Ciccio Puzzer e il Presidente D’Agostino e la nostra bussola dell’ interesse del Porto Franco Internazionale di Trieste ha puntato decisamente sul Presidente D’ Agostino.
Infatti negli ultimi mesi si sono visti gli investimenti della HHLA di Amburgo sulla Piattaforma Logistica, di Duisport sulll’ interporto e la zona franca Freeste, l’ investimento di BAT in Freeste con tanti nuovi posti di lavoro: il che prova che si sta realizzando il progetto di utilizzo produttivo del regime agevolato di Punto Franco che noi abbiamo sempre sostenuto e che il presidente D’ Agostino e il suo staff hanno autonomamente portato avanti.
Un momento delicato in cui la credibilità e affidabilità del nostro Porto andava e va difesa da tutto e da tutti.

Guardando a quanto sta succedendo a Ciccio Puzzer, che con il CLPT consideravamo un amico del Porto e quindi nostro, ma che ormai sembra una pallina di flipper, capiamo che la nostra bussola aveva ragione.
Prima Puzzer ha, incomprensibilmente, cominciato a deviare il movimento no-greenpass cittadino sul Porto, poi a bloccarlo chiamando a raccolta moltitudini di sciammanati da tutta Italia.
Perfino motociclisti di Lecce con megafano venivano al Varco 4 a incitare al blocco a oltranza.
Con copertura del sindacato fantasma FISI di Eboli (Salerno), zeppo di neofascisti e no-vax fanatici.

Poi a fare il martire per un inevitabile sgombero, poi il capopopolo rivolgendosi all’ Italia Intera con comizi e comparsate TV, creando comitati a ripetizione e adesso un movimento regionale con ambizioni nazionali in cui si pone come Leader Italiano.
Parla sempre più di Popolo Italiano…Propugna teorie geopolitiche mal digerite secondo cui facendo danni gravi e irreparabili al nostro porto e all’ oleodotto si indurrebbero l’ Europa e i Tedeschi a intervenire per far togliere il green-pass.
Fantasie senza senso ispirate da s’ciopai spiritualisti alla Quanon e mons. Viganò (letto in piazza con devozione da Ciccio).

Intanto aumentano i contagi Covid tra i portuali manifestanti: non c’era mai stato prima un focolaio in porto.
Vediamo persone confuse che inneggiavano al TLT che vanno a braccetto nei cortei con sovranisti italiani che urlano contro la presunta svendita del porto ai tedeschi e che indicano Ugo come proprio rappresentante in Consiglio Comunale… Madonne e santi accanto a bestemmiatori incalliti… Si è trasformata Trieste in un Circo Barnum, zimbello televisivo e capitale di s’ciopai complottisti.
Addio Ciccio: siamo su strade divergenti e con compagnie diverse.

Oggi c’è un’ ennesima manifestazione annunciata dagli organizzatori con 40.000 partecipanti, ovviamente gran parte da “oltre Duin”, e che passerà pericolosamente rasente il porto...
Non vorremmo che a qualcuno passasse per la mente di imitare i teppisti italioti tricolorati che dopo lo sgombero del Varco 4 hanno cercato di rioccuparlo provocando disordini.
In tal caso la nostra bussola girerebbe decisamente verso la Forza Pubblica che, come la gloriosa e rimpianta Polizia Civile del TLT, dovrebbe intervenire pesantemente a difesa del Porto Franco Internazionale di Trieste e della nostra dignità di Triestini.

Paolo Deganutti e la redazione di Rinascita Triestina



sabato 23 ottobre 2021

PRIME DOMANDE SUI FATTI NO-GREENPASS DI TRIESTE / 1 - INFILTRAZIONI DI ESTREMA DESTRA ?

 

Il costoso palco con amplificazioni professionali e madonne montato abusivamente in Piazza Unità a Trieste

Come si sa le manifestazioni No-Green Pass previste per venerdì 22 e sabato 23 sono state sospese per timori di disordini dovuti a infiltrazioni provenienti dall' Italia e in particolare dal Veneto.
Tutti si pongono la domanda di quali infiltrazioni si tratti tali da determinare la massiccia mobilitazione degli apparati di sicurezza e i blocchi stradali preventivi. Evidentemente non sono fantasie ma pericoli reali e importanti.

Proprio ieri La7 a Piazza Pulita ha presentato la prima puntata di una inchiesta di Fanpage sulle infiltrazioni neofasciste nel movimento no-vax e no-greenpass, e che a Roma hanno portato all’ assalto della sede della CGIL (clicca QUI).
Visto quando sta succedendo, Trieste non sembra esserne esente.

Il comunicato appena emesso dal “Coordinamento no-greenpass Trieste (quello che ha organizzato i 4 grandi cortei cittadini - clicca QUI per il comunicato) scrive letteralmente così:
 “Non siamo in grado di rispondere in merito a perché si sia formato il Coordinamento 15 ottobre (quello di Puzzer ndr) o perché racchiuda tra i suoi esponenti Giacomini, che vive in veneto ed è ex candidato del partito di estrema destra Casapound o Perga, che pare non sia mai stato a Trieste in questi giorni.”

Affermazioni di cui ovviamente si assumono la responsabilità ma che ci permettono di aggiungere che anche il “Coordinamento no-greenpass Trieste“ ha rilasciato dichiarazioni particolarmente demenziali in TV vantandosi di aver arrecato un “enorme danno all’ economia” (ovviamente del nostro Porto e di Trieste).

In effetti il quotidiano La Verità del 25/7/21 riporta una intervista al dott. Dario Giacomini, 45enne medico No-vax fondatore di

"ContiamoCi" che è quello che accompagna sempre Puzzer e lo accompagnerà anche all' incontro con il ministro Patuanelli: il candidato di Casa Pound al Parlamento nel 2013 nella circoscrizione Veneto 1 era Dario Giacomini nato il 28/8/76 cioè di 45 anni, clicca QUI.


Cominciamo la nostra mini inchiesta sulle infiltrazioni ponendo due PRIME domande cui ne seguiranno altre.


1) Chi o cosa è il fantomatico “Gruppo Veneto” che ha finanziato il costoso palco abusivo per la festa no-green pass in p.zza Unità?
L’ inchiesta su La7 ieri dimostra che il palco a Roma era di Forza Nuova con i fondi della S.Giorgio di Londra fondata dal Capo di Forza Nuova Roberto Fiore.

2) Perché Puzzer ha fondato il "Coordinamento 15 Ottobre" con il medico vicentino no-vax e sospeso Dario Giacomini, che lo affianca sempre? 


Giacomini è nella segreteria nazionale del FISI il sindacato “fantasma” con leader neofascisti e negazionisti che ha proclamato lo sciopero poi dichiarato illegittimo dalla Commissione di Garanzia apposita e cui aveva aderito il CLPT dei portuali.

Il problema è che FISI come sindacato non esiste… La sedicente “Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali” ha sede a Eboli (in provincia di Salerno !).
Tra i leader viene segnalato il noto medico “no vax” Dario Giacomini, ormai accompagnatore fisso di Puzzer, nonché Pasquale Bacco, altro medico “no vax”, in passato candidato alle elezioni politiche con CasaPound e sindaco a Bitonto con la Fiamma Tricolore.
Nell’autunno scorso Bacco aveva capeggiato una manifestazione a Taranto incitando a togliersi la mascherina e a violare il lockdown. Non proprio la migliore compagnia per una lotta operaia. Una struttura  inoltre localizzata nel Meridione italiano.

3) Una curiosità: è vero che sono arrivati pacchi contenenti migliaia di Rosari benedetti che intendevano distribuire ai manifestanti della manifestazione annullata di venerdi’ ?


Nota: Il Coordinamento 15 Ottobre sembra intenzionato ad estendersi in altre città. La delegazione che si incontrerà col ministro Patuanelli domenica sarà così composta: Stefano Puzzer (portuale, Trieste, già portavoce dimissionario del CLPT), Dario Giacomini (medico, fondatore dell’associazione ContiamoCi! e sindacato FISI), Roberto Perga (vigile del fuoco, rappresentante interforze OSA), Matteo Schiavon (impiegato, Trieste), Eva Genzo (operaia metalmeccanica, portavoce dei lavoratori di Trieste e Monfalcone no green pass), Claudia Castellana (sanitaria, Trieste), Michele Bussani (portuale, Trieste) e dagli avvocati Stefania Cappellari e Luigi D’Agosto del foro di Verona, legali del Coordinamento 15 ottobre. 


(segue)


La mitizzazione dei fatti di Trieste da parte della destra nazionalista (partito Ancora Italia).

SEMBRA LA SHOAH MA E' SOLO LO SGOMBERO, SENZA NEANCHE UN FERITO LEGGERO, DI UN PRESIDIO ILLEGALE CHE DA TRE GIORNI OSTACOLAVA E FACEVA DANNI AL PORTO DI TRIESTE.


mercoledì 13 ottobre 2021

IL PRESIDENTE D’ AGOSTINO CERCA DI SALVARE IL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE E ANNI DI LAVORO OFFRENDO LA PROPRIA TESTA PER EVITARE UN BLOCCO A OLTRANZA – INNESCATO UNO SCONTRO FRONTALE FRA GOVERNO ITALIANO E PORTUALI TRIESTINI IL CUI ESITO E’ PURTROPPO GIA’ NOTO PER LA DISPARITA’ DI FORZE – SI RITORNI ALLA TRATTATIVA: DOV’ E’ SCAPPATO FEDRIGA CHE DOVREBBE CONVOCARE URGENTEMENTE UN TAVOLO ? E SE LUI SCAPPA PERCHE’ NON LO CONVOCA IL SINDACO?

 


IL PRESIDENTE D’ AGOSTINO CERCA DI SALVARE IL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE E ANNI DI LAVORO OFFRENDO LA PROPRIA TESTA PER EVITARE UN BLOCCO A OLTRANZA
– INNESCATO UNO SCONTRO FRONTALE FRA GOVERNO ITALIANO E PORTUALI TRIESTINI IL CUI ESITO E’ PURTROPPO GIA’ NOTO PER LA DISPARITA’ DI FORZE
– SI RITORNI ALLA TRATTATIVA: DOV’ E’ SCAPPATO FEDRIGA CHE DOVREBBE CONVOCARE URGENTEMENTE  UN TAVOLO ?
E SE LUI SCAPPA PERCHE’ NON LO CONVOCA IL SINDACO?

Un blocco a oltranza delle attività portuali devasterebbe irreparabilmente il sistema portuale triestino, con perdita di reputazione, clienti, rotte ed armatori che sceglierebbero altre destinazioni. Un danno enorme per il vero motore economico di Trieste. Genererebbe gravi ricadute economiche sui lavoratori muniti di Green pass e sull’indotto.

Sono azioni estreme che si possono fare per motivi gravissimi quali morti e sicurezza sul lavoro, licenziamenti di massa ecc. Non per il rifiuto di vaccinarsi o fare il tampone gratis, durante un’ epidemia, da parte di alcune decine di lavoratori, cui va tuttavia riconosciuto di aver mantenuto alti standard di sicurezza nei momenti peggiori del contagio.
E’ evidente la sproporzione: ci sono altre forme di lotta che non lo scontro frontale su un tema nazionale italiano con danni devastanti

Il blocco a oltranza “finchè non viene tolto il GreenPass per tutte le categorie di lavoratori” non sarebbe più un azione sindacale ma diventerebbe ideologica e politica: per quanto possa apparire generoso, i portuali triestini non sono onnipotenti e non possono portare il peso di tutto il mondo del lavoro.
Per di più non su un tema triestino come l’ Allegato VIII ma nazionale italiano come il Green Pass sui luoghi di lavoro.

L’ esito di uno scontro frontale col governo italiano viste le forze in campo è scontato: la sconfitta dei lavoratori portuali triestini e la dispersione del sindacato CLPT che invece deve continuare a svolgere la sua funzione preziosa.
Anche perché la maggioranza assoluta dei cittadini non appoggerebbe il blocco che viene sostenuto solo da una stretta minoranza attiva di no-greenpass che durante un corteo sembrano tanti ma in realtà sono una piccola percentuale visto che i vaccinati sono adesso l’ 80%.

A Capodistria/Koper, dove non c’è l’ obbligo di Greenpass al lavoro, hanno già messo lo spumante in frigo.

Scrive l’ avvocato giuslavorista triestino Gianni Ventura, di storica fede democratica e di sinistra, riguardo al Governo : “-…per stimolare la vaccinazione nel paese più vaccinato d'Europa toglie il diritto fondamentale, la retribuzione, a persone che esercitano un diritto, posto che non vi è obbligo vaccinale, fomentando lo scontento e la rabbia …"-
Ribadiamo che a Capodistria, a 6 km di distanza, questo obbligo non c’è.

Il governo sta sbagliando a innescare queste dinamiche sociali che non portano al risultato vaccinale sperato: infatti sono rimasti circa 2 milioni 400mila i lavoratori non vaccinati che dovrebbero fare il tampone ogni due giorni, con una capacità dei servizi sanitari di farne al massimo 400.000 al giorno. Un disastro anche per le imprese.
Per non parlare dei lavoratori stranieri già vaccinati con vaccini non riconosciuti come lo Sputnik e il Chinovax e non rivaccinabili.

I lavoratori portuali dovrebbero avere il coraggio di recedere dal sacro furore di rappresentare i lavoratori tutti e di buttarsi a capofitto come un rinoceronte alla carica contro un solido muro.
E’ evidente che dopo le violenze durante il corteo no-greenpass di Roma il governo non potrà dimostrare debolezza nell’ attuazione della legge.

Zeno D’Agostino sta cercando, anche nell’interesse di lavoratori portuali, di evitare una catastrofe mettendo tutto il peso della sua persona e offrendo la sua testa sperando di far capire la gravità della situazione.
E’ un atto di generosità: potrebbe fregarsene lasciando che avvenga la collisione come uno Schettino qualunque e come avrebbe fatto la Monassi (che è sempre in lista d’ attesa).

Queste le sue motivazioni sul Piccolo di oggi: «Tengo troppo al sostegno dei lavoratori per non capire che non c’è più una comunione d’intenti e di visione tra quello che penso io e quello che pensano loro». E dunque, «siccome per me la gestione del Porto è fatta a partire da un sostegno dal basso, ci mancherebbe altro che io assecondassi un’iniziativa di blocco delle attività. Mi dispiace, ma non ci sto più».

Chi latita sono le istituzioni che dovrebbero far di tutto per far riprendere la trattativa.
Dov’ è Fedriga che dovrebbe convocare un tavolo di trattativa con le categorie regionali sia dei lavoratori che datoriali (anche loro stanno subendo mugugnando il decreto Green Pass) ?
Se questo latita perché non interviene il Sindaco: si tratta di salvare il motore economico principale per Trieste: la vera speranza per il futuro.
Politica se ci sei batti un colpo! Non bastano le dichiarazioni in campagna elettorale bisogna darsi da fare e decidere.

Paolo Deganutti


L' obiettivo vincente e unificante delle battaglie dei nostri Portuali è l' Allegato Ottavo




lunedì 11 ottobre 2021

A TRIESTE LA MOBILITAZIONE CONTRO IL GREEN-PASS E’ MOLTO DIVERSA DA QUELLE SVILUPPATESI NELLE CITTA’ ITALIANE.

 
Anche oggi, ed è la quarta volta in circa tre settimane, c’è stato un corteo di massa contro l’ obbligo di Green Pass per andare al lavoro.

Stavolta il corteo è stato imponente: 15.000 persone secondo la Questura, nel primo pomeriggio di un giorno di lavoro.

A Roma, che ha quasi 3 milioni di abitanti sabato scorso erano in 10.000 con incidenti provocati da numerosi infiltrati fascisti; a Milano, che ha un milione e trecentomila abitanti, erano 5.000; a Trieste che ne ha meno di 200.000 oggi erano 15.000 ed è il quarto corteo di massa pacifico in pochi giorni.
Al mattino c’è stato un corteo di 1.500 lavoratori dei sindacati di base.

Viene detto che Trieste è la capitale del movimento italiano contro il Green Pass.
Non è così: la mobilitazione a Trieste ha caratteristiche molto diverse.

1) C’è una importante presenza di lavoratori organizzati: dai Portuali che sono la spina dorsale del corteo, ai Ferrovieri, ai metalmeccanici della Wartsila e della Flex, ai lavoratori della scuola.
Mentre nelle altre città si è vista una massa indistinta molto permeabile alle infiltrazioni neofasciste.

2) Non si vede un solo Tricolore che invece ormai è usato come simbolo identitario della destra ed era molto presente nelle manifestazioni di Roma e Milano. Anzi le aste di quelle bandiere tricolori erano usate come manganelli dai fascisti di Forza Nuova e affini.

3) Non c’ è stato spazio per le provocazioni neofasciste mentre ovunque in Italia tentano di prendere l’ egemonia delle manifestazioni.

4) C’ erano striscioni e discorsi in sloveno: cosa intollerabile per i nazionalisti e l’ estrema destra locale. Si sentiva scandire "LIBERTA'-SVOBODO".

L’ impressione è che intorno al tema del Green Pass obbligatorio per andare al lavoro, mentre il vaccino viene (ipocritamente) indicato come “libera scelta”, si stiano coagulando le enormi tensioni sociali accumulate in questo lungo periodo dove il peso della crisi economica e pandemica è stato scaricato pesantemente sulle spalle dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione.

Perché stia avvenendo questo intorno al tema del Green Pass e non sui licenziamenti, l’ aumento delle bollette ed altri temi economici è da analizzare seriamente.

Certamente ha giocato molto la volontà di settori organizzati dei lavoratori, in particolare portuali, di non lasciarsi dividere fra chi ha il green pass e chi no. Soprattutto se la vaccinazione è presentata come facoltativa e i tamponi sono un grosso problema sia per i costi che, ormai, per l’ impossibilità di farli tutti per eccesso di richiesta.

In altre parole il Decreto Green Pass è percepito come uno strumento per dividere i lavoratori e non come un' esigenza sanitaria per uscire dalla pandemia.

C’è poi da considerare che nella nostra città e nel Porto Franco Internazionale è molto facile fare confronti con realtà estere e vedere che quella italiana è particolarmente ambigua e penalizzante.

Inoltre a Trieste è particolarmente presente uno spirito libertario che è disposto ad accettare asburgicamente disposizioni solo se coerenti, serie e ben motivate.

Il guazzabuglio del vaccino per “libera scelta” ma necessario per lavorare appare come un inghippo “all’ italiana” per introdurre ipocritamente un obbligo senza assumersene la responsabilità. Tipicamente italiano e molto fastidioso per la mentalità triestina.


La Sfiducia nelle istituzioni è molto alta e diffusa, come dimostra anche l' altissimo tasso di astensione a Trieste al primo turno delle elezioni Comunali, e in queste condizioni la diffidenza verso le politiche sanitarie può estendersi.


Un artigiano della delegazione di lavoratori ricevuta in prefettura ha precisato che la legislazione italiana per avere valore a Trieste deve essere convertita e adattata dal Commissario del Governo in virtù del fatto che Trieste è zona A del TLT in amministrazione civile del Governo Italiano dal 1954.

Se il decreto Green Pass non viene ritirato o adattato alle esigenze del Porto Franco Internazionale i portuali sono fermamente intenzionati a bloccare l’ attività.

E’ una decisione gravissima che può portare a conseguenze molto serie, che sarebbe meglio evitare, compreso le dimissioni del Presidente dell’ Autorità portuale Zeno D’ Agostino stimato da tutti (come ci ha detto lui stesso consultato sulle conseguenze di un eventuale blocco del porto) e il dirottamento di traffici altrove.


Nessuno avrebbe pensato che sulla questione del Green Pass si finisse per giocare una partita così importante.

La situazione è seria e merita l’ attenzione di tutta la città mentre pare che le “forze politiche” la stiano sottovalutando.

Chiudiamo con le parole di Stefano Puzzer leader del CLPT (Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste):

Ciao a tutti, oggi in prefettura erano presenti 15 guerrieri di altrettante realtà produttive di Trieste.

Guerrieri nel senso che con una dignità indescrivibile con un senso di rispetto per se stessi ed il prossimo, con la massima serietà e sincerità ha esposto al governo di non accettare assolutamente questo decreto criminale.

Di voler guardare i propri figli e le loro famiglie con la consapevolezza di lottare per il loro presente e soprattutto per il loro futuro. Grazie Trieste, grazie triestini e grazie a tutti quelli che sono sopraggiunti da fuori. Oggi le donne e gli uomini hanno tirato su la testa e in modo determinato sono pronti a lottare per il loro futuro.

Bene i portuali sono consapevoli di avere questa responsabilità e non molleranno mai fino a quando non sarà tolto il decreto.

Tutti uniti, tutti uniti, tutti uniti.

W la libertà.

W noi.

Se si potessero descrivere i sentimenti di rispetto dignità e orgoglio dimostrato oggi lo farei ma non è possibile ma ho la fortuna di averlo vissuto e rimarrà indelebile dentro di me.

Stefano Puzzer un portuale “


Paolo Deganutti

Rinascita Triestina


Nella foto  il comunicato del CLPT sulla manifestazione:




sabato 9 ottobre 2021

#Video #Esclusivo - FRANCESCO RUSSO DICHIARA: “SI PUO’ RIPORTARE IL PUNTO FRANCO IN PORTO VECCHIO PER USI PRODUTTIVI CHE CREINO LAVORO DI QUALITA’ ed altre dichiarazioni interessanti


FRANCESCO RUSSO DICHIARA: “SI PUO’ RIPORTARE IL PUNTO FRANCO IN PORTO VECCHIO PER USI PRODUTTIVI CHE CREINO LAVORO DI QUALITA’ – NO AL “DIVERTIMENTIFICIO” IN PORTO VECCHIO , SI ALL’ APPLICAZIONE DELL’ ALLEGATO VIII E ALL’ USO INDUSTRIALE E PRODUTTIVO DEL PORTO FRANCO – SI AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CULTURA MITTELEUROPEA NELLA NOSTRA CITTA’- SI ALL’ “ASSESSORATO” ALLA ECONOMIA DEL MARE - TRIESTE GUARDA AD AMBURGO (che è una città-stato portuale)”-

Francesco Russo, rispondendo a delle domande, ha fatto delle dichiarazioni che rappresentano una prima CLAMOROSA apertura alle posizioni nostre e del mondo autonomista e indipendentista triestino e un riconoscimento del valore del PORTO FRANCO e della CULTURA MITTELEUROPEA.
Ci sembrano dichiarazioni importanti e indice del nuovo vento che sta spirando a Trieste dopo decenni di aria stagnante e nazionalista.
Certamente constatare che un’ industria come la BAT investa nel nuovo punto franco Freeste, portando 2.700 posti di lavoro, ha messo tutti di fronte all’ evidenza del valore del regime agevolato di Porto Franco, prima a lungo misconosciuto e sostenuto solo da pochi.
Noi abbiamo duramente condannato le posizioni che Russo ha preso a suo tempo sulla questione  di  Porto Vecchio e su tante altre cose.
E che ora sta cominciando a correggere come si vede dal video (clicca QUI).
E siamo e saremo costantemente molto critici verso il PD.
Ma vedere dei segnali di iniziale riconoscimento delle nostre tesi non può che renderci contenti e aumentare il nostro impegno perché questi spazi si allarghino, si completino e diventino parte della coscienza collettiva della nostra città.
E per estromettere dalla guida del nostro comune quel Blocco Nazionalista Italiano che ha in Dipiazza il suo esponente pubblico per la carica di sindaco.

La redazione di Rinascita Triestina

Clicca QUI  o sull' immagine per vedere il video



venerdì 8 ottobre 2021

BLOCCARLO AL BALLOTTAGGIO VOTANDOGLI CONTRO! DIPIAZZA E’ ESPRESSIONE E GARANTE DEL BLOCCO NAZIONALISTA ITALIANO RESPONSABILE DELLA DECADENZA DI TRIESTE -


 Un appello agli indipendentisti, agli autonomisti e a tutti i Triestini.

Dipiazza è espressione e garante del Blocco Nazionalista Italiano
che lo ha mandato in prima fila per continuare a governare Trieste.

Trieste, che era il fiorente porto dell' Impero, è stata portata alla attuale decadenza dal nazionalismo italiano che ha isolato per decenni il nostro porto dall’ entroterra naturale centroeuropeo e che ha tagliato sistematicamente le radici culturali mitteleuropee della nostra città.

Trieste può vivere solo come città internazionale ed europea come il suo Porto Franco Internazionale: il nazionalismo becero e provinciale la sta soffocando compromettendone il futuro.

Si susseguono da anni continue costose cerimonie e manifestazioni nazionaliste pubbliche, molte che celebrano i fasti guerreschi italiani contro i popoli vicini invece dell’ amicizia tra europei.
Fino alla farsa dell’ Assessore alla Cultura che

gira per Trieste travestito da centurione o senatore romano.
Trieste viene rinchiusa in una bolla nazionalista sotto l’ ombrello della Giunta Comunale invece di essere aperta al mondo.


Perfino la bandiera municipale di Trieste è stata rimossa
dal pennone di "Palazzo

Cheba" per essere sostituita dal tricolore per ordine di Dipiazza e contro il regolamento comunale.

Un sindaco che non si vergogna di omaggiare pubblicamente in piazza la bandiera della XMas collaborazionista e che fa l' occhiolino ai neofascisti. Clicca QUI per il video.
                                                                        
Qui invece mentre nel 2018 saluta, in qualità di
sindaco il comizio dei neofascisti di Forza Nuova, quelli che hanno assaltato la CGIL a Roma clicca QUI

L' assalto fascista alla sede del sindacato CGIL a Roma ci ha ricordato l' analogo, e più feroce, assalto fascista del 6 novembre 1953 alla sede
del 
"Fronte per l'Indipendenza del Territorio Libero di Trieste": l' indipendentismo triestino è sempre stato democratico e antifascista.

Dipiazza vorrebbe ora fare il sindaco per la quarta volta arrivando a 20 anni di sindaco…20 anni !

Proprio in questo momento irripetibile in cui il rinnovato slancio del Porto Franco Internazionale crea le condizioni per una nuova collocazione internazionale della nostra città che non può continuare ad essere amministrata in modo provinciale e ottuso "da botegher".

Per questo bisogna fermarlo e non lasciargli gestire Trieste per altri 5 anni: sarebbe un disastro per Trieste in un momento di svolta.
I prossimi 5 anni vedono una situazione favorevole e di grosse opportunità per Trieste che non si ripeterà a breve grazie al Porto Franco Internazionale e agli insediamenti produttivi in regime di Punto Franco, come la BAT con 2.700 posti di lavoro.
Altro che Musei, giardinetti e ovovie in Porto Vecchio e supermercati dappertutto…

Per fermare Dipiazza e il Blocco Nazionalista che gli sta dietro non c’ è altro modo che votare al ballottaggio per il suo antagonista, anche turandosi il naso se necessario.

Non si tratta di condividere le posizioni di Francesco Russo ma di togliere il tappo nazionalista che condanna all’ immobilismo questa città.

Noi abbiamo duramente condannato le posizioni che Russo ha preso a suo tempo sulla sdemanializzazione  di  Porto Vecchio e su tante altre cose.
Siamo costantemente molto critici verso il PD.
Adesso Francesco Russo, rispondendo a delle domande, ha fatto delle dichiarazioni che rappresentano una prima CLAMOROSA apertura alle posizioni nostre e del mondo autonomista e indipendentista triestino e un riconoscimento del valore del PORTO FRANCO e della CULTURA MITTELEUROPEA: clicca QUI PER IL VIDEO

Adesso non c'è un altro modo per evitare una devastante vittoria del blocco nazionalista italiano che andare a votare mettendo la croce sul nome di Francesco Russo.

Meglio un centro-sinistra che deve dialogare (come dimostra il VIDEO) che una vittoria del blocco turbonazionalista italiano trionfante e arrogante, gasato da un nuovo successo: è una questione pratica non ideologica.

Per questo è utile alla città che tutti vadano a votare per fermare Dipiazza, la sua corte e i suoi mandanti.
E’ questo l’ obiettivo principale in questo momento.

Per questo diamo l’ indicazione di voto a Francesco Russo al ballottaggio del 17 e 18 ottobre.

Non c’è altro modo concreto, oggi, per stoppare il nazionalismo e far ripartire la città rimettendola in sintonia con il ritrovato dinamismo del nostro Porto Franco Internazionale.

Andiamo a votare TUTTI e diamo un voto utile CONTRO IL BLOCCO NAZIONALISTA ITALIANO: i nazionalisti sperano nel nostro astensionismo.

Non è il momento di astenerci ma di partecipare per salvare la nostra città e liberare il Comune, la nostra più antica istituzione cittadina, da nazionalisti e fascisti, palesi o mascherati, che da troppo tempo lo controllano.

Paolo Deganutti insieme a tutta la redazione di Rinascita Triestina



Il video di Francesco Russo con le dichiarazioni di apertura al dialogo sulle nostre posizioni:



 


martedì 5 ottobre 2021

ELEZIONI: GLI SCALINI PER FAR RINASCERE TRIESTE

ELEZIONI: GLI SCALINI PER FAR RINASCERE TRIESTE

PRIMO STEP: far decollare ADESSO TRIESTE affermando il valore del Porto Franco Internazionale.
SECONDO STEP: sfrattare i turbo nazionalisti e neofascisti paralizzantì dalla Giunta Comunale.
TERZO STEP: acquisire assessorati e posizioni istituzionali che consentano di portare avanti il programma concretamente per il bene di Trieste.
QUARTO STEP: riportare il 54% di cittadini che non hanno votato ad avere fiducia nelle nostre istituzioni cittadine.

Siamo felici di aver contribuito al buon risultato di Adesso Trieste: lo abbiano fatto mettendo al centro il valore del Porto Franco Internazionale per lo sviluppo economico e sociale della nostra città, un tema che è stato tenuto troppo in disparte durante questa campagna elettorale .
Lo abbiamo fatto sollecitando la piena attuazione del regime di Porto Franco, dell’ Allegato VIII e della extraterritorialità doganale.
Per facilitare insediamenti produttivi nel porto Nuovo e Vecchio.
Per creare il lavoro qualificato di cui Trieste ha bisogno.
Su questo modello è arrivato l’ investimento di BAT nel Punto Franco” Freeste” che dovrebbe portare 2.700 nuovi posti di lavoro con un’ attività ecocompatibile.
Il nostro candidato in Adesso Trieste, pur senza passaggi televisivi, ha ottenuto maggiori preferenze rispetto ad altri candidati che trattavano temi analoghi legati all’ Allegato VIII nella lista “Punto Franco” di Russo.

Avevamo l’ obbiettivo di favorire la nascita di una nuova “classe dirigente” e di “passare il testimone” generazionale a dei giovani motivati e capaci, ed il successo di Adesso Trieste è il più rilevante di una lista civica negli ultimi 40 anni a Trieste.

Abbiamo contribuito proponendo altri temi come il festival internazionale “la Cultura europea incontra il mare”, la costituzione di un assessorato all’ “economia del mare” e il riutilizzo a fini produttivi del Porto Vecchio.
Abbiamo contribuito sostenendo l’ Autonomia: Trieste come a Bolzano e come ad Amburgo, che è tuttora una citta-stato portuale federata alla Germania.

Adesso bisogna rimuovere il “tappo” che blocca Trieste da troppi anni condannandola all’ immobilismo mentre il porto ha ritrovato dinamismo: e sono le forze nazionaliste, venate di fascismo, che si coagulano nel Destra-Centro triestino che deve essere rimosso dai posti di comando.

Questo è l’ obbiettivo PRINCIPALE del ballottaggio, e se per raggiungerlo bisogna “sporcarsi le mani”, come in ogni battaglia, bisogna avere il coraggio di farlo per il bene di Trieste: sarebbe comodo stare all’ opposizione protestando con i “vaffa” e intanto crescere, ma Trieste non reggerebbe ad altri 5 anni di Dipiazzismo a guida Fratelli d’ Italia, che con la fiamma tricolore del MSI nel simbolo sono di gran lunga il primo partito del Destra Centro.

E’ inevitabile, se si guarda al bene collettivo e non di forza politica, tentare un accordo al ballottaggio con Russo, che si è dimostrato un candidato debole col suo 29,15%, ponendo però dei paletti ragionevoli che sarebbe SUA RESPONSABILITA’ RIFIUTARE:
1) Un terzo degli assessorati tra cui quello all’ Economia, il nuovo al Mare, e alla Cultura per avere gli strumenti per portare avanti il programma.
2) Il/la Vicesindaco per controllare da vicino questa nuova sindacatura.
3) La rinuncia a trasformare Porto Vecchio in un luna park dando la priorità a investimenti e attività produttive e di ricerca, riestendendo ove necessario il regime di Punto Franco (che ancora sussiste grazie all’ Autorità Portuale sulla fascia costiera e all’ Adriaterminal dove c’è la base Saipem ad alta tecnologia). Bloccando quell’ obbrobrio e “partita di giro” del trasferimento degli uffici della Regione.

E darsi MOOLTO da fare per recuperare quel 54% di concittadini che hanno scelto di non votare per sfiducia o per protesta.
Dando prova di responsabilità, serietà e lontananza da ogni estremismo di cui una destra nazionalista impaurita cerca di accusare Adesso Trieste.
E’ un momento di svolta storica, impegno e iniziative straordinarie.

Paolo Deganutti
Rinascita Triestina

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