Il Termine Kerneuropa (Europa del Nocciolo) è stato usato fin dal 1996 da Schäuble (già ministro delle finanze tedesco) che proponeva di creare uno zoccolo duro per progredire nell’integrazione europea a più velocità e rinunciando all’ unanimità.
RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -
martedì 14 giugno 2022
KERNEUROPA E FUTURO DI TRIESTE
Il Termine Kerneuropa (Europa del Nocciolo) è stato usato fin dal 1996 da Schäuble (già ministro delle finanze tedesco) che proponeva di creare uno zoccolo duro per progredire nell’integrazione europea a più velocità e rinunciando all’ unanimità.
venerdì 25 febbraio 2022
UCRAINA - IL TRAMONTO DELL’ OCCIDENTE: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (Tito Livio), MENTRE A BRUXELLES SI DISCUTE KIEV E’ ESPUGNATA –
QUANDO SI VUOLE STRAVINCERE E METTERE UN
AVVERSARIO CON LE SPALLE AL MURO BISOGNA ANCHE ESSERE DETERMINATI A USARE LA
FORZA PER SPEGNERNE LA INEVITABILE REAZIONE.
E TRIESTE ?
Ucraina: dalla
fomentata “Rivoluzione Arancione” di piazza EuroMaidan del 2013, con annesso
colpo di stato, alla promessa di entrata nella UE e Nato, all’ abbandono di
fronte alla reazione di una Russia che si sente minacciata dal progressivo
allargamento a Est dell’ Alleanza Atlantica.
Qual’ è la credibilità di un Occidente che sembra avviarsi sul viale del
tramonto?
L’ “ombrello americano” protegge ancora?
Non è nostro compito, animati come
siamo da spirito neutralista e pacifista, attribuire ragioni o torti nella
triste e pericolosissima vicenda ucraina, ma solo cercare di capire gli eventi
e le loro motivazioni che non sono “folli e deliranti”
come si usa scrivere, ma rispondenti a una logica geopolitica serrata che vede l’ Oriente (Russia, Turchia, Cina) espandersi nei
vuoti lasciati da UE e USA: dalla Libia all’ Albania, da Africa alle aree
ex-sovietiche.
Infatti mai una guerra come quella in
corso in Ucraina è stata prevedibile, prevista e preannunciata a gran voce. Ma,
malgrado le promesse UE e USA durante le manifestazioni “EuroMaiden” del 2013,
il presidente Ucraino Zelens'kyj ha dichiarato stamane: “Ci hanno
lasciati soli”.
Imbottiti di armi occidentali, ma soli: tragicamente della serie “vai avanti
tu che a me …”
Ci si domanda quanto valgano le promesse e gli “ombrelli militari” americani ed
europei in questa fase di loro evidente declino e dopo il catastrofico ritiro
dall' Afganistan.
E’ una domanda che cominciano a farsi anche a Taiwan da sempre considerata
dalla Cina parte integrante e rivendicata del suo territorio.
Un paese e la sua popolazione è stato indotto a spingersi oltre le “linee
rosse” sopportabili dalle potenze confinanti, al punto di illudersi di poter
aderire a una alleanza militare ostile (Nato), fiducioso della copertura
occidentale.
Che si limita a sanzioni poco efficaci che rischiano di diventare un boomerang
per tutta l’ Europa.
Parliamo di “linee rosse” molto chiare ed evidenti esaminando la storia e la
situazione ucraina.
Oggi sul Piccolo il prof. Stefano Pilotto dell’ università di Trieste scrive:
“ Occorre comprendere il modo di ragionare dei russi, la loro
cultura. Occorre rivisitare la storia per capire le ragioni degli uni e degli
altri. …. Il popolo ucraino ed il popolo russo sono stati il medesimo popolo
per secoli: la stessa civiltà russa nacque da quella ucraina.
Il Rus di Kiev (cioè la regione di Kiev), nata alla fine del IX secolo dopo
Cristo, si estese verso est nel corso dei secoli seguenti, dopo la conversione
al cristianesimo di rito bizantino del principe Vladimir, nel 988 dopo Cristo.
Kiev rappresentò progressivamente un faro per le popolazioni slave e russe,
nell’ambito dello sviluppo del cristianesimo ortodosso e l’area di Pecherska
Lavra (i monasteri delle grotte) a Kiev diventarono il massimo centro religioso
della chiesa russa cristiano – ortodossa. Lo sviluppo della regione di Kiev,
nel corso dei secoli seguenti, seguì di pari passo quello della Russia, sia
durante il periodo imperiale (la Russia degli zar), sia durante quello
sovietico.
Durante la seconda guerra mondiale il popolo ucraino e russo combatterono uniti
per la loro libertà di fronte all’attacco delle forze tedesche e loro alleate,
dal 1941 al 1945.
In Ucraina, tuttavia, alcune migliaia di cittadini si unirono alle forze
tedesche, sposarono la causa del nazionalismo ucraino antisovietico e si
identificarono nell’azione di Stepan Bandera.
Furono migliaia di ucraini che aderirono al nazionalsocialismo: ecco il
riferimento odierno di Putin alla denazificazione. Egli ritiene che gli
esponenti radicali ucraini che desiderano entrare nella Nato oggi siano i
discendenti ideologici di quelle migliaia di ucraini che fra il 1941 ed il 1945
si unirono alle forze tedesche agli ordini di Hitler.
Quando, nel 1991, la disintegrazione dell’Unione Sovietica portò all’indipendenza
dell’Ucraina, le forze filo-occidentali ripresero corpo, animarono la
rivoluzione arancione di Viktor Yushenko e di Yulia Timoshenko (EuroMaiden
2013), provarono ad aprire le porte alla Nato e trascurarono la
necessità di mantenere una buona relazione con Mosca.
Dal 2008 la Russia mandò messaggi a Kiev attraverso l’interruzione del gas.
Nel 2014, dopo il colpo di stato a Kiev, i russi reagirono con
l’incorporazione della Crimea nella Federazione Russa e con la tutela della
regione orientale del Donbass, in attesa che gli accordi di Minsk (11 febbraio
2015) venissero rispettati da Kiev, mediante una riforma costituzionale che
permettesse di creare due regioni autonome a Donetsk e Luhansk. Nel corso degli
ultimi sette anni nulla è stato fatto, anzi, Kiev ha cercato sempre di più di
cedere alle lusinghe sia della Nato che dell’Unione Europea, ha ricevuto armi e
sostentamento, mentre nel Donbass si consumava una catastrofe umanitaria.”
A proposito: sui media occidentali non rileviamo alcun interesse per il
parere delle popolazioni russofone del Donbass su quanto
sta succedendo.
E TRIESTE ?
Trieste che sta proprio sopra una faglia geopolitica ha sempre avuto danni
gravi dal riacutizzarsi delle tensioni e dai climi da “guerra fredda”ed ha un
solo strumento di difesa: il Porto Franco Internazionale che è stato alla sua
origine di città moderna e motore di sviluppo economico e che è stato ribadito
dal Trattato di Pace del 1947 che lo regola con il suo Allegato VIII, che
ancora attende applicazione integrale.
Il Porto Franco Internazionale per sua natura è neutrale
rispetto agli schieramenti internazionali.
Paolo Deganutti
Due citazioni per
riflettere:
Oswald Splengher “Il Tramonto dell’ Occidente” Vienna 1918:-
“Il «tramonto del mondo antico», lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi
cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del
tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi
secoli del prossimo millennio, il «tramonto dell'Occidente».”-
Jarrett Diamond “Collasso. Come le
società scelgono di morire o vivere” Boston 2005:
- «Il mio ultimo motivo di speranza è frutto di un'altra conseguenza
della globalizzazione. In passato non esistevano né gli archeologi né la
televisione. Nel XV secolo, gli abitanti dell'isola di Pasqua che stavano
devastando il loro sovrappopolato territorio non avevano alcun modo di sapere
che, in quello stesso momento ma a migliaia di chilometri, i Vichinghi della
Groenlandia e i Khmer si trovavano allo stadio terminale del loro declino, o
che gli Anasazi erano andati in rovina qualche secolo prima, i Maya del periodo
classico ancora prima e i Micenei erano spariti da due millenni.
Oggi, però, possiamo accendere la
televisione o la radio, comprare un giornale e vedere, ascoltare o leggere cosa
è accaduto in Somalia o in Afghanistan nelle ultime ore. I documentari
televisivi e i libri ci spiegano in dettaglio cosa è successo ai Maya, ai Greci
e a tanti altri.
Abbiamo dunque l'opportunità di imparare
dagli errori commessi da popoli distanti da noi nel tempo e nello spazio.
Nessun'altra società ha mai avuto questo privilegio. Ho scritto questo libro
nella speranza che un numero sufficiente di noi scelga di approfittarne.»-
sabato 18 dicembre 2021
LA RESISTIBILE ASCESA DI CICCIO P. - L’ ONOREVOLE PORTUALE DI TRIESTE E I SUOI SPONSOR, CON QUALCHE DUBBIO E PRECAUZIONE
La prima diretta video uscita dopo il Daspo di Pordenone a Ciccio Puzzer per la fallita occupazione della Direzione
Sanitaria dell’ Ospedale di Pordenone offre una plastica rappresentazione di
cosa bolle politicamente in pentola con le iniziative No Vax Pass in corso da fine settembre.
(Clicca QUI per la prima diretta video delle ore 18,56 e per la successiva
dichiarazione di Puzzer delle 22,05 clicca QUI)
Nella diretta video ripresa in auto al
rientro da Pordenone appaiono insieme:
A ) Il già noto onorevole BARONI Massimo
ex M5S e ora Alternativa partecipante al Commissione Dubbio e Precauzione guidato
da Freccero, e socio di “Generazioni Future” che organizza i suoi convegni..
B) Ugo MATTEI, fondatore della Commissione Dubbio e Precauzione e
ormai quotidianamente
personaggio televisivo, nonché partecipante di punta ai convegni organizzati da “Generazioni Future”
C) La
onorevole Jessica COSTANZO anch’ essa ex
M5S ora Alternativa e socia di “Generazioni
Future”
D) CICCIO P. il protagonista che fornisce la sua versione
dei fatti e precisa che era all’ Ospedale
di Pordenone per portare la solidarietà “dei portuali
e di TUTTI I CITTADINI ITALIANI (allargandosi un po’…)” ad
alcuni operatori sanitari che erano saliti accompagnati dalla Digos (che guarda caso li attendeva e li ha
bloccati…) e dal loro avvocato (non
si sa mai…) per presentare una denuncia (non preparata ma stranamente scritta sul momento…) riguardante la
presenza al lavoro di “colleghi non vaccinati che mettono a
repentaglio la salute dei pazienti”: insomma era solo una buona azione
da fanatici pro-vax (che sembra tanto una
tesi difensiva consigliata da un avvocato casualmente presente: infatti non è stata capita da molti fans ed ha richiesto una lunga spiegazione) !.
Malauguratamente la Questura, che li aveva intercettati sulle loro chat dalla sera prima, aveva stracapito le loro
buone intenzioni…povere "vittime della Dittatura"!
Insomma nel video vediamo due onorevoli attuali e due futuri onorevoli come scappa detto seriamente all’ on.
Baroni al minuto 53,30 dove auspica che
Ciccio P. e Mattei vengano eletti da un partito col 20/25% dei voti (Qui).
Abbiamo il Dubbio che a questo mirino e per questo lavorino da fine settembre: questo il progetto politico che curano e sostengono anche finanziariamente.
“Tre indizi fanno
una prova” come diceva il detective Poirot
nei romanzi di Agatha Christie.
Oltre alla diretta video sopracitata aggiungiamo altri tre indizi:
1) Fin dall’ alba del 15 ottobre, il primo giorno, tra i primissimi manifestanti si aggiravano tre parlamentari:
l’ on. BARONI MASSIMO ENRICO eletto a Roma, l’ on. CABRAS PINO eletto in Sardegna e il sen. CRUCIOLI MATTIA eletto a Genova, tutti di Alternativa, gruppo misto, ex M5S vicini a Dibbattista. Hanno salutato Ciccio che già conoscevano come dimostra il loro stesso video. Nessuno sembra essersene accorto fino alla nostra segnalazione del 30/11(QUI).2) L’ on. BARONI si è fatto carico dei Tour di Ciccio P. in giro per l’ Italia e in particolare lo ha accompagnato a Torino al primo convegno
del 10 novembre insieme al sopracitato Mattei, Freccero ecc. che hanno dato vita alla Commissione Dubbio e Precauzione che è semplicemente un partito in gestazione (QUI).
3) L’ ambiente -
Riferisce “La Stampa” che alla richiesta se sia possibile intervistare i
presenti al succitato convegno del Comitato Dubbio e Precauzione, la risposta degli organizzatori è stata «prima le altre testate». Ad esempio? «Byoblu»,
il portale che ha sostenuto l’esistenza del complotto del «Piano Kalergi» sull’immigrazione nonché numerose tesi riduzioniste
o negazioniste della pandemia, sulle
quali ha pubblicato anche libri di successo come “Eresia” (QUI).
Byoblu, sito di riferimento per
l’area no vax pass, è diretto dal fondatore Claudio MESSORA, ex-M5S e già
responsabile della comunicazione dei M5S del Senato, ed ha collaborato per tre
anni in TV – Rai 2, con il parlamentare ex M5S Gianluigi PARAGONE, sostenitore
di Ciccio P e venuto apposta a Trieste.
Del resto questo ambiente ex-M5S non è
estraneo a Ciccio che era iscritto alla Piattaforma Rousseau del M5S e poteva votarne le
decisioni.
Inoltre il CLPT a guida Puzzer si riuniva alla Ludoteca, dove aveva a disposizione una sala, fondata e gestita
dalla allora M5S Paola Sabrina SABIA, acerrima rivale di Paolo Menis per la
fallita candidatura a Sindaco di Trieste nel 2016, e ora accesa sostenitrice dell’ azione di
blocco al Varco 4 del porto (QUI), nonché moglie dell'europarlamentare del MoVimento
5 Stelle Marco Zullo che, già esperto di scie chimiche, ora fa convegni con
quel ex magistrato Paolo Sceusa che troviamo in tante manifestazioni e comizi
dei no vax pass: anche al No Paura Day del 14/11 a Trieste insieme a Ciccio
Puzzer e Carlo FRECCERO già direttore di Rai2 e ora portavoce ufficiale nazionale del Comitato
Dubbio e Precauzione (QUI).
E’ noto che il MoVimento del comico Grillo ha fatto entrare nelle istituzioni
una massa di cultori di teorie strampalate, di cui la pasionaria no vax on. Sara
Cunial è esempio, insieme ad alcune persone serie che hanno convissuto fino a
che l’ emergenza pandemica ha obbligato a scelte drastiche divergenti.
Insomma si sta costituendo un movimento/partito politico No
Vax Pass con gli ex del M5S che non sanno come altrimenti rientrare in parlamento
e in altre istituzioni, con intellettuali
che fanno discorsi accademico - giuridici astratti sulla pandemia come se ci fosse
una conferenza universitaria e non un emergenza sanitaria, operatori dell’
informazione della stessa area ex M5S, leaders di mobilitazioni popolari come
Ciccio nostro (se riesce a non sputtanarsi troppo rapidamente) e complottisti / "s’ciopai" vari.
Quello dei milioni di non vaccinati, scettici e no green pass è un mercato
vergine e abbastanza esteso per prosperare politicamente e non solo
politicamente.
Un universo di creduloni che già spende molto per cure sciamaniche, rimedi inutili di medici border-line e psicoterapie strampalate per i mali della vita e del Covid: da
spennare metaforicamente e materialmente anche con le sempre più diffuse
raccolte fondi “per la causa” e
donazioni.
Ciccio P. , per Dubbio e soprattutto per Precauzione, mantiene intensi rapporti anche con loro avendo una notevole abilità a giocare su più tavoli per mantenere alta la propria visibilità e “bacino di utenza” trasversale per il proprio tornaconto.
Ma si sa che a giocare su troppi tavoli si rischia di finire sotto il tavolo.
“A pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina” diceva Andreotti che se ne intendeva.
La visibilità rende parecchio, non solo in termini di gratificazione dell’ ego, ma anche di tornaconto sia politico che monetario.
E Ciccio P. è stato baciato in fronte da questa fortuna che sta capitalizzando ed alimentando: perché anche le azioni negative servono, purchè se ne parli.
Lo vedremo anche deputato oltreché Leader Nazionale di molteplici e cangianti Comitati e Coordinamenti? Riceverà altri aiuti oltre ai taxi gratis o ai pacchi di regali ?
Ciccio nega ma spesso ha cambiato posizione repentinamente: vedi anche le manifestazioni a Trieste del 22 e 23 ottobre prima convocate e poi annullate, la fondamentale Gita all’ Onu di Ginevra (poi degradata a inutile “scatola vuota”) cui dichiaravano di essere “accreditati” ma dove non sono riusciti nemmeno a entrare, la Grande Manifestazione Internazionale dell’ 11 dicembre al confine di Gorizia propagandata con fanfare come strategica e cui non si è nemmeno presentato, limitandosi a una telefonata, quando ha visto che c’ erano solo 300 persone.
Quando sabato 16 ottobre al Varco 4, dopo aver annunciato per conto del CLPT la fine del “Presidio” ha intuito che continuando a oltranza avrebbe invece aumentato a dismisura la propria visibilità personale nazionale, a discapito del porto e dei colleghi, ha cambiato posizione e scelto di affrontare con grande clamore lo sgombero, che tutti sapevano inevitabile, e di iniziare una carriera nazionale “in nome del popolo italiano” che da allora ha nominato continuamente.
Ci si consenta di avere il Dubbio che non farà più il portuale e la Precauzione di informare i lettori della sua carriera politica nazionale.
E noi volentieri, nella nostra insignificante piccolezza, modestamente contribuiamo alla sua visibilità e carriera politica italiana, lieti che vada a fare danni altrove.
Perché a Trieste ha già fatto terra bruciata intorno a se e soprattutto nel Porto dove non conta più niente malgrado gli sforzi con il fantomatico “Comitato Resistenza Porto Trieste” che rilascia misteriosi comunicati che vengono presi sul serio solo fuori dal porto e fuori da Trieste dove la notevole mobilitazione "No Green Pass" si è dimostrata un fuoco di paglia.
E siccome a Trieste sono rimasti in pochi hanno convocato per l' antivigilia di Natale una ADUNATA DI TUTTI GLI ITALIANI a al Varco 4 del Porto che è zona vietata alle manifestazioni.
Riteniamo questa una mossa disperata per avere visibilità nazionale e una provocazione che anche nel termine "Adunata degli Italiani a Trieste" è di stampo fascista.
Clicca Qui per la nostra immediata presa di posizione pochi minuti dopo la diffusione su canali Telegram della convocazione:
giovedì 9 dicembre 2021
A CHE GIOCO GIOCHIAMO ? NEL WEEK END I NO VAX PASS CONVOCANO MANIFESTAZIONI IN ZONE VIETATE COME IL VARCO 4 DEL PORTO E PIAZZA UNITA’E ANCHE AL CONFINE DI GORIZIA, DOPO QUELLA A REDIPUGLIA NON AUTORIZZATA E MENTRE EMERGONO GIRI DI SOLDI E DI FINANZIAMENTI POLITICI.
Ci sono nuove domande da porsi dopo le prime che abbiamo già evidenziato in
ottobre QUI
Lasciamo parlare i fatti:
--- 8/12 Redipuglia manifestazione dell’ "interforze OSA"
con militari e poliziotti presenti, dicono. Propagandata da Ugo Rossi che esplicitamente cita l’ Interforze
OSA e in cui si respirava aria nazionalista e di estrema destra. Clicca QUI.
N.B. Il Presidente del
Coordinamento 15 ottobre, fondato da Ciccio Puzzer, è Roberto Perga che si è
sempre qualificato ufficialmente come “membro INTERFORZE OSA” (QUI).
Ciccio Puzzer continua ad avere pubblicamente legami con il 15 Ottobre e
si rilanciano reciprocamente i post .
Sempre Ciccio ha presenziato sia alla presentazione del “comitato scientifico”
della 15 ottobre a Milano (QUI) sia alle riunioni a Torino di
quello che da ieri si chiama Comitato Dubbio e Precauzione con Freccero e altri
e che è l’ embrione di un partito NoVaxPass (QUI).
--- L’ 8/12 a Non è l’ Arena il medico no-vax
pentito Bacco parla apertamente di grossi giri di soldi e di finanziamenti
politici alle piazze no-vax (va vista: CLICCA QUI). Ed è annunciata un’
inchiesta la prossima settimana.
E’ significativo che Bacco faccia parte della Segreteria
Nazionale del FISI che è il sindacato che ha convocato lo sciopero cui
ha aderito il CLPT a guida Puzzer e che è sfociato nei disordini al porto.
Della medesima segreteria nazionale di 5 persone del sindacato
farlocco FISI, che ha sede nazionale a Eboli (Salerno), fa parte Dario Giacomini
comparso ufficialmente al fianco di Puzzer dopo lo sgombero del Varco 4 e che
con lui ha fondato il Coordinamento 15 Ottobre di cui è vicepresidente mentre
presidente, è Perga, membro interforze OSA.
Del resto da dove venissero i soldi se lo sono chiesti in tanti quando hanno
visto il costoso palco abusivo in p.zza Unità con gli amplificatori e il
proiettore di ologrammi della Madonna.
Qualcuno è stato denunciato per questo palco abusivo che Ugo Rossi sosteneva
essere stato autorizzato "verbalmente"?
Il prossimo week end sono state convocate sui social le seguenti
manifestazioni, malgrado ci sia un diffuso malcontento in proposito anche con
motivazioni sanitarie
1) In piazza Unità, vietata, con
la formula furbacchiona di “prendiamo un caffè" (con slogan)(QUI).
2) Al Varco 4 del Porto, ugualmente vietato, in ricordo dello sgombero (QUI). Un posto decisamente sconsigliabile per manifestare sia perchè vi passano grossi mezzi commerciali sia perchè è legittimo diffidare delle intenzioni reali visti i precedenti.
3) Al confine della Casa Rossa di Gorizia, con Perga e Puzzer, che
forse non è vietato ma è un posto delicato da sempre anche per le
manifestazioni nazionaliste avvenute in passato (QUI).
4) Lunedì
13 è annunciato uno sciopero del Green Pass sia dei lavoratori che studentesco,
con presidio mattutino in Largo Barriera.(QUI).
A noi piacerebbe sapere a che gioco si sta giocando e se le istituzioni
intendono lasciarsi sfidare ulteriormente.
Anche perché qui alcuni se ne fregano apertamente dei divieti e delle
precauzioni mentre altri si prendono multe per banalità.
E anche per capire cosa ci sta dietro a tante mobilitazioni, tour e
trasferimenti sia perché le azioni si giudicano dai risultati e non dalle buone
intenzioni, sia perché come diceva un saggio: “oltre a un certo livello
nulla avviene spontaneamente: ci vuole il pastore e ci vogliono i cani” e se ci
sono palchi pure i soldi.
venerdì 26 novembre 2021
VACCINO ANTICOVID - LA LETTERA DEL PROF. GIANFRANCO SINAGRA METTE FINE ALLE POLEMICHE: VACCINATEVI TUTTI !
"Gianfranco Sinagra è il Direttore
del Dipartimento Cardiovascolare dell’ ASUGI e dell' Università di Trieste, e dirige personalmente quel
centro di assoluta eccellenza mondiale che è il Polo Cardiologico di Trieste.
E’ un medico molto noto e stimato a Trieste
sia per le sue capacità professionali che per la sua umanità e impegno
sociale.
Chi gli ha affidato la propria vita, perché di questo si tratta in cardiologia,
ne ha sperimentato la competenza e serietà ed ha maturato grande stima e tanta
fiducia.
Vi invitiamo a leggere e dopo questa lettura nessun comportamento antisociale
è più giustificato.
Il discorso medico è chiuso e basta polemiche da bar di gente incompetente.
Se qualcuno vuole fare
politica sulla pelle delle persone se ne assumerà le conseguenze.
La redazione di Rinascita Triestina"
LA LETTERA del prof. Sinagra:
- Lo stupore e l’amarezza di fronte a una situazione di caos in cui non vengono rispettate le regole di una comunità -
Paure da giustificare e governare
ma nel rispetto della vita altrui
C’è’ qualcosa di molto grave, profondo, distruttivo e deludente che sta accadendo e che mina le libertà fondamentali, la vita, la verità e il rispetto che si deve alla società e a tutti i deboli e bisognosi di cure.
Non mi stupisco dei morti che ci sono stati e che continuano
a esserci, ma dell’indifferenza con cui alcuni accettano che il virus possa
uccidere.
Non mi stupisco della gente comune che alcune cose non le ha studiate, ma di
coloro che operando in sanità narrano una dispercezione della verità che non
rende giustizia dell'atmosfera caotica, dei pressing esasperati sulle
organizzazioni e sugli operatori.
Mi stupisco del silenzio sugli operatori sanitari contagiati, ammalati e morti.
E’ vero che il Covid si aggiunge spesso a situazioni di fragilità favorendo la
morte ma non è vero che non esistano i morti per Covid come non è vero che la
morte non ha coinvolto i giovani come non è vero che chi è morto aveva sempre
gravi malattie associate.
Non mi stupisco che i Pronto Soccorso si riempiano o i posti letto scarseggino
in certi periodi dell’anno.
Ma riempirsi in epoca pandemica è tutt’altra cosa perché devi difendere i
percorsi e devi impedire che recarsi in ospedale si trasformi nell’infettarsi
dentro l’ospedale.
Ma cosa c’entra la riaffermazione della mia libertà, delle mie convinzioni, con
lo spazio che si deve dare ai diritti della comunità, alla difesa di tutte le
libertà fondamentali, al diritto di essere curato, al diritto di studiare, di
lavorare, di avere giustizia, di crescere e di ripartire?
Ma che coerenza c’è fra reclamare la libertà personale e i giusti diritti dei
lavoratori e lasciare scoperti turni di lavoro dentro gli ospedali?
Un io contrapposto al noi che però coarta lo spazio etico dei doveri verso gli
altri.
Non mi stupisco di saperi piatti, massificati e superficiali proposti come
verità a persone semplici, spesso frustrate da ingiustizie.
Mi stupisco dei comportamenti che mentre reclamano libertà e rifiuto di
supposte dittature, bloccano la vita, il traffico, gli ospedali, le scuole.
E mi stupisco che ciò possa accadere in nome di un equivoco di libertà, nel
silenzio di chi è già stato malato, di chi ha vissuto il dramma della morte o
il rimorso di aver infettato altri.
Mi stupisco di chi ha scelto di studiare con metodo scientifico per promuovere
la vita e la salute e poi esercita rifiuti e assume comportamenti che rischiano
di sottrarre cure, allungare i tempi d’attesa per gli interventi chirurgici.
E gli esposti a complicanze per effetto di tempi all’intervento che si
allungano?
E i pazienti oncologici che combattono la loro guerra con i tempi di
progressione della malattia?
Questo è il frutto della libertà?
Questo è pensare a un futuro di
crescita, produttività, serenità e gioia?
Sono incredulo e deluso.
Ci vorrebbe uno scatto d’intelligenza, di coraggio e di verità.
Non questa bolla illusoria di protesta paralizzante destinata a generare
ulteriore sofferenza e depressione degli animi e delle attività.
Ho rispetto, sincero, per tutti e per il disagio e la libertà di pensiero di
tutti.
Ma quello che sta accadendo è incomprensibile e assurdo.
Sono triste e deluso per tanto allontanamento dalla verità, dalla cultura e dal
rispetto per la vita e i bisogni di tutti.
Il 20 per cento degli accolti per infarto miocardico non è vaccinato. Avete
idea di cosa voglia dire, in termini organizzativi e di risorse, curare un
infartuato di cui non si conosce il tampone, procedendo per salvargli la vita,
proteggendosi per curare anche gli altri degenti e quelli che dopo arriveranno?
Stiamo curando tutti allo stesso modo senza alcuna distinzione o esitazione, ma
ripercussioni ci sono perché a un ammalato Covid o sospetto tale, isolato,
bisogna destinare risorse da sottrarre agli altri pazienti.
Nel mese di giugno-settembre 2019 nel territorio di Trieste e Gorizia sono
state osservate 12 fra pericarditi e miocarditi. Si tratta di una possibile
sottostima. I numeri nello stesso intervallo temporale nel 2021 sono stati 18,
solo sei dei quali riconducibili temporalmente alla vaccinazione. Tre casi
erano di miocardite. Sei casi totali di cui tre miocarditi in un territorio di
circa 350 mila abitanti in quattro mesi, meno di cinque miocarditi
temporalmente riconducibili a vaccini Covid-19 per 100 mila abitanti in un anno
(stima in eccesso), tutte clinicamente lievi e sostanzialmente senza esiti,
contro gli stimati 10-40 casi/100.000/anno descritti in letteratura extra pratiche
vaccinali estensive.
Questi sono i numeri. Non opinioni o ideologie.
Riconosco il valore del rispetto delle regole per governare la convivenza
civile.
Dobbiamo proteggere e informare le persone guidandole sulla base di fonti
attendibili ed evidenze, non di congetture.
Le paure sono umane, vanno comprese e governate, considerando anche le ragioni
della comunità, della vita, del lavoro e del futuro.
Perché la vita degli altri è la nostra vita e deve avere un posto importante
nelle nostre scelte.
Come medico mi è intollerabile l’idea che la scelta di un singolo possa porre
in pericolo la sua vita e quella degli altri o che si debba curare una malattia
prevenibile con i vaccini nelle sue manifestazioni più gravi e rischiose.
Ho sentito spesso parlare degli esiti a distanza dei vaccini a mRNA: nessuna
evidenza solida.
So però quanta vita hanno generato vaccini ben più impegnativi in altri ambiti.
Vita, non morte o disabilità.
Non sento invece parlare adeguatamente degli esiti a distanza della malattia
Covid, che abbiamo imparato a conoscere, talvolta altamente invalidanti.
Ciò che sta accadendo sembra a me una incomprensibile follia che coinvolge
tragicamente persone, famiglie, relazioni, professionisti, organizzazioni e
credito per la Scienza.
Vacciniamoci e rispettiamo le regole di protezione, igiene e distanziamento.
GIANFRANCO SINAGRA
Direttore Dipartimento Cardiovascolare Asugi e Università di Trieste
Trieste 25/11/2021 lettera pubblicata originariamente sul Piccolo
---
--- Clicca QUI per un Video del prof. Mauro Giacca ordinario di Biologia molecolare all'Università di Trieste, nonché direttore della componente italiana del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie (Icgeb) di Trieste.
mercoledì 10 novembre 2021
TRIESTE NO-VAX-PASS: CRISI DELLA RAGIONE (TRASVERSALE) – I BAMBINI NON GIOCHINO CON LE BOMBE (SOCIALI) - La Sinistra No Green Pass -
Siamo arrivati all’ invocazione di leggi
speciali nazionali da parte del Sindaco di Trieste (clicca QUI) che appartiene a quella destra
che a lungo ha flirtato con le aree prima ostili alle chiusure e poi al Green
pass. E non dimentichiamo le sparate di Salvini e Meloni sugli “idranti
contro pacifici portuali” (che erano in 15 contati durante lo sgombero) con
richiesta di dimissioni del Ministro dell’ Interno.
Ma stavolta la richiesta di fare come ai
tempi delle BR avviene tra gli applausi delle
categorie economiche e gran parte dei cittadini.
Si sta realizzando il peggior scenario politico che avevamo
prospettato dal momento in cui il movimento No-Greenpass e il Comitato che lo
convoca avevano scelto di scagliare la forza di questa “bomba sociale"
contro il Porto Franco Internazionale di Trieste con l’ intenzione di bloccare
a oltranza il motore economico della nostra città.
Eppure doveva essere ormai nota a tutti la valenza geopolitica, oltrechè economica, del nostro
porto: almeno da quando gli USA si sono messi di traverso alle “Vie della Seta”
ribadendo che è un porto Nato in cui non possono prevalere logiche di business.
A nulla era valsa la minaccia di dimissioni del Presidente D’Agostino,
di cui il "Coordinamento No-Greenpass di Trieste" sembrava non
essersi nemmeno accorto, mentre chiamava a raccolta migliaia di persone
estranee al porto al Varco 4.
Come a nulla varranno gli appelli dei medici oggi in prima
pagina sul Piccolo.Come a nulla servirà far notare ai No Vax che i malati ospedalizzati e le costose cure domiciliari, prima durante e dopo per mesi, renderebbero molto di più a Big Pharma del guadagno sui vaccini immunizzanti.
Ormai siamo alla crisi della ragione su tutti i fronti.
Riportiamo due passi che ci riguardano di un intervista del prof. Marco Revelli, sociologo e storico (clicca QUI per l’ intervista completa)
- "Professore, oggi Roberto
Dipiazza, sindaco di Trieste, ha invocato sul Corriere “leggi speciali come ai
tempi delle Br” per le manifestazioni No Green Pass. “A mali estremi, estremi
rimedi”, ha detto. Che ne pensa?
“In questo caso direi che chi semina
vento raccoglie tempesta. Il primo cittadino di Trieste appartiene a quella
destra che a lungo ha flirtato con le aree prima ostili alle chiusure e poi al
Green pass. Il fatto che ora invochi misure da guerra civile mi sembra
quantomeno fuori dalle righe”.
Intanto No Vax e No Pass continuano a
riempire le piazze italiane.
“Con loro il dialogo è impossibile:
l’uso della razionalità e la logica generalmente condivisa falliscono. Questo
accade perché destituiscono di valore i numeri, i nessi logici e le
affermazioni scientifiche senza badare ad alcuna evidenza empirica ma sulla
base di un mero principio di diffidenza. Se sostengono che tutti i dati sono
falsificati e che tutte le autorità mediche non sono credibili e ad essi
preferiscono l’evocazione di ‘elementi magici’ o di guru discutibili, non si
può sperare di arrivare a un punto di mediazione”.-
La situazione è pericolosa e si sta
consegnando Trieste a una massiccia "reazione d' ordine" guidata dalla spregiudicata destra nazionalista
istituzionale dei Dipiazza, Fedriga e Savino (Camber).
Con il rischio concreto che dopo
questo affondo, servito su un
piatto d’ argento, e rafforzata politicamente arriverà a controllare
tutti gli snodi strategici: Porto Vecchio, Porto Nuovo, Urbanistica e “quant’
altro…”:
Ci sono responsabilità pesanti a sinistra PURTROPPO: sia quella che ha partecipato
attivamente al movimento No Green Pass Triestino, sia quella che è stata alla
finestra a guardare - senza intervenire - le clamorose idiozie messe in atto a
partire dallo sciagurato “Blocco del Porto” che ha segnato il punto di
svolta e di non ritorno.
Poi arrivato alla manifestazione, con ennesima chiamata di gente da fuori, con
coda di incidenti del 6 novembre.
E poi ci saranno altre manifestazioni e la nota spirale “repressione /
sdegno/ lotta alla repressione / repressione più dura” e così via… come da
già evocati dal Sindaco “anni di piombo” però ovviamente all' acqua di
rose.
Molti hanno notato con sorpresa che fra i denunciati organizzatori
della manifestazione del 6 novembre, nonché speaker che hanno dato il via
libera al maldestro tentativo di sfondamento di p.zza Unità, ci siano un
ex-anarchico e la sua compagna.
Alcuni avevano notato che tra i partecipanti alle prime manifestazioni No Green
Pass c’ era la Candidata Sindaco di “Sinistra In Comune e Verdi” che la
commentava entusiasticamente su Facebook già in campagna elettorale (clicca QUI) e avranno
anche notato la presenza di militanti sia della "sinistra radicale"
che si presenta alle elezioni, sia di quella astensionista alle varie
manifestazioni e presidi No Vax Pass.
Ebbene va detto che la “sinistra radicale” con varie sfumature ha
avuto un ruolo determinante nella nascita e nella crescita del Comitato No
Green Pass di Trieste e nello sviluppo e scelte catastrofiche del movimento No
Vax Pass.
Ruolo pienamente rivendicato come vedremo.
Compreso quella di puntare, vantandosene in TV, ad “arrecare gravi danni
economici” al porto e alla città.
E va detto che altre formazioni di sinistra hanno preferito tacere o
perché non hanno capito nulla del ruolo strategico del Porto Franco
Internazionale di Trieste anche sul piano geopolitico oltreché economico, o
perchè stanno sottovalutando quello che sta accadendo ritenuto meno importante
del loro "business as usual", o perché imbarazzate dalla
presenza dei “compagni” cui era meglio lasciare spazio ”per evitare
di lasciare il movimento alla destra”.
Afonia su tutta questa vicenda che sta sconvolgendo Trieste da settimane essendo
il fatto sociologico e politico più rilevante da decenni.
Abbiamo visto un solo comunicato emesso con evidenza: quello che contesta la
chiusura di P.zza Unità alle manifestazioni (clicca QUI) e due o tre post Facebook
insignificanti non ripresi dalla stampa. Non si capisce perchè il dettaglio
finale del divieto di manifestazione in P.zza Unità sia più importante di tutto
quello, di peso ben maggiore, che ha portato a questo risultato.
Chissà cosa si dirà adesso che il Governo ha preso provvedimenti restrittivi in
tutta Italia grazie anche agli ormai famosissimi "Fatti di Trieste".
Non solo, ma la “sinistra alla finestra” non ha nemmeno
preso posizione sull’ Appello per Trieste che ora ha superato le
62.000 firme (su 175.000 abitanti adulti) solo su internet e contro cui si
scagliava lo speker della manifestazione di sabato 6 definendola “ la
petizione della “Trieste bene” mentre è l’ unica iniziativa ragionevole di
massa che si vede da mesi (clicca QUI).
Si trova in rete la minuziosa descrizione, dall’ interno, della
presenza di questa "sinistra radicale" sia nella formazione che nella
gestione del "Coodinamento No Green Pass Trieste" e del
movimento suscitato.
E’ pubblica e a disposizione di tutti da tempo.
1) Dalla nascita all’ ideona di bloccare il porto per "fermare l’economia per essere ascoltate/i" clicca QUI .
2) Dal Blocco fino a prima della
manifestazione del 6 clicca QUI .
Siamo stupefatti che in tutta questa descrizione
minuziosa non ci sia nemmeno un cenno alla minaccia di dimissioni, in
caso di blocco del porto, del Presidente D’ Agostino per cui mezza Trieste
un anno prima era scesa in piazza.
Siamo basiti leggendo che la sera di sabato
16, di fronte a un comunicato del CLPT che sostanzialmente dichiarava
chiuso il presidio e annunciava la ripresa del lavoro, il Coordinamento No
Green Pass di Trieste, ha imposto la prosecuzione a oltranza, insieme ad
altri presenti, tra cui personaggi chiaramente ambigui, del tutto incurante
delle conseguenze.
Siamo allibiti leggendo
come vi sia piena coscienza delle infiltrazioni avvenute e si
prosegua come nulla fosse. Per le nostre precedenti segnalazioni clicca QUI.
Riguardo alla natura intrinsecamente di estrema destra del movimento No Vax invitiamo a leggere un articolo di Sergio Bologna: clicca QUI.
Leggendo abbiamo ricordato, oltre al periodo torbido della “strategia
della tensione” anche un manifesto che si vedeva negli anni 50: quello che
metteva in guardia i bambini dal giocare con le bombe.
Qui si sono trovati casualmente a fare da innesco a una (prevista e attesa da molti) “bomba
sociale” che si
Invitiamo a leggere i resoconti segnalati sopra di cui qui evidenziamo solo alcuni passaggi partendo dal periodo più recente:
--- "La situazione in queste fasi ha quindi iniziato a compromettersi. Il Coordinamento No Green Pass di Trieste, la realtà locale che aveva cominciato e lavorato nelle mobilitazioni di massa dell’ultimo mese e mezzo, è in assemblea permanente nel tentativo di gestire la situazione in evoluzione. Anche perché dal sabato ha iniziato ad affluire in porto un popolo da fuori (con parole d’ordine e linguaggi estranei alle piazze triestine) che lentamente ha modificato le istanze e la rappresentazione della mobilitazione triestina contro il green pass.
-- "In questa
situazione anche il fronte dei portuali ha iniziato a diversificarsi. Con
un colpo improvviso il CLPT (il sindacato autonomo dei portuali che
aveva avuto un ruolo di avanguardia nei portuali insieme al suo rappresentante
Puzzer) nella giornata di sabato emette un comunicato in cui sostanzialmente,
anche se con linguaggio ambiguo, dichiara esaurita l’esperienza del
presidio e il rientro al lavoro.
La reazione dei presenti, ma anche del Coordinamento No Green Pass di
Trieste, è immediata: non può passare la resa.
Dopo un’assemblea fiume, arriva il dietrofront di Puzzer, che
però in questo modo incrina i rapporti all’interno del CLPT, da cui infatti il
giorno dopo si dimette per sollevare il sindacato da qualsiasi responsabilità.
Il Coordinamento No green Pass fa uscire subito un comunicato in cui conferma
la protesta a oltranza”
---“ il Coordinamento 15 Ottobre (nome, da quello che ci viene
riferito, suggerito dalla digos) che, intestandosi la protesta, diviene anche
l’interlocutore con le istituzioni. Entrano a farne parte, oltre a Puzzer e a
due persone legate all’ambiente triestino delle proteste contro il
lasciapassare, altri due personaggi ambigui calati dall’esterno:
Roberto Perga (del Coordinamento Interforze OSA (???NdR), mai
visto o sentito prima a Trieste) e Dario Giacomini (medico vicentino esponente
di primo piano dell’Associazione ContiamoCi e candidato alle elezioni politiche
del 2013 con Casapound) (NdR : Non hanno notato il fatto più importante:
è nella Segreteria Nazionale del sindacato farlocco di destra FISI di Eboli
(Salerno) che ha proclamato lo sciopero contro il green pass cui ha
aderito il CLPT gestione Puzzer e che è strumento di infiltrazione di destra in
tutta Italia) . Sembra che tutto accada perché queste persone si
trovano al posto giusto nel momento giusto ( Ma và? NdR).
Si tratta di un torbido tentativo di prendere il controllo della piazza (NdR
Buongiorno!) e soprattutto manovrarla, viste le pressioni
sempre più forti da parte istituzionale. Pare proprio che quello che stia
accadendo, ormai decisamente fuori controllo, spaventi un po’ tutti.”
---“Da una parte e dell’altra del blocco di polizia (che
sigilla il varco) sono in corso due presidi. Uno, sul lato verso il centro
città, è composto da gruppi veneti e altri elementi sparsi, ed è assolutamente
tranquillo anche se determinato a non mollare il simbolo della protesta, il
porto. Dall’altra parte si assesta un gruppo con forti infiltrazioni
neofasciste: qui il blocco è duro, con barricate e risposte che tengono a
distanza la polizia. “
---“In Piazza Unità, invece, il presidio permanente improvvisato ha contorni
abbastanza surreali. Dominano i gruppi ultracattolici provenienti dal
Veneto (che - approfondendo - sono alla testa dei movimenti contro il
green pass in quella regione)”
(NDR ricordiamo la devota lettura del messaggio di
mons. Viganò da parte di Puzzer clicca QUI per il video e QUI per il video di una predica di Viganò)
GLI INIZI
---“Le assemblee del nascente comitato No Green
Pass Trieste sono partecipatissime, lunghe, estenuanti, e si reggono su un
equilibrio fragilissimo. Organizziamo turni di parola, restringiamo il limite
di durata degli interventi e cerchiamo di moderare le discussioni per giungere
a consensi o a votazioni a maggioranza, promosse esclusivamente per dirimere le
questioni pratiche più urgenti. Nel coordinamento riconosciamo anche gruppi un
po’ più organizzati, che fanno legittimamente il proprio gioco, pur quasi
sempre nel rispetto delle regole imposte (no propaganda elettorale, mantenersi sui
punti di critica condivisi). Dei fasci neanche l’ombra.”
---“Il 13 settembre, dopo qualche intervento
veloce, si muovono in corteo circa 1500 persone: la parola d’ordine è ormai NO
al GREEN PASS.
A questa manifestazione, ne segue un’altra, il 20
settembre, rilanciata dalla stessa piazza e poi elaborata in assemblea. Qua
avviene qualcosa di nuovo: il salto di qualità. Dopo la rottura del
ghiaccio operata dal primo corteo, si presentano in piazza migliaia di persone:
c’è di tutto, riconosciamo pezzi di indipendentismo triestino, sinistra
diffusa, commercianti, operai, volti noti dell’estrema destra e
della curva dello stadio, insieme a tutte quelle persone che si erano
mobilitate nei mesi precedenti.”
---“Il CLPT aveva già iniziato a partecipare alle
assemblee del coordinamento, rilanciando il bisogno ormai cresciuto in
tutte/i di passare ad una fase successiva: fermare l’economia per
essere ascoltate/i. Indicono quindi un’assemblea di portuali in cui
capeggia il “se non può entrare in porto anche solo uno di noi perché
sprovvisto di green pass, allora non entra nessuno”. All’assemblea vi
partecipano anche persone attive nel coordinamento, e ci sono delle prese
di posizione (anche se in quella sede non esplicitate in questi termini) di
chiara solidarietà.”
Con poche parole nel resoconto viene liquidato il corteo anti-SIOT di cui non viene evidentemente
compresa la valenza geopolitica visto che gli stessi promotori, del
giro di Puzzer, lo convocano con l’ intento risibile di provocare l’
intervento della Germania.
Ecco l’ intervista tanto interessante quanto allucinata a Antonino
Rizzo uno dei firmatari della richiesta di autorizzazione della
manifestazione: clicca QUI
--- “Il corteo dei portuali (pochi ndr) si propone come obiettivo
simbolico di finire in porto e di passare davanti alla SIOT, oleodotto
fondamentale nell’economia del porto di Trieste, luogo di interesse strategico
e protezione antiterroristica a seguito degli attacchi di Settembre Nero. Alla
fine, la manifestazione non passa né davanti alla SIOT né si conclude in porto
e vede un nuovo corteo, di circa 1500 persone, incentrato sulla figura di
Puzzer, a cui mancano molti portuali presenti nelle giornate al porto. È
un corteo che in nome dell’unione tra categorie lavorative viene
rilanciato anche dal coordinamento no green pass.”
Adesso invitiamo a continuare da soli
la lettura dei resoconti completi che sono lunghi ma molto interessanti per interpretare i "Fatti di Trieste":
1) Dalla nascita all’ ideona di bloccare il porto per "fermare l’economia per essere ascoltate/i" clicca QUI .
2) Dal Blocco fino a prima della manifestazione del 6 clicca QUI .
Abbiamo già criticato duramente le frange indipendentiste che sono entrate nel
movimento No-Vax-Pass in cerca della visibilità perduta, adesso è la volta di
questi “apprendisti stregoni” che si sentono di sinistra e in grado di
gestire bombe sociali e tematiche di grande rilievo gepolitico.
Vanno fermati e la bomba sociale disinnescata, se non è già troppo tardi.
Paolo Deganutti e la Redazione di
Rinascita Triestina
FABIO E CICCIO ALLA RISCOSSA
L' inizio di due luminose carriere nazionali

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