RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -
AUTONOMI DALL' ITALIA MA CONNESSI CON IL MONDO - RESTITUIRE TRIESTE ALLA MITTELEUROPA - RESTITUIRE TRIESTE AL SUO FUTURO: CENTRALE IN EUROPA INVECE CHE PERIFERICA IN ITALIA -
venerdì 15 luglio 2016
NIZZA: DA ANNI SI ISTIGA ALL' USO DI VEICOLI CIVILI PER ATTENTATI DELLA "INDIVIDUAL JIHAD" - SCARICA IL LINK A RIVISTA JIHADISTA - PIU' DEMOCRAZIA PER POTERSI PERMETTERE SERVIZI DI SICUREZZA E INTELLIGENCE PIU' FORTI E DEMOCRATICI -
Prima delle considerazioni segnaliamo ai nostri lettori che la rivista "Inspire" di Al-Quaeda già nel n.2 del 2010, da pag.53, istigava a utilizzare normali veicoli per compiere attentati per la "INDIVIDUAL JIHAD", che mette al centro l' utilizzo di uomini, possibilmente suicidi, e mezzi di facile reperibilità, anzichè di tecnologia militare avanzata.
E', incredibilmente, liberamente disponibile in rete CLICCANDO QUI.
Un attentato con un veicolo come quello usato a Nizza era stato invocato dal portavoce dello Stato Islamico Abu Mohammad al-Adnani a settembre 2014.
Del resto anche l' attentato alle Twin Towers del 2001 è stato fatto con aerei civili usati in modo offensivo.
Non c'è niente di nuovo e sono ridicoli quelli che in TV si meravigliano.
Ed anche chi finisce per minimizzare parlando di "individuo depresso e instabile": non cercano certo campioni di saggezza ed equilibrio per scatenare queste operazioni di "guerra santa individuale" che usano proprio queste persone "border line" come armi.
Diciamolo: non se ne può più della banalità retorica delle dichiarazioni ufficiali di personalità che si stracciano le vesti ed i capelli urlando all' orrore e convocano riunioni pletoriche.
Ci mancherebbe che attentati come questo non vengano condannati dalle istituzioni occidentali !
Per favore stavolta risparmiateci il "Je Suis Nissart" !
Queste cose si affrontano con i Servizi di Intelligence e Sicurezza, in silenzio e con efficienza, ELIMINANDO le minacce.
La Rete è piena di istigazioni e addirittura di manuali di terrorismo jihadista che vanno monitorati ed eliminati.
Cosa succede con i Servizi nella UE? C'è un centinaio di persone a Bruxelles, sottoposti alla Mogherini, che analizza "fonti aperte" ovvero articoli di giornale. Tutto qua.
In Inghilterra invece i due principali Servizi attualmente occupano circa 2.500 persone ciascuno per l' MI5 e l' MI6 (quello di James Bond) con un bilancio di 2,5 miliardi di sterline ciascuno.
E' un apparato di sicurezza imponente, potenziato dopo gli attentati a Londra, che a quanto pare riesce a prevenire gran parte delle minacce.
Nella UE non c' è niente di paragonabile.
Si segua finalmente quello che viene fatto nei paesi dove affrontano seriamente la situazione: dalla Gran Bretagna a Israele.
Però va detto che mentre la Gran Bretagna è un paese di antica democrazia, capace di fare referendum sull' indipendenza della Scozia e la Brexit, ed il rischio di deviazione antidemocratica di Servizi di Sicurezza potenti è limitato grazie al forte controllo democratico, il contrario avviene nella UE che NON è un organismo democratico che rende conto ai cittadini.
Forti dubbi è lecito avere anche sulla qualità democratica dello Stato Italiano che ha già visto fenomeni di deviazione ed evita le consultazioni popolari sulle questioni cruciali.
Alla fine è un problema di democrazia: un paese saldamente democratico può permettersi Servizi forti ed efficienti con un efficace controllo democratico.
E' un dibattito che bisogna aprire perchè la sicurezza è un bisogno primario che qualsiasi stato deve garantire ai cittadini se non si vuole il dilagare delle psicosi ed arrivare al Far West con ognuno che si arrangia da solo.
CLICCANDO QUI POTETE VEDERE ALCUNI DEI VIDEO PIU' CRUDI E NON CENSURATI SULLA STRAGE DI NIZZA
giovedì 14 luglio 2016
ANCHE FEDRIGA DELLA LEGA PER LA NO-TAX AREA: SE NON ERA PER IL MOVIMENTO INDIPENDENTISTA NESSUNO AVREBBE MAI PARLATO DI NO-TAX AREA, ZONE FRANCHE, ALLEGATO VIII AL TRATTATO DI PACE DEL '47 - BENSVEGLIATI: ERA ORA !
Ultimo Fedriga della Lega (clicca qui): da sinistra a destra, passando per Il Piccolo si richiede la No Tax Area, ovvero la Zona Franca di cui per prima ha parlato un anno fa Rinascita Triestina, obiettivo poi riportato nei "Cinque Punti Per Trieste", clicca QUI, che è stato alla base dei programmi elettorali di alcune formazioni di ispirazione indipendentista.
Adesso la proposta si sta affermando da sola per la sua semplicità ed evidenza: senza il movimento indipendentista non se ne sarebbe mai parlato e nemmeno dell' Allegato VIII al Tratttato di Pace del 1947, di cui tanti somari sgignazzavano.
Ma naturalmente del movimento indipendentista non ne parlano: la proposta adesso è del PD (sic !) che la ha sempre contrastata, salvo cambiare posizione gli ultimi giorni di fronte all' evidenza dei fatti.
Vi invitiamo a rileggere il nostro articolo precedente QUI e alcuni precedenti: seguite la sequenza cliccando QUI e QUI e QUI e QUI.
Chiarito ciò notiamo che questi politicanti ed
editorialisti del Piccolo continuano a non sapere di cosa parlano: infatti
continuano a parlare di No Tax area da istituire NEI punti Franchi dimenticando
che lo hanno appena tolto da gran parte di Porto Vecchio che
sarebbe l' unica sede proponibile per i servizi finanziari, tanto che il
Piccolo ragionevolmente parla di "FREE - ZONE IN PORTO VECCHIO
" mentre fino al giorno prima inneggiava allo
"spostamento" del Punto Franco nel SIN Sito Inquinato di Zona Industriale.
Dove mattiamo il Centro Finanziario Off- Shore: nel Museo di Cosolini e ci andiamo col trenino?
La cosa paradossale è che Dipiazza, di cui Fedriga è strettissimo alleato nel centro destra, vuole utilizzare Porto Vecchio per stupidaggini come il Mercato Ittico e per "interrarlo" completamente per farci una stazione passeggeri.
Mentre Fedriga vuole la No Tax area per servizi finanziari in concorrenza con la City di Londra !
Dove la mettiamo: nel Mercato Ittico o sul sito inquinato ad Aquilinia?
Hanno tolto il Punto Franco grazie al famoso emendamento Russo tutti d' accordo, da sinistra a destra, pagano Advisor e stanno facendo voli di fantasia per inventarsi cosa fare in Porto Vecchio ma non hanno coraggio di dire che è stata una fesseria e che gli indipendentisti avevano, ed hanno, ragione da vendere.
Un Punto Franco non si toglie: si allarga !
E allargandolo lo si porta dove si vuole.
Infatti il tempo in cui la sua utilità si manifesta anche a chi ha la mente annebbiata dal "pensiero unico" arriva sempre.
Basta sedersi in riva al mare ad aspettare che la corrente porti le carcasse dei somari !
Dove mattiamo il Centro Finanziario Off- Shore: nel Museo di Cosolini e ci andiamo col trenino?
La cosa paradossale è che Dipiazza, di cui Fedriga è strettissimo alleato nel centro destra, vuole utilizzare Porto Vecchio per stupidaggini come il Mercato Ittico e per "interrarlo" completamente per farci una stazione passeggeri.
Mentre Fedriga vuole la No Tax area per servizi finanziari in concorrenza con la City di Londra !
Dove la mettiamo: nel Mercato Ittico o sul sito inquinato ad Aquilinia?
Hanno tolto il Punto Franco grazie al famoso emendamento Russo tutti d' accordo, da sinistra a destra, pagano Advisor e stanno facendo voli di fantasia per inventarsi cosa fare in Porto Vecchio ma non hanno coraggio di dire che è stata una fesseria e che gli indipendentisti avevano, ed hanno, ragione da vendere.
Un Punto Franco non si toglie: si allarga !
E allargandolo lo si porta dove si vuole.
Infatti il tempo in cui la sua utilità si manifesta anche a chi ha la mente annebbiata dal "pensiero unico" arriva sempre.
Basta sedersi in riva al mare ad aspettare che la corrente porti le carcasse dei somari !
Riproponiamo per la millesima volta in
tre anni cosa fare in Porto Vecchio in regime di Punto Franco e No-tax area:
prima o poi tutti dovranno passare su questo ponte...
#BrexitEuropa - PENSIAMO UN' ALTRA EUROPA - PER TRIESTE INTERNAZIONALE E AUTONOMA NELLA MITTELEUROPA, E' DETERMINANTE UN' EUROPA COME RETE DI REGIONI LIBERE CHE SUPERI GLI STATI NAZIONALI -
La Brexit ci pone nella necessità di riflettere sul destino di Trieste che certamente è una città europea, anzi mitteleuropea, con un Porto Franco INTERNAZIONALE cui gli "Stati Nazione" del secolo scorso hanno arrecato danni gravissimi.
Dalla crisi della UE, concetto diverso da quello di Europa culturale, geografica, economica e politica, non si esce con nuovi nazionalismi e arroccamenti nei confini degli "Stati Nazione" che ci riporterebbero ad un passato sanguinoso.
Iniziamo una riflessione riportando l' articolo di Ulrike Guérot pubblicato sull' ultimo numero di Limes, autorevole rivista di geopolitica, in questi giorni in libreria -
Iniziamo una riflessione riportando l' articolo di Ulrike Guérot pubblicato sull' ultimo numero di Limes, autorevole rivista di geopolitica, in questi giorni in libreria -
PENSIAMO UN' ALTRA EUROPA
di Ulrike Guérot
Tradito l’ideale dei padri fondatori, questa Ue è in grave deficit democratico. Occorre una repubblica europea per mettere i cittadini del Vecchio Continente al centro di un progetto politico che superi gli Stati nazionali. Le regioni saranno gli elementi di base.
di Ulrike Guérot
Tradito l’ideale dei padri fondatori, questa Ue è in grave deficit democratico. Occorre una repubblica europea per mettere i cittadini del Vecchio Continente al centro di un progetto politico che superi gli Stati nazionali. Le regioni saranno gli elementi di base.
L’Europa
che immaginiamo in un prossimo futuro non
sarà un’alleanza di Stati nazionali, né soltanto
un’area
economica comune. Perseguire una politica europea
significa sostenere una politica regionale al fine
di costituire
un’Europa che sia una rete di regioni libere;
e ciò coincide con il superamento del divario tra nazioni
grandi e potenti e nazioni piccole e
politicamente impotenti.
"EUROPA, ANNO 2016. SOCIETÀ E CITTADINI sono profondamente turbati e in preda alla paura. Dopo la
crisi dell’euro, con le sue conseguenze sociali, la cosiddetta «crisi dei
migranti» è stata la scintilla che ha fatto esplodere in tutto il continente,
in dimensioni inimmaginabili, nuovi populismi e nazionalismi. Ovunque si
diffonde l’angoscia di perdere la propria identità e appartenenza culturale,
nonché il timore di una recessione economica e di una maggiore ingerenza
straniera a danno delle sovranità nazionali. Ciò di cui tuttavia l’Europa e i
suoi cittadini hanno maggior bisogno in questi giorni sono il coraggio e la
fiducia; ma soprattutto è necessaria una nuova riflessione per un’altra Europa. È il momento di rovesciarne l’assetto da cima a fondo..."
"Cosa contesta Nigel Farage, leader dell'
UKIP, il quale dichiara di non essere contro l' Europa, ma contro la UE?
Il fatto di non aver alcuna voce in capitolo in Europa. E in questo,
purtroppo,ha ragione.
Farage in fondo non
sta dicendo niente di diverso da quanto, a partire da Jurtgen Habermas,
dichiarano più o meno tutti i sociologi e politologi europei, che alla UE
attestano quasi unanimi un deficit democratico.
La UE è legale ma non è democratica... "
"- Le regioni sono patrie, le nazioni sono una
finzione -
scrive lo scrittore austriaco Robert
Menasse"...
COMINCIA L' ABBUFFATA: POCHI GIORNI DOPO AVER IMPEDITO IL REFERENDUM PER L' ABOLIZIONE DELLE UTI - 18 UTI AL POSTO DI 4 PROVINCE: CIASCUNA CON DIRETTORI DA € 100.000... OLTRE AL RESTO NATURALMENTE... #PoltroneDivani
La Maggioranza (PD e satelliti) del Consiglio Regionale ha respinto solo pochi giorni fa la possibilità di effettuare il referendum per l' abolizione delle UTI, respinto insieme a quello per la Sanità e per l' istituzione di due sole Province Autonome, Trieste e Friuli, sul modello di quelle di Bolzano e Trento.
Ed ovviamente si cominciano ad attivare le poltrone per le 18 UTI che sostituiscono le 4 province attuali.
martedì 12 luglio 2016
PER FORTUNA CHE A TRIESTE C'E' IL VERONESE ZENO D' AGOSTINO CHE SI PRENDE LA BRIGA DI ANDARE IN CINA A RAPPRESENTARE IL NOSTRO PORTO AL FORUM DEI PORTI DELLA "VIA DELLA SETA" - ALMENO UNO CHE LAVORI PER TRIESTE MENTRE IL SINDACO SI ALLEA CON VENEZIA E I MINISTRI VANNO AI CONVEGNI VENEZIANI SULLA "VIA DELLA SETA"
PER FORTUNA CHE A TRIESTE C'E' IL VERONESE ZENO D' AGOSTINO CHE SI PRENDE LA BRIGA DI ANDARE IN CINA A RAPPRESENTARE IL NOSTRO PORTO AL FORUM DEI PORTI DELLA "VIA DELLA SETA" -
ALMENO UNO CHE LAVORI PER TRIESTE MENTRE IL SINDACO DIPIAZZA SI ALLEA CON BRUGNARO, SINDACO DI VENEZIA, ALLEATO DI PAOLO COSTA PRESIDENTE AUTORITA' PORTUALE DI VENEZIA CHE FIRMA ACCORDI CON IL PORTO CINESE DI NINGBO E TIANJIN ALLA PRESENZA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI GENTILONI E DEL MINISTRO DEI TRASPORTI DELRIO CON LA BENEDIZIONE DI MEZZO GOVERNO PRODI CON INVITATO IL MINISTRO DEI TRASPORTI AUSTRIACO-
Clicca QUI per l' articolo di FAQ-TS ed anche QUI.
PERCHE' DI PIAZZA NON ERA A VENEZIA A DIFENDERE TRIESTE AL CONVEGNO SULLA "VIA DELLA SETA" ? NON E' TANTO AMICO DI BRUGNARO SINDACO DI VENEZIA CHE HA RILANCIATO IL PORTO OFF-SHORE VENEZIANO ? #NefastaAlleanzaDipiazzesca
"Ieri e domenica nella sala degli Arazzi della Fondazione Cini, all’isola di San Giorgio a Venezia, si sono visti imprenditori e politici della Repubblica popolare cinese, ministri e operatori discutere dei traffici commerciali marittimi del prossimo futuro.
«Along the silk roads», lungo le vie della Seta, la conferenza organizzata dalla Fondazione per la collaborazione tra i popoli, Autorità portuale e Università cinese di Nakai. Non un convegno qualunque, perché a presiedere la Fondazione che si occupa di scambi commerciali e culturali con la Cina è Romano Prodi. A San Giorgio si è rivisto mezzo governo Prodi: Piero Fassino, Enrico Letta, lo stesso presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa."
NON SI E' VISTO PERO' IL SINDACO DI TRIESTE DIPIAZZA, TANTO AMICO DEL SINDACO DI VENEZIA BRUGNARO CHE INSIEME A PAOLO COSTA TRAFFICA PER TOGLIERE TRAFFICI PORTUALI A TRIESTE.
Come si vede il tentativo di fregare Trieste, utilizzando i soldi dei contribuenti, è trasversale: il candidato di Costa alla sua successione all' Autorità Portuale veneziana è Cancian: europarlamentare di Centro Destra gradito a Prodi.
Cliccando QUI trovi il nostro precedente articolo sulla NEFASTA ALLEANZA fra DIPIAZZA e BRUGNARO con la documentazione necessaria.
>Ecco il testo dell' articolo della Nuova Venezia diretta da Possamai: ex direttore PD del Piccolo Prodi, Letta e Costa: gioco di squadra con Trieste, Chioggia, Fiume e Ravenna per conquistare l’Estremo Oriente Il Porto di Venezia scommette sulla Cina di Alberto Vitucci VENEZIA
La nuova via della Seta passa per l’Alto Adriatico. E adesso, sette secoli dopo Marco Polo e il suo viaggio in Cina, sono i manager dell’Estremo Oriente a venire a Venezia, in cerca della strada migliore per raggiungere i mercati europei. Ieri e domenica nella sala degli Arazzi della Fondazione Cini, all’isola di San Giorgio, si sono visti imprenditori e politici della Repubblica popolare cinese, ministri e operatori discutere dei traffici commerciali marittimi del prossimo futuro. «Along the silk roads», lungo le vie della Seta, la conferenza organizzata dalla Fondazione per la collaborazione tra i popoli, Autorità portuale e Università cinese di Nakai. Non un convegno qualunque, perché a presiedere la Fondazione che si occupa di scambi commerciali e culturali con la Cina è Romano Prodi. A San Giorgio si è rivisto mezzo governo Prodi: Piero Fassino, Enrico Letta, lo stesso presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. Che alla platea «amica» ha rilanciato il suo progetto della piattaforma in Adriatico, il Voops, «Venice off shore on shore port system». Spiegato agli investitori perché intendesse anche lo scettico ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. «Ci vuole cooperazione tra i porti italiani, non possono farsi la guerra e poi soccombere davanti ai grandi porti europei. L’off-shore? È all’esame del Cipe e degli organi tecnici del ministero, stiamo aspettando». Una prudenza che Costa ha saltato a pie’ pari. «Abbiamo risposto alle ultime osservazioni», ha detto, «non ci sono più nemmeno problemi economici, perché i nostri investitori sono disposti ad assumersi le spese che erano a carico dello Stato per le parti fisse. Aspettano solo un segnale». Segnale che, lascia capire Costa, il premier Renzi avrebbe già dato. Slide, brochure, progetti. Si spiega perché Venezia è il posto ideale per concretizzare quei nuovi traffici. «Un mare, l’Adriatico, due mercati distinti: la costa Est, Istria e Balcani, quella Ovest, l’Italia e la pianura padana. I cinesi hanno già acquistato il porto del Pireo. Adesso potrebbero venire nell’Alto Adriatico. E i traffici del XXI secolo passerebbero tutti di qua. Nuovo ossigeno per l’economia. «Dal 2007 a oggi, nonostante la crisi», ricorda Costa, «i traffici nel porto di Venezia sono comunque cresciuti, da uno a due milioni di euro. Senza fare nulla. L’off-shore sarà la spinta a fare arrivare qui le grandi navi transoceaniche da 18 mila teu. Che potranno poi fare arrivare le loro merci in tutta Europa. Anche Venezia, tolto il tappo dell’accessibilità nautica, potrà decollare. E offrire nuovo lavoro. Un tema che anche il sindaco Luigi Brugnaro sostiene, «in piena sintonia» con Costa. Ieri la firma di un accordo tra il Porto di Venezia e quello di Tianjin, il più importante della Cina, che prevede di movimentare 20 milioni di container entro il 2017. La via della Seta marittima, ha detto il presidente Prodi, «ha un grande significato politico di dialogo e cooperazione tra i popoli». Suo figlio Giorgio, che ha assunto un ruolo di primo piano nella Fondazione, invita gli operatori a mettersi insieme per sfruttare questo momento di grande opportunità. «I vigneron francesi sono andati in Cina. Erano 250, concorrenti in patria ma tutti insieme all’estero. Così dobbiamo fare noi». Un segnale chiaro lanciato al governo. «L’off-shore», ha ribadito Costa, il cui mandato scade a ottobre e in teoria non è rinnovabile, «può servire anche gli altri porti dell’Alto Adriatico, Trieste, Fiume, Chioggia e Ravenna».
LA BREXIT FA MALE A CHI NON LA FA - LA CATASTROFE PER LA GRAN BRETAGNA NON C'E' STATA: QUELLA DELLE BANCHE ITALIANE E CONTINENTALI INVECE SI - CAMPAGNA DI PAURA IMMOTIVATA PER OGNI CAMBIAMENTO SGRADITO ALL' ESTABILISHMENT - EUROPA E UE NON SONO LA STESSA COSA: LA NORVEGIA E' AUTONOMA - BENEFICI ECONOMICI DI ALTRI TIPI DI RELAZIONI COMMERCIALI: SINGAPORE E HONG KONG -
DOVEVA ESSERE LA FINE DEL MONDO CON IL REGNO UNITO TRAVOLTO DA UNA CATASTROFE: MA E' STATO IL CONTRARIO -
LA CATASTROFE C' E' STATA MA PER IL TRACOLLO NELLE BORSE CONTINENTALI DEI TITOLI BANCARI, SPECIALMENTE ITALIANI.
Il Monte Paschi di Siena, terza banca italiana, ha perso un terzo del valore in due sole sedute di Borsa ed ora ci sono trattative con la UE per un salvataggio con soldi pubblici.

Di tutto questo, di come l' Inghilterra esca avvantaggiata dalla Brexit e di come le economie più prospere siano quelle fuori dall' Euro abbiamo già parlato, con dati alla mano, in un precedente articolo clicca QUI .
Oggi esaminiamo il tipo di relazioni commerciali esistenti tra queste economie e la UE, precisando che il concetto di EUROPA storica, culturale, economica NON coincide con l' Unione Europea con sede a Bruxelles e a guida germanica come si vuol far credere.
Infatti NORVEGIA e SVIZZERA non fanno parte della UE mentre sono FUORI dall' Euro anche DANIMARCA e SVEZIA, oltre alla GRAN BRETAGNA.
La NORVEGIA ha un accordo con la UE, di cui NON fa parte, in cui accetta una parte di norme riguardanti il mercato unico ma non le norme che ritiene strategiche: agricoltura, pesca, politiche sociali, fisco e giustizia. Anche su Schenghen è solo "membro associato" con totale autonomia.
Questa è conseguenza dei due referendum popolari del 1972 e 1994 con cui i cittadini norvegesi hanno detto NO alla UE e non è morto nessuno, anzi: grazie al rifiuto dell' Euro è una delle economie più prospere come Svezia e Danimarca.
La SVIZZERA non fa parte della UE ed ha degli accordi bilaterali su diversi settori basati sull' "accordo di libero scambio" del 1972. Anche la Svizzera come la Norvegia è "membro associato " a Schenghen con totale autonomia. Il mercato finanziario e quello dei servizi è assolutamente separato da quello UE. L' economia è prospera e la moneta il Franco Svizzero.
Il CANADA ha appena concluso un accordo con la UE che garantisce un accesso preferenziale al mercato unico della UE che comporta l' abolizione di gran parte dei dazi doganali.
Le economie mondiali più prospere in assoluto sono quelle di due CITTA' - STATO: SINGAPORE e HONG-KONG.
Ciascuna con moneta propria hanno scelto un approccio "liberoscambista unilaterale" non imponendo alcun dazio di importazione o esportazione affidandosi allo schema della WTO, l' organizzazione mondiale del commercio a cui aderiscono tutti i paesi europei.
L' economista inglese Gerard Lyons suggerisce all' Inghilterra questo approccio cui nessun paese europeo può sottrarsi vista l' adesione al WTO.
In altre parole se un paese o una Città-Stato non impone alcun dazio altrettanto sono tenuti a fare tutti gli altri paesi grazie alla WTO cui tutti aderiscono, senza bisogno di negoziare alcun ulteriore accordo.
Ovviamente questo comporta una minor protezione per agricoltura e industria nazionale: infatti importare beni come cibo e acciaio sarebbe molto più economico che produrli localmente.
Ma questo, ad esempio a Trieste, non sarebbe un problema visto che della Ferriera faremmo volentieri a meno e che i prodotti tipici del Carso sono di nicchia.
Ogni volta che si parla di Trieste Città Stato scattano meccanismi di induzione della PAURA: come si vede non c' è motivo anche perchè già attualmente con un' economia depressa Trieste produce un gettito fiscale superiore del 40% alle sue necessità per servizi pubblici come abbiamo più volte documentato su queste pagine e le pensioni non sono un regalo essendo basate sui contributi di lavoratori e aziende e, per convenzione internazionale, devono essere pagate nel paese dove il pensionato stabilisce la sua residenza.
INFINE IL PARERE DI JOSEPH STIGLITZ, NOBEL PER L' ECONOMIA BBANDONARE L’EURO. FINO A QUANDO L’EUROPA DEL SUD ACCETTERÀ UN TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE DEL 40%?” clicca QUI.
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