Paolo Costa, presidente in scadenza dell' Autorità Portuale di Venezia ed ex ministro dei Lavori Pubblici (governo Prodi), si è lasciato andare a pesanti attacchi al Porto Franco Internazionale di Trieste, secondo lui assistito e incapace di reggersi da solo.
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Oggi sono uscite anche diverse pagine del Corriere della Sera sulla "Guerra dei Porti" nell' Alto Adriatico.
La posta in gioco è il Terminal nell' Alto Adriatico della "Nuova Via della Seta " marittima, il gigantesco progetto strategico in cui la Cina investe 140 miliardi di dollari per sviluppare i traffici commerciali con l' Europa.
La Cina ormai è la seconda potenza mondiale e si è lanciata sui mercati internazionali come dimostra anche la partecipazione del Presidente Xi Jinping al summit economico / strategico di Davos.
Il presidente del Porto di Venezia, che è in una laguna con bassi fondali inadeguati, ha avuto l' idea di un' isola artificiale al largo: un progetto costosissimo ed inefficente da realizzarsi con soldi pubblici ma appoggiato dai politici ingolositi dai guadagni fatti con il Mose ed altre grandi opere.
Un progetto appoggiato a spada tratta dal sindaco di Venezia Brugnaro,
grande amico di Dipiazza che rischia di essere considerato analogamente ai partecipanti alla "Congiura dei Ranfi": la casata di Triestini esiliata per il suo progetto di sottomissione di Trieste a Venezia.
Ecco lo scopo della campagna lanciata da Paolo Costa contro il Porto Franco Iternazionale di Trieste: screditare il nostro porto agli occhi di compagnie di shipping e investitori, soprattutto orientali.
Ha prontamente risposto il Presidente dell' Autorità Portuale triestina D'Agostino, sia in TV che sul Corriere ricordando le antiche origini dello status di Porto Franco ed il buon lavoro svolto con investimenti privati.Su questi importanti temi ed articoli ritorneremo perchè è necessario che a Trieste si cominci a discutere di strategie di lungo respiro per lo sviluppo dell' economia e della vita della città uscendo dalle secche del piccolo cabotaggio locale.
Trieste merita qualcosa di più dei Musei in Porto Vecchio.



















