RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -

AUTONOMI DALL' ITALIA MA CONNESSI CON IL MONDO - RESTITUIRE TRIESTE ALLA MITTELEUROPA - RESTITUIRE TRIESTE AL SUO FUTURO: CENTRALE IN EUROPA INVECE CHE PERIFERICA IN ITALIA -

mercoledì 29 giugno 2016

RENZI PROPONE UNA ZONA FRANCA ALL' EXPO' DI MILANO E ALL' ex-ILVA DI BAGNOLI - LE DOGANE ITALIANE MASSACRANO I PUNTI FRANCHI DI TRIESTE IMPONENDO LA LORO PRESENZA IN AREA EXTRADOGANALE COL NUOVO "DISCIPLINARE" - RENZI DOPO LA DOCCIA FREDDA CON LA MERKEL CHE NON CONCEDE NIENTE SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI: DOPO GENOVA ANCHE MILANO VUOLE UNA ZONA FRANCA !



Questa notizia, passata sotto traccia, è grossa !
Almeno per noi a Trieste, vilipesi dal PD e dai Partiti della Nazione ogni volta che parlavamo di Punti e Zone Franche.
Matteo Renzi ha preso una tranvata sui denti nel colloquio con la Merkel e Hollande: partito, dopo il Brexit, pieno di belle speranze di avere il via libera a politiche espansive di ridimensionamento della "austerity" e apertura sul suo piano per salvare il sistema bancario italiano (minacciato da oltre 200 miliardi di sofferenze e con già 6 banche fallite), gli è stato spiegato che si tolga ogni illusione anche su una sospensione sulle norme del "bail-in". Nein, Nein, Nein !
Per cercare vie d' uscita allo scorno si è inventato sui due piedi la proposta di trasformare la problematica area dell' ex-Expo' di Milano in un centro Off-Shore inserito in una zona franca (come aveva già fatto per Lampedusa clicca QUI).

Ne parla Dagospia oggi in un articolo di una fonte solitamente molto ben informata sui retroscena e che usa lo pseudonimo "Aspirina" clicca QUI.

La frase che evidenziamo è questa:
" Così Matteuccio lancia l’idea di creare aree “off shore” a Milano (nell’area Expo) ed a Bagnoli. Come dire, una Cassa del Mezzogiorno concentrata. In queste zone gli insediamenti non pagano le tasse: un po’ come funzionava in Irlanda qualche anno fa."
L' idea circola dal 2014: clicca QUI .

Ricordate l' Off-Shore finanziario che doveva sorgere a Trieste nel Punto Franco di Porto Vecchio negli anni '90 e cassato da UE e Governo Italiano malgrado ci fosse già la legge del '91 ?

Ricordate che il Porto Franco Internazionale di Trieste E' AREA EXTRADOGANALE EXTRA UE per diritto internazionale acquisito e riconosciuto?

Quale miglior insediamento di Porto Vecchio per un' area Off-Shore in zona franca ?
E' enorme e più grande dell' Expò, ha ferrovia e banchine con fondali di 12 metri, e' vicinissimo al centro città, e soprattutto E' GIA' UNA ZONA FRANCA ED E' EXTRACOMUNITARIO essendo precedente alla costituzione della UE e non c'è bisogno di autorizzazioni UE.

Occorre inventarselo a Milano chiedendo alla UE autorizzazioni che non daranno?
E' meglio metterci trenini?
Vogliamo perdere l 'ultimo treno (quello vero) mentre anche a Genova si fa una Zona Franca (vedi cliccando QUI).

Intanto le Dogane Italiane hanno, come abbiamo già segnalato piu' volte, vedi cliccando QUI, varato i nuovi regolamenti per i Punti Franchi che mentre citano in apertura Allegato VIII e Trattato di Pace del 1947, nei fatti li disattendono imponendo un controllo e un ingerenza inaccettabile delle Dogane Italiane all' interno dell' area extradoganale: una contraddizione in termini che ben evidenzia lo reale spirito dell' operazione.
Far vedere agli indigeni triestini  le perline con su scritto Allegato VIII per poi rubargli le materie prime e le ricchezze: prima fra tutte i Punti Franchi extra UE.



#Brexit - FOLLOW THE MONEY - LA STERLINA PIU' DEBOLE E' UN GRANDE AFFARE PER L' INGHILTERRA ED UN INCUBO PER LA UE - MERKEL RILANCIA GLI STATI NAZIONALI CON RENZI GALOPPINO.


FOLLOW THE MONEY - SEGUI I SOLDI
La stampa italiana insiste a dire che la Brexit sarebbe una catastrofe economica per la Gran Bretagna e fa l' esempio del calo del valore della sterlina, come se il cambio di una moneta fosse uno "status simbol".
Invece è proprio una sterlina più debole che rende PIU' CONVENIENTI MERCI E SERVIZI INGLESI ed anche l' INSEDIAMENTO DELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE  A LONDRA dove gli stipendi sono pagati in sterline e si è nel cuore delle telecomunicazioni e del flusso di informazioni mondiali.
Figurarsi se un paese periferico come l' Italia può candidarsi a  sostituire la capitale del 
Commonwealth con legami storici e di affari col mondo intero: dall' Australia, al Canada a Hong Kong.

Guardiamo il grafico delle esportazioni / importazioni: ben il 51,4 % delle esportazioni inglesi sono dirette verso la UE e sono destinate ad aumentare visto che con la sterlina debole sono molto più convenienti. 


Il contrario avviene per le merci che la UE esporta in Inghilterra e che sono solo il 6,6% del totale e che si ridurranno.


Il turismo e anche i soggiorni di studio in Inghilterra saranno molto più convenienti, e lo sono già adesso: alberghi, rette di college, affitti, trasporti  ecc. saranno meno costosi con una sterlina più debole. 

E per facilitarli sul piano burocratico bastano leggi interne alla Gran Bretagna che ha già assicurato che le agevolerà al massimo.

Quanto ai crolli di borsa già ieri c' è stato un rimbalzo in tutto il mondo che continua oggi, sintomo che si trattava di operazioni speculative dei soliti ribassisti che hanno speculato sui sondaggi farlocchi diffusi alla vigilia del voto per tosare i piccoli, mentre i grossi operatori sapevano bene che l' esito del referendum sarebbe stato la Brexit. 

Quelli che hanno sofferto maggiormente sono i titoli della banche italiane (e non inglesi) notoriamente in grande difficoltà per i 200 miliardi di crediti inesigibili, ma la Brexit è stato solo un pretesto.


La Merkel nell' incontro con Hollande e Renzi è sembrata prudente evitando precipitazioni nei tempi della Brexit: la prudenza è ovvia con tutto quello che la Germania esporta ed importa dall' Inghilterra (vedi grafico) !

Tuttavia va prestata attenzione al fatto che la Merkel ha indicato una strada che esclude la Commissione UE di Juncker per privilegiare i Governi dei singoli stati (Consiglio Europeo).


Infatti bisogna notare che sempre di più vi sono vertici tra rappresentati dei governi e sempre di più sono esautorati gli organismi nominati dal Parlamento Europeo come la Commissione.


In altre parole la Merkel segue la strada opposta a quella di chi dice "bisogna integrarsi di più".
L' idea di fondo è quella di consolidare un' Europa più piccola, a salda guida tedesca, in Austerity permanente con un euro forte:
l' assetto in cui la Germania o, meglio, le élite finanziarie tedesche ci guadagnano di più, come si è visto in questi anni.

In questo assetto della UE è evidente che la Germania della Merkel fa sempre di più la parte del leone dettando linea e condizioni mentre partner come l' Italia di Renzi fanno solo da zerbino e reggicoda.

Ed a rimetterci sono i cittadini.




martedì 28 giugno 2016

PAURA ! LA BREXIT E' ANCHE UN TEST PER VERIFICARE SE LE GRANDI PAURE CREATE DAL SISTEMA SONO REALTA' - SULLA QUESTIONE DEL TLT USATA LA PAURA PER LE PENSIONI PER MOBILITARE GLI ANZIANI CONTRO LE PROSPETTIVE DI LAVORO PER I GIOVANI - E LA PAURA DEL CAMBIAMENTO PER ESCLUDERE IL M5S DAL BALLOTTAGGIO E RIDURLO AL CONFRONTO FRA DUE VECCHIE CIABATTE -


La Brexit consentirà di verificare se le minacce e i pericoli agitati dai media sono reali o solo invenzioni propagandistiche per spaventare i cittadini.

Sulla Brexit parlano di giovani traditi e di vecchi che votano contro il loro futuro, come se restare sotto i diktat di Bruxelles fosse un gran vantaggio.
Secondo la vulgata dei media ad aver votato per la Brexit sarebbero esseri spregevoli, vecchi rimbambiti, contadini, manovali privi di scienza e di coscienza.
Cosicchè questi giornalisti, che in teoria farebbero parte di un ceto illuminato e probo, in realtà sono soltanto dei biechi razzisti. 
Stando alla vulgata i giovani avrebbero dimostrato col suffragio di essere europeisti, mentre chi è su di età ha bocciato l' Unione.
Una balla clamorosa, tant' è che tra i ragazzi dai 18 ai 25 anni si è registrata la più alta percentuale di astenuti.

Sul TLT a Trieste mobilitano al contrario gli anziani condizionati dal nazionalismo, creando l' inesistente spauracchio delle pensioni, che invece verrebbero pagate comunque con qualsiasi residenza all' estero, come se per Trieste restare sotto i diktat di Roma e di uno stato italiano in decomposizione e crisi terminale fosse un gran vantaggio.

Sempre a sostenere lo staus quo conveniente per le èlite ma non per i cittadini.

Trieste senza la palla di piombo dell' Italia veleggerebbe nel mondo globalizzato grazie al suo Porto Franco Internazionale che le Dogane Italiane martirizzano e bloccano.

Come evidenziato anche dal nuovo "disciplinare" doganale che consente alle Dogane Italiane di spadroneggiare all' interno dei Punti Franchi extradoganali !

L' Inghilterra è da sempre al centro del progresso globale e si vuol far credere che le converrebbe restare bloccata in una UE in crisi gravissima a causa di politiche economiche fallimentari e di una moneta unica che hanno cronicizzato la crisi del 2008 che sta uccidendo i suoi membri mediterranei come Grecia e Italia.

Quanto ha pesato a Trieste la paura del cambiamento e la mobilitazione degli anziani nella vittoria di un "usato" come Dipiazza campione di una destra nazionalista?

Quanto ha pesato il voto degli anziani spaventati dal cambiamento nell' impedire al Movimento 5 Stelle di arrivare al ballottaggio ?

Eppure nessuno, a parte noi, si è scandalizzato richiedendo come in Inghilterra di votare nuovamente !

I giornali italiani stanno esaltando la proposta di secessione di Londra, capitale inglese, mentre demonizzano una ben più praticabile applicazione a Trieste delle leggi derivate dal Trattato di pace del 1947.

Insistiamo dunque con le nostre petizioni ANTIPAURA:

SOTTOSCRIVETE LE DUE PETIZIONI VOTANDO "SI" SUL SONDAGGIO "SURVEY SOTTO" (offre maggiori garanzie di imparzialità di una raccolta on-line di firme a capocchia):
Partecipate facendo scorrere la barra a destra del riquadro sotto, cliccando sulle freccette della casella, scegliendo la risposta e premendo il bottone REGISTRA VOTO dopo aver scelto. Trovi entrambe le petizioni.


PETIZIONE UNO:
SOTTOSCRIVI LA RICHIESTA DI  RIFARE LE ELEZIONI COMUNALI DI TRIESTE PERCHE' L' ESITO E' STATO DETERMINATO DA ELETTORI ANZIANI CHE HANNO DECISO PER IL FUTURO DEI GIOVANI E CON LA PARTECIPAZIONE DI SOLO 47,3% DEGLI ELETTORI ?
SI  / NO


PETIZIONE DUE:

SOTTOSCRIVI LA RICHIESTA DI TRASFORMARE TRIESTE IN UNA CITTA' STATO , SOTTRAENDOLA ALLA MALAAMMINISTRAZIONE ITALIANA, ANALOGAMENTE A QUANTO VIENE RICHIESTO PER LONDRA ?
SI/ NO

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lunedì 27 giugno 2016

CHE STUPIDI GLI INGLESI ! VOGLIONO USCIRE DALLA UE E NON SONO MAI ENTRATI NELL' EURO, COME QUEGLI ALTRI STUPIDI DI SVEDESI, DANESI, NORVEGESI - GLI ITALIANI INVECE SI CHE SONO FURBI: COME I GRECI SI SONO INDEBITATI PER ENTRARE NEL PARADISO DELL' EURO E GODERE DELLA POLITICA ECONOMICA DI BRUXELLES -


La stampa italiana questi giorni presenta gli elettori inglesi che hanno votato per la Brexit come un accozzaglia di deficienti ignoranti incapaci di intendere e di volere.

Come si fa a rinunciare al paradiso della UE ?

Per non parlare della annosa rinuncia al paradiso dell' EURO rifiutato dagli stupidi e rozzi popoli del Nord !
(N.B. quando loro ancora vivevano di caccia gli Italici già assassinavano Giulio Cesare !)


Popoli stupidi e sottosvilluppati i Britannici, gli Svedesi, i Norvegesi e i Danesi hanno tenuto la loro moneta e la loro Banca Centrale invece di mettersi nelle mani della lungimirante politica economica della tecnocrazia finanziaria di Bruxelles e della BCE.


Si sà che la Germania è una nazione di filantropi che non ha mai perseguito i propri interessi e che dirige la politica europea solo per beneficenza e per aiutare i paesi debitori dell' area mediterranea a restituire i debiti contratti col sistema finanziario a guida filantropica germanica.

E' per questo che Italia e Grecia  si sono indebitate fino al collo e strangolato di tasse i cittadini pur di riuscire ad entrare nel prestigioso club di beneficenza chiamato Eurozona.

E poi bisogna soffrire per raggiungere il Premio Eterno: mica si può fare come Inghilterra, Svezia, Danimarca e Norvegia che hanno ormai da anni economie in forte ripresa !!


Gente senza conoscenza del mondo, questi rozzi isolani inglesi, gente che non ha una sofferta esperienza come gli Italiani: infatti è da oltre 200 anni che non hanno la formativa esperienza di perdere rovinosamente una guerra.

Ben gli stà agli Inglesi adesso la vergogna del calo della Sterlina: così le loro merci costeranno di meno e saranno più competitive e saranno invasi da fastidiose torme di turisti e studenti grazie al cambio favorevole !


Sono proprio dei buzzurri gli Inglesi: hanno una lingua che si parla in tutto il mondo e che tutti devono imparare.
Mica come la raffinata ed esclusiva lingua italiana che fuori dai confini non parla nessuno ed è per pochi veri intenditori, come il greco!


Adesso la Gran Bretagna diventerà piccola perchè sarà isolata dall' Italia e da Roma Caput Mundi (e Caput Mafiae organizzazione veramente globale, altro che la provinciale City !) che resta orgogliosamente nella UE !

Solo dei luridi Populisti possono dire che sarebbe meglio soffrire di meno nella Crisi invece di intestardirsi in politiche economiche neoliberiste che hanno dimostrato di essere non solo sbagliate ma a favore unicamente dei paesi creditori come la Germania!

Insomma basta populismo e più espiazione e sofferenza: solo così l' astuto popolo italiano raggiungerà il Paradiso nell' Altro Mondo, che si avvicina ogni giorno di più grazie a governanti come Renzi, successore non eletto di Monti non eletto.

Infatti le elezioni e il voto sono una sciagura perchè il popolo bue non deve esprimersi, altrimenti c'è il rischio che mandi a quel paese le lungimiranti e illuminate èlite finanziarie che vogliono solo il suo bene.



Grafico fondamentale da "Le leggi Universali della stupidità umana" del compianto storico dell' economia Carlo Maria Cipolla:



domenica 26 giugno 2016

#Triexit - COME IN INGHILTERRA ANCHE A TRIESTE VOGLIAMO UN NUOVO VOTO - I VECCHI HANNO TOLTO IL FUTURO AI GIOVANI MANDANDO AL BALLOTTAGGIO COSOLINI E DIPIAZZA ELETTO DA SOLO IL 24% DEGLI ELETTORI - TRIESTE COME LONDRA: CITTA' STATO INDIPENDENTE - MIGLIAIA DI TRIESTINI PER IL NUOVO VOTO MENTRE SULLA STAMPA ITALIANA POMPANO UNA TRAGEDIA GRECA FARLOCCA PER LA BREXIT -

Alcuni articoli del Piccolo di domenica: particolarmente straziante quello della piccina disperata che chiede alla mamma "non siamo più europei?", "No ormai siamo extracomunitari, Figlia Mia !"

La stampa italiana e continentale sta pompando a dismisura la "catastrofe" della Brexit per dissuadere da eventuali emulazioni e
 spianare la strada ad un accordo tra Hollande, Renzi e Merkel con la ovvia supremazia della Merkel. Oggi Renzi ha un incontro proprio per questo...


Nei salotti non si capacitano che i ceti popolari si siano stufati di pagare per le folli politiche economiche neoliberiste di Bruxelles che hanno reso cronica la crisi. (clicca QUI per un interessante parere del sociologo Ilvo Diamanti su Repubblica)

Pochi però sottolineano che i risultati del referendum erano noti in anticipo, grazie a sondaggi seri e costosi rimasti appannaggio di scaltri operatori di borsa che hanno guadagnato con vendite allo scoperto sulle oscillazioni prima in crescita grazie a sondaggi manipolati e poi in calo, vedi QUI.

Adesso viene esaltata una  raccolta firme per la “secessione” di Londra. "E sono i giovani i sostenitori più agguerriti" secondo il Piccolo a pag.3.

Giovani che sarebbero stati fregati dal voto dei vecchi come dicono le prime pagine ormai da giorni.

Sempre Il Piccolo ci informa entusiasta che sono 2 milioni e mezzo i firmatari via WEB della richiesta stravagante del sig. W.O.Haley di rifare il referendum il cui risultato non li soddisfa e varare «una legge secondo la quale se le preferenze a remain o a leave sono state inferiori al 60%, sulla base di un’affluenza inferiore al 75%, deve esserci un altro referendum».

Noi li prendiamo sul serio visto che pensiamo che questa vicenda della Brexit offra diverse opportunità, rimuova diversi tabù e 
FACCIA CAPIRE CHE POSSONO REALIZZARSI COSE CHE FINO AL GIORNO PRIMA SI RITENEVANO IMPOSSIBILI.

Facciamo umilmente notare che le elezioni amministrative a Trieste del 19 giugno avevano le seguenti caratteristiche, IDENTICHE  a quelle fortemente censurate per il referendum inglese, e riconosciute da tutti:

1)
 gran parte dei votanti erano anziani. Molti di questi sono anche indiscutibilmente più ignoranti degli elettori inglesi, come si è visto dalle risate sguaiate nel video del comizio di Sgarbi e dalle numerose preferenze allo scrittore e teologo Tuiach.

2) Ha votato solo il 47,3 % degli elettori e Dipiazza risulta eletto da solo il 24% degli aventi diritto al voto e Cosolini al 21%.

3) Il voto dei giovani era in prevalenza per il M5S come hanno attestato TUTTE le analisi ufficiali. Ma gli anziani non lo hanno lasciato arrivare al ballottaggio compromettendo il futuro dei giovani.



Pertanto, applicando gli stessi criteri che entusiasmano i media italiani, dichiariamo che anche a TRIESTE vecchi ignoranti hanno tolto il futuro ai giovani e pertanto le elezioni vanno rifatte finchè non arrivi il risultato che ci va bene: cioè NESSUNO DEI DUE ROBERTI.




E pertanto indiciamo una solenne petizione (vedi sotto) perchè le elezioni comunali siano rifatte.

Non solo ma, seguendo ciò che viene portato entusiasticamente ad esempio per Londra, riteniamo che se Il Piccolo trova giusto che la capitale del Regno Unito faccia la secessione dal medesimo tanto più sarebbe giusto per una città come Trieste, periferica per l' Italia ma porto centrale per la Mitteleuropa, e pertanto indiciamo un' altra solenne petizione per la CESSAZIONE DELLA AMMINISTRAZIONE NAZIONALISTA ITALIANA DI TRIESTE E LA SUA COSTITUZIONE IN CITTA'- STATO COME AUSPICATO PER LONDRA, CAPITALE BRITANNICA.

Comunichiamo che già nella fase preparatoria abbiamo avuto 2.284 ADESIONI via WEB.

Siamo fiduciosi che Il Piccolo ci sosterrà come sostiene le identiche rivendicazioni sul territorio britannico: sono richieste ragionevoli, come sottolinea il giornale, che NON riprendono tesi estreme come quelle di chi vorrebbe togliere il diritto al voto agli over 65 arrivati a Trieste dopo il 1954 stravolgendone la composizione sociale ed etnica...

SOTTOSCRIVETE LE DUE PETIZIONI VOTANDO "SI" SUL SONDAGGIO "SURVEY SOTTO" (offre maggiori garanzie di imparzialità di una raccolta on-line di firme a capocchia):
Partecipate facendo scorrere la barra a destra del riquadro sotto, cliccando sulle freccette della casella, scegliendo la risposta e premendo il bottone REGISTRA VOTO dopo aver scelto. Trovi entrambe le petizioni.


PETIZIONE UNO:
SOTTOSCRIVI LA RICHIESTA DI  RIFARE LE ELEZIONI COMUNALI DI TRIESTE PERCHE' L' ESITO E' STATO DETERMINATO DA ELETTORI ANZIANI CHE HANNO DECISO PER IL FUTURO DEI GIOVANI E CON LA PARTECIPAZIONE DI SOLO 47,3% DEGLI ELETTORI ?
SI  / NO


PETIZIONE DUE:

SOTTOSCRIVI LA RICHIESTA DI TRASFORMARE TRIESTE IN UNA CITTA' STATO , SOTTRAENDOLA ALLA MALAAMMINISTRAZIONE ITALIANA, ANALOGAMENTE A QUANTO VIENE RICHIESTO PER LONDRA ?
SI/ NO

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#Austrexit...  E SE L' AUSTRIA SE NE VA, TRIESTE CHE FARA' ?




ZONA FRANCA A GENOVA CON L' APPOGGIO DELLE DOGANE ITALIANE ! ANCHE PER ATTIVITA' INDUSTRIALE ! ALLA FACCIA DI TUTTI QUELLI CHE A TRIESTE DICEVANO " I PUNTI FRANCHI NON SERVONO": PACORINI EX-CANDIDATO SINDACO DEL PD IN TESTA !


Mentre a Trieste le Dogane Italiane emanano un "disciplinare" che di fatto inibisce le prerogative speciali del nostro Porto Franco Internazionale, si dichiarano favorevoli alla implementazione a Genova di una Zona Franca adatta anche ad insediamenti industriali e produzione.
Viene fuori che da decenni si temeva la concorrenza di una simile Zona Franca ed è questo il motivo perchè i Punti Franchi di Trieste sono stati accuratamente tenuti nascosti e mai utilizzati nelle loro piene potenzialità.
Come abbiamo già segnalato i nuovi regolamenti delle Dogane Italiane per il Porto Franco di Trieste citano l' Allegato VIII ma in diversi articoli ne compromettono la sostanza ovvero la COMPLETA EXTRADOGANALITA' EXTRA UE DEI PUNTI FRANCHI.
Infatti nell' art. 38 prevedono la registrazione e dil controllo da parte delle Dogane Italiane delle merci presenti nei Punti Franchi e nell' art. 50 il controllo delle Dogane sui processi produttivi in area EXTRADOGANALE.

Il pensiero unico propagandato fino a poco fa dal Piccolo e dal PD era che che i Punti Franchi non servissero a  niente, ed il principale sostenitore di questa tesi aberrante è stato l' ex candidato sindaco Federico Pacorini ex-imprenditore che li ha usati abbondantemente per i suoi affari.
Qualcuno si domanda perchè Trieste non ne può più di questi Radical Chic altrimenti definiti Gauche Caviar (Sinistra al Caviale) in Francia...
Si guardi a quel che succede a Genova e Venezia che anch' essa vuole un Punto Franco a Marghera.

Cliccando QUI vai all' articolo della rivista specializzata  The Meditelegraph.


Ecco il testo:


Zona franca a Genova c’è il via libera dall’Agenzia dogane



Genova - Ok dalla Regione, la palla passa all’Authority. L’idea: aree spot all’interno dei terminal


Genova - La dogana appoggia l’Alce sul progetto della zona franca a Genova, ed è «pronta a fare da propulsore - diceFranco Letrari, direttore interregionale dell’Agenzia delle dogane alla 71esima assemblea dell’Associazione ligure commercio estero -. Ci assumiamo i costi per creare queste zone, che non saranno fortini in mezzo al porto. Volendo è possibile realizzare tutto entro fine anno». La legge 202 del 1991 istituisce in effetti la zona franca in tutta l’area portuale a Ovest del bacino storico di Genova. Un progetto rincorso sin dal 1950 dal fiscalista Victor Ukmar «per reimpiegare le 25 mila persone che sarebbero rimaste senza lavoro con la chiusura delle sedi di Esso, Mobil e Shell». Ukmar si vide affossato il progetto due volte: nel dopoguerra per mano dell’allora ministro delle Finanze, Bruno Visentini, timoroso per una delocalizzazione a Genova delle industrie del Nord, la seconda proprio dopo aver convinto i parlamentari liguri a inserire nella legge 202 il capoluogo ligure, a fianco di Trieste (sponsor Giulio Andreotti) e Venezia (padrino l’ex ministro socialista Gianni De Michelis), ma senza ottenere il consenso né dell’Autorità portuale, né di Confindustria, per via dello storico scetticismo dei terminalisti, titolari delle concessioni in porto, poco inclini a sacrificare aree per attività non direttamente connesse con la loro operatività - nella zona franca infatti sarebbe possibile lavorare, assemblare e trasformare le merci in transito nello scalo senza carico fiscale.
Riccardo Braggio, presidente Alce, promotore dell’iniziativa, ricorda però che dall’anno prossimo l’Enel libererà le aree in porto, ma in attesa o in alternativa dell’approvazione di variante al piano regolatore portuale, Letrari propone da ora la zona franca diffusa: piccole aree i cui confini sarebbero determinati da sistemi di video-sorveglianza, con scarso impatto in termini di spazio. Inoltre, aggiunge il funzionario, «ci sarebbero nuove opportunità di lavoro, anche per la Compagnia unica». Aiuta anche il nuovo codice doganale europeo, che per l’istituzione di nuove aree in zone già definite ex lege non richiede più l’autorizzazione di Bruxelles. L’ente che ha la facoltà di istituire la zona franca è l’Authority, anche se è necessario che questa non sia sotto gestione commissariale.Braggio ha lanciato l’istituzione di una società per la zona franca, mentre Carlo Castellano, numero uno di Esaote, ha lanciato un dibattito pubblico a metà di settembre tra gli operatori del settore, in Camera di commercio, «per capire chi è d’accordo e chi no». «È una proposta che vede alcuni ostacoli, sia nazionali che europei - commenta Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria - ma è giusto sostenere tutto cio che può portare crescita sul territorio. Il nostro è un sì».

#TriesteAmministrative SERVOLA & FERRIERA: QUANTO HA INFLUITO SUL VOTO ? LA QUESTIONE FERRIERA NON HA SPOSTATO VOTI IN MODO SIGNIFICATIVO NEL RIONE DI SERVOLA - SONO STABILI I VOTI A CENTRO DESTRA / SINISTRA DAL 2011 -


Si è fatto un gran parlare della influenza della questione dell' inquinamento della Ferriera sul voto nel rione di Servola che ha visto prevalere il Centro Destra.

Da parte del PD, e del Piccolo con un vistoso articolo, c'è stata l' accusa al Comitato 5 Dicembre di aver favorito  Dipiazza con un chiaro "endorsement" a favore del Centro Destra e soprattutto che questo sarebbe stato determinante nella sconfitta di Cosolini.
Il Comitato stesso ha accolto questa tesi perchè attribuiva molta importanza elettorale alle sue prese di posizione e di conseguenza peso politico nel post-elezioni.


Qualche dubbio su questa tesi l' ha espresso chi faceva rilevare che il rione di Servola, e limitrofi,  ha sempre votato a Destra fin dagli insediamenti di Esuli Istriani degli anni '50.
Anche la politica di assunzioni dell' allora Italsider favoriva questi settori di popolazione.

Faq Trieste ha fatto l' analisi analisi delle 31 sezioni elettorali di Servola confrontando i dati del 2011 con gli attuali ed è risultato che NON C'E' STATO SPOSTAMENTO DI VOTI.

Evidentemente la tesi di un' uso strumentale della questione Ferriera  o di una influenza delle prese di posizione degli ambientalisti sulla vittoria di Dipiazza NON E' FONDATA.

Sotto riportiamo l' articolo di FAQ-Trieste che potete anche vedere cliccando QUI.

COME HA VOTATO SERVOLA ALLE ELEZIONI COMUNALI 2016 ?


A nostro avviso gli abitanti di Servola hanno votato come alle precedenti comunali. Vedete un po' voi la tabella molto semplice che abbiamo ricavato.

Abbiamo scelto 31 sezioni, quelle che si trovano in via Praga, via Svevo, via Zandonai, via di Servola, salita De Marchi,via Calvola.
In queste sezioni hanno diritto di voto 23.264 cittadini di cui hanno votato al primo turno 11.924 e al ballottaggio 10.128. Se andiamo a vedere che nel 2011 avevano votato al primo turno 12.032 cittadini possiamo affermare che hanno votato gli stessi cittadini delle comunali precedenti. Questo significa che nessuno partito o movimento ha convinto altri servolani a recarsi alle urne. 

CENTRODESTRA sostanzialmente invariato.

Se poi andiamo a vedere come si sono distribuiti tra centrodestra e centrosinistra i voti nel 2011 troviamo la somma di tutti i candidati sindaco del centrodestra che raccolgono 6.673 voti a fronte dei 5.512 al primo turno del 2016 e dei 6.461 a Dipiazza al ballottaggio. 

CENTROSINISTRA sostanzialmente invariato.

Nel 2011 il centrosinistra con lo stesso candidato raccoglie 4.060 voti. Cosolini viene penalizzato probabilmente dai Cinque stelle al primo turno e recupera invece al ballottaggio dove ci sono solo i due candidati. Per trecento voti non ripete lo stesso numero del 2011.



Sotto il risultato a Servola del candidato DIpiazza nella quarta colonna c'è la somma dei voti raccolti nel 2011 dal centrodestra, casella a sfondo giallo.

Niente di nuovo quindi sotto il cielo di Servola.