RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -
AUTONOMI DALL' ITALIA MA CONNESSI CON IL MONDO - RESTITUIRE TRIESTE ALLA MITTELEUROPA - RESTITUIRE TRIESTE AL SUO FUTURO: CENTRALE IN EUROPA INVECE CHE PERIFERICA IN ITALIA -
martedì 5 luglio 2016
IL PD COI SUOI SATELLITI IMPEDISCE I REFERENDUM REGIONALI SU SANITA', ABOLIZIONE UTI E ISTITUZIONE DI DUE PROVINCE AUTONOME TRIESTE E FRIULI COME BOLZANO E TRENTO - ARROCCATI NEL PALAZZO HANNO PAURA DELLA CONSULTAZIONE POPOLARE - MA NON FINISCE QUI... #GiuntaSerracchianiStaiSerena
Come dei signorotti feudali arroccati nella fortezza, i membri della maggioranza che guida la Regione ( PD e satelliti) hanno rifiutato anche solo l' ammissibilità dei referendum regionali sui temi cruciali come, SANITA', ABOLIZIONE UTI E ISTITUZIONE DI DUE PROVINCE AUTONOME TRIESTE E FRIULI COME BOLZANO E TRENTO -
E' un grave vulnus alla democrazia perpetrato da una casta che parla di "populismo" per qualsiasi cosa metta in pericolo il suo potere, anche per dei referendum previsti dall' ordinamento su temi che toccano la vita dei cittadini.
La legge regionale prevede che per essere esaminata la richiesta di ammissibilità del quesito di un referendum debba essere accompagnata da 500 firme.
Il referendum sulla SANITA' era accompagnato da oltre 2.500 firme, cinque volte quanto richiesto, raccolte in pochi giorni visto lo stato grave che ogni cittadino può verificare, conseguente ai tagli.
Successivamente si sarebbe dovuto provvedere alla raccolta di firme vera e propria per arrivare all' indizione del Referendum.
Spieghiamo la trafila perchè ci sono dei DISINFORMATORI professionali che dicono che 2.500 cifre sulla Sanità sono insignificanti: invece sono cinque volte quanto richiesto per iniziare la procedura.
Ormai il PD ha scelto la linea ANTIDEMOCRATICA di opporsi all' espressione diretta della volontà popolare.
Addirittura di mettere in discussione lo strumento del referendum stesso: perchè voterebbe il "popolo bue, ignorante e disinformato" e non gli "illuminati" di cui si ritengono parte.
A parte, naturalmente, il referendum di ottobre sulle "riforme costituzionali" che sarà celebrato PERCHE' NON HA UN QUORUM e Renzi è certo di vincerlo con le sue truppe camellate e una sempre più alta astensione visto il tema che non tocca i problemi che i cittadini vivono ogni giorno, come la sanità.
Che differenza con paesi di antica democrazia come la Svizzera e l' Inghilterra dove si è votato sia per l' indipendenza della Scozia che per la Brexit!
L' Italia è una repubblica delle banane dove decide il Caudillo di turno.
Perdipiù con una forte tendenza neocentralista in atto.
Tutti i media italiani servili a parlare di catastrofe Brexit per l' Inghilterra ma la Borsa inglese dopo i primi due giorni di speculazione ribassista è ai massimi livelli dal 2011, la sterlina calata del 7% favorisce le esportazioni inglesi e il turismo a Londra, mentre il governo annuncia che, libero da vincoli europei, calerà le imposte sulle aziende dal 20% al 15% per favorire investimenti e nuovi arrivi.
Inoltre la Banca centrale d' Inghilterra ha deciso di alleggerire i vincoli di capitale imposti alle banche per invogliarle a sostenere l'economia britannica. L'istituto precisa poi che, a fronte della "sfida" rappresentata dalla Brexit, questa misure consentirà di un capacità aggiuntiva di prestiti di 150 miliardi di sterline (178,9 miliardi di euro), da destinare alle famiglie e alle imprese.
L' Italia invece, grazie ai vincoli UE, non riesce a trovare soluzione al problema della crisi bancaria che ha visto le azioni delle banche italiane deprezzarsi di un terzo in sei mesi con il Monte dei Paschi che crolla del 20% in due giorni.
Dimostrazione che LA DEMOCRAZIA DIRETTA FA MALE A CHI NON LA PRATICA.
Non è che esorcizzando i referendum riusciranno a salvarsi: stanno facendo come gli struzzi che non vogliono vedere la realtà e nascondono la testa sotto la sabbia.
In realtà la richiesta di referendum sta aumentando in tutta europa: in ottobre l' Ungheria ha annunciato che ne farà uno contro le regole UE sull' immigrazione.
Sui quesiti referendari regionali IMPEDITI oggi si raccoglieranno nuovamente 500 firme e saranno ripresentati.
#GiuntaSerracchianiStaiSerena non finisce qui...
LA SANITA' E' UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA IN MANO AI POLITICI DI PROFESSIONE !
L' ALLEANZA FRA DIPIAZZA E IL SINDACO DI VENEZIA BRUGNARO E' NEFASTA PER IL PORTO DI TRIESTE - VOGLIONO L' OFF-SHORE A VENEZIA PER TOGLIERE TRAFFICI A TRIESTE - ALLUCINANTE INTERVISTA DI BRUGNARO A TELE4
L' intervista di Telequattro ieri a Brugnaro chiarisce bene la BRUTTA situazione.
Con la scusa di un attacco, condivisibile, alla Serracchiani e l' esibizione di "buoni sentimenti" collaborativi fanno passare il Porto Off-Shore di Venezia, nato per rubare i traffici del Nord Adriatico a Trieste e Capodistria, con spese enormi per i contribuenti (oltre 3 mld).
GUARDATE L' INTERVISTA CLICCANDO QUI
DIPIAZZA ha fatto dell' alleanza con Brugnaro, sindaco di Venezia, uno dei pilastri della sua campagna elettorale come abbiamo più volte segnalato.
PROPRIO IERI, MANCO A FARLO APPOSTA, AVEVAMO PUBBLICATO L' INTERVENTO DEL PROF. SERGIO BOLOGNA CRITICO SULL' OFF-SHORE DI VENEZIA DEFINITO VOOPS IN TERMINE TECNICO. (clicca QUI ) -
Invitiamo Dipiazza e Brugnaro a leggerlo perchè parlano come persone digiune dell' argomento, malgrado siano sindaci.
Eccone un passo:
Quindi è destinato a “succhiare” i traffici di Trieste, di Koper, di Rijeka.
Se non tutti, una buona parte, in particolare quelli che viaggiano sulle navi giganti, quelli dei servizi fondamentali, coi noli più convenienti.
Riesce infatti molto difficile credere alla tesi che tutti i porti nordadriatici ci guadagneranno dal progetto VOOPS.
Se i carichi destinati ai territori retrostanti Trieste, Koper e Rijeka passeranno dal terminal off shore di Venezia, meglio, verranno intercettati da esso, cosa resterà di traffico ai porti della Venezia Giulia, della Slovenia, della Croazia?
Se le grandi navi si fermeranno al VOOPS, a Koper o Trieste ci andranno solo i feeder?
A parte Trieste, che ha una capacità di reazione limitata, ma Koper e Rijeka, ovvero la Slovenia e la Croazia, staranno a guardare indifferenti, inerti, il loro declassamento?
Per quale ragione Koper e Rijeka debbono buttar via gli investimenti che hanno fatto, in infrastrutture, in mezzi di sbarco e imbarco?
Continueranno a ritrovarsi ai pranzetti del NAPA come se niente fosse? Koper e Rijeka hanno dei costi del lavoro inferiori del 20/30% rispetto a quelli italiani, il progetto VOOPS avrà tariffe così convenienti da essere competitivo con Koper e Rijeka?
E perché un THC al terminal off shore di Venezia dovrebbe costare meno che a Koper o Rijeka?
Oggi il costo di porti come Koper è inferiore del 30% circa al costo di Trieste, di Venezia e di Ravenna. Il VOOPS sarà sicuramente più caro se non altro per la rottura di carico, il trasferimento del personale, la manutenzione.
Perché le compagnie marittime dovrebbero favorirlo e rinunciare a porti come Koper che costerebbero a quel punto non 30% ma 50% in meno?
Salvo che il VOOPS non sia interamente a carico del contribuente..."
Con la scusa di un attacco, condivisibile, alla Serracchiani e l' esibizione di "buoni sentimenti" collaborativi fanno passare il Porto Off-Shore di Venezia, nato per rubare i traffici del Nord Adriatico a Trieste e Capodistria, con spese enormi per i contribuenti (oltre 3 mld).
GUARDATE L' INTERVISTA CLICCANDO QUI
DIPIAZZA ha fatto dell' alleanza con Brugnaro, sindaco di Venezia, uno dei pilastri della sua campagna elettorale come abbiamo più volte segnalato.
PROPRIO IERI, MANCO A FARLO APPOSTA, AVEVAMO PUBBLICATO L' INTERVENTO DEL PROF. SERGIO BOLOGNA CRITICO SULL' OFF-SHORE DI VENEZIA DEFINITO VOOPS IN TERMINE TECNICO. (clicca QUI ) -
Invitiamo Dipiazza e Brugnaro a leggerlo perchè parlano come persone digiune dell' argomento, malgrado siano sindaci.
Eccone un passo:
""... Il
porto VOOPS (acronimo che designa l' Off-Shore) ndr. di Venezia è pensato e
progettato per concentrarvi il traffico diretto o proveniente dai territori che
stanno alle spalle dell’Alto Adriatico.
Quindi è destinato a “succhiare” i traffici di Trieste, di Koper, di Rijeka.
Se non tutti, una buona parte, in particolare quelli che viaggiano sulle navi giganti, quelli dei servizi fondamentali, coi noli più convenienti.
Riesce infatti molto difficile credere alla tesi che tutti i porti nordadriatici ci guadagneranno dal progetto VOOPS.
Se i carichi destinati ai territori retrostanti Trieste, Koper e Rijeka passeranno dal terminal off shore di Venezia, meglio, verranno intercettati da esso, cosa resterà di traffico ai porti della Venezia Giulia, della Slovenia, della Croazia?
Se le grandi navi si fermeranno al VOOPS, a Koper o Trieste ci andranno solo i feeder?
A parte Trieste, che ha una capacità di reazione limitata, ma Koper e Rijeka, ovvero la Slovenia e la Croazia, staranno a guardare indifferenti, inerti, il loro declassamento?
Per quale ragione Koper e Rijeka debbono buttar via gli investimenti che hanno fatto, in infrastrutture, in mezzi di sbarco e imbarco?
Continueranno a ritrovarsi ai pranzetti del NAPA come se niente fosse? Koper e Rijeka hanno dei costi del lavoro inferiori del 20/30% rispetto a quelli italiani, il progetto VOOPS avrà tariffe così convenienti da essere competitivo con Koper e Rijeka?
E perché un THC al terminal off shore di Venezia dovrebbe costare meno che a Koper o Rijeka?
Oggi il costo di porti come Koper è inferiore del 30% circa al costo di Trieste, di Venezia e di Ravenna. Il VOOPS sarà sicuramente più caro se non altro per la rottura di carico, il trasferimento del personale, la manutenzione.
Perché le compagnie marittime dovrebbero favorirlo e rinunciare a porti come Koper che costerebbero a quel punto non 30% ma 50% in meno?
Salvo che il VOOPS non sia interamente a carico del contribuente..."
lunedì 4 luglio 2016
L' INTERVENTO CRITICO DEL PROF. SERGIO BOLOGNA SUL PROGETTATO PORTO OFF-SHORE DI VENEZIA -
L' INTERVENTO CRITICO DEL PROF. SERGIO BOLOGNA SUL PROGETTATO PORTO OFF-SHORE DI VENEZIA SUL SITO DELLA SIPOTRA-
SCARICALO CLICCANDO QUI .
I patrocinatori dell'isola artificiale chiamata porto Off-Shore o VOOPS di Venezia, Costa e Maresca (consulente del Governo e della Giunta Regionale ed ex-presidente della APT), sono gli stessi che avevano proposto il mega terminal di Monfalcone, abortito in tempi brevi anche per il giudizio negativo espresso pubblicamente dal presidente dell'APT del tempo.
I presidenti dei porti di Capodistria e di Fiume sono contrari all'isola artificiale (e dietro di loro, ci sono le autorità politiche dei rispettivi paesi) e infatti stanno perfezionando i piani per il potenziamento dei loro porti.
Il porto di Ravenna è pure contrario, dopo un iniziale e lontano appoggio, che mutò con il cambio del presidente di quella autorità portuale.
Dunque si può pensare alla sindrome del Mose, che affligge ancora il Veneto, per pompare soldi in laguna senza recare alcun reale beneficio a Venezia, unico bene da tutelare a beneficio di tutto il mondo.
Il porto di Venezia è importante ma non tanto da cancellare il ruolo di tutti gli altri nell'alto Adriatico. A Venezia la posizione di Sergio Bologna è ampiamente condivisa , ma la viltà civica e' molto forte e si preferisce aspettare un altro aborto piuttosto che il parto assistito di un serio e realistico programma che, nell'interesse di tutto il paese, doti i porti e il loro retroterra di adeguate infrastrutture logistiche.
""... Il porto VOOPS (acronimo che designa l' Off-Shore) ndr. di Venezia è pensato e progettato per concentrarvi il traffico diretto o
proveniente dai territori che stanno alle spalle dell’Alto Adriatico.
Quindi è destinato a “succhiare” i traffici di Trieste, di Koper, di Rijeka.
Se non tutti, una buona parte, in particolare quelli che viaggiano sulle navi giganti, quelli dei servizi fondamentali, coi noli più convenienti.
Riesce infatti molto difficile credere alla tesi che tutti i porti nordadriatici ci guadagneranno dal progetto VOOPS.
Se i carichi destinati ai territori retrostanti Trieste, Koper e Rijeka passeranno dal terminal off shore di Venezia, meglio, verranno intercettati da esso, cosa resterà di traffico ai porti della Venezia Giulia, della Slovenia, della Croazia?
Se le grandi navi si fermeranno al VOOPS, a Koper o Trieste ci andranno solo i feeder?
A parte Trieste, che ha una capacità di reazione limitata, ma Koper e Rijeka, ovvero la Slovenia e la Croazia, staranno a guardare indifferenti, inerti, il loro declassamento?
Per quale ragione Koper e Rijeka debbono buttar via gli investimenti che hanno fatto, in infrastrutture, in mezzi di sbarco e imbarco?
Continueranno a ritrovarsi ai pranzetti del NAPA come se niente fosse? Koper e Rijeka hanno dei costi del lavoro inferiori del 20/30% rispetto a quelli italiani, il progetto VOOPS avrà tariffe così convenienti da essere competitivo con Koper e Rijeka?
E perché un THC al terminal off shore di Venezia dovrebbe costare meno che a Koper o Rijeka?
Oggi il costo di porti come Koper è inferiore del 30% circa al costo di Trieste, di Venezia e di Ravenna. Il VOOPS sarà sicuramente più caro se non altro per la rottura di carico, il trasferimento del personale, la manutenzione.
Perché le compagnie marittime dovrebbero favorirlo e rinunciare a porti come Koper che costerebbero a quel punto non 30% ma 50% in meno?
Salvo che il VOOPS non sia interamente a carico del contribuente..."
'FINANCIAL TIMES': ''L’ITALIA È IL PUNTO PIÙ VULNERABILE D’EUROPA, DOPO LA BREXIT'' - OGGI FORTE CALO DELLE BANCHE IN BORSA CON CROLLO DI MPS - LE BANCHE ITALIANE PERDONO IL 30% DALL' INIZIO DELL' ANNO - IL NEOSINDACO DI MILANO DOMANI ALLA "CITY" DI LONDRA PER PROMUOVERE LA CITTA': E QUELLO DI TRISTE, CHE VORREBBE DIVENTARE PIAZZA FINANZIARIA CON LA NO-TAX AREA? A BARCOLA?
Le banche italiane in crisi guadagnano la prima pagina del Financial Times.(QUI un articolo in italiano).
E crollano in borsa: hanno perso un terzo del valore dall' inizio dell' anno, e non è finita.
Il prestigioso giornale economico sottolinea come ormai sia l' Italia ad essere il "ventre molle" dell' Europa.
Con al centro l' enorme problema delle banche che hanno 350 miliardi di sofferenze di cui 200 sono "crediti inesigibili" dopo 8 anni di crisi.
In realtà non vi è stata alcuna soluzione con l' aiuto di Bruxelles: anzi Renzi a mo' di sfida ha detto che il governo è disposto a immettere miliardi per affrontare una "eventuale crisi sistemica", miliardi di tasse dei contribuenti mentre prima dell' Euro bastava che la Banca Centrale stampasse moneta, come hanno fatto recentemente la FED americana o la Banca d' Inghilterra.
Un' altra delle gioie dell' Euro.
Il problema della crisi bancaria in Italia è assai serio e Renzi ne ha parlato all' odierna Direzione del PD con i soliti toni da guascone e annunci che non risolvono niente. E riguarda, purtroppo, anche noi dando una nuova occasione ai nazionalisti italiani di "immolarsi per la Patria".
Bisogna tener presente che la "crisi bancaria" è la "madre di tutte le crisi" nel sistema economico attuale, e un approfondimento ulteriore di una crisi che perdura da 8 anni non è più sopportabile.
Trieste ha la possibilità di giocarsi la carta della Zona Franca extradoganale con No Tax Area anche per servizi finanziari, un servizio sempre più richiesto.
Di aree di questo tipo ci sarà sempre maggior bisogno, come stanza di compensazione, con la deriva che sta prendendo l' Unione Europea.
E' una carta che va giocata SUBITO e SERIAMENTE.
Il sindaco appena eletto di Milano ha annunciato che domani va in missione a Londra per promuovere Milano negli ambienti finanziari della City come sede di agenzie europee e multinazionali (clicca QUI).
Dice tra l' altro: "non voglio farmi battere sul tempo: ci sono altre città, come Amsterdam e Varsavia che già si sono organizzate con lo stesso obiettivo. Se invece parliamo di cosa dirò ai miei interlocutori, spiegherò a persone abituate a un certo stile di vita perché Milano possa essere attrattiva: dirò che abbiamo scuole e università di eccellenza per i loro figli, servizi elevati, una qualità della vita alta, che in due ore si arriva ai laghi, al mare e alla montagna e credo che nessuno in Europa possa offrire lo stesso".
E a TRIESTE cosa si fa?
Una letterina della Serracchiani a Renzi in cui (finalmente) si ricordano le prerogative uniche del Porto Franco, ideale per metterci una No Tax area.
La disponibilità a dare aree inquinate in Zona Industriale con qualità della vita infime, perchè il Punto Franco di Porto Vecchio è stato ridotto con la "sdemanializzazione" per farne ipotetici musei, trenini e parcheggi per un turismo di massa che non esiste.
E Dipiazza che propone di interrarlo tutto per farne un solo terminal per crociere (quando non c'è la bora).
Domani il nuovo Sindaco di Milano sarà a Londra.
Si prevede che quello di Trieste sarà a Barcola.
E crollano in borsa: hanno perso un terzo del valore dall' inizio dell' anno, e non è finita.
Il prestigioso giornale economico sottolinea come ormai sia l' Italia ad essere il "ventre molle" dell' Europa.
Con al centro l' enorme problema delle banche che hanno 350 miliardi di sofferenze di cui 200 sono "crediti inesigibili" dopo 8 anni di crisi.
In realtà non vi è stata alcuna soluzione con l' aiuto di Bruxelles: anzi Renzi a mo' di sfida ha detto che il governo è disposto a immettere miliardi per affrontare una "eventuale crisi sistemica", miliardi di tasse dei contribuenti mentre prima dell' Euro bastava che la Banca Centrale stampasse moneta, come hanno fatto recentemente la FED americana o la Banca d' Inghilterra.
Un' altra delle gioie dell' Euro.
Il problema della crisi bancaria in Italia è assai serio e Renzi ne ha parlato all' odierna Direzione del PD con i soliti toni da guascone e annunci che non risolvono niente. E riguarda, purtroppo, anche noi dando una nuova occasione ai nazionalisti italiani di "immolarsi per la Patria".
Bisogna tener presente che la "crisi bancaria" è la "madre di tutte le crisi" nel sistema economico attuale, e un approfondimento ulteriore di una crisi che perdura da 8 anni non è più sopportabile.
Trieste ha la possibilità di giocarsi la carta della Zona Franca extradoganale con No Tax Area anche per servizi finanziari, un servizio sempre più richiesto.
Di aree di questo tipo ci sarà sempre maggior bisogno, come stanza di compensazione, con la deriva che sta prendendo l' Unione Europea.
E' una carta che va giocata SUBITO e SERIAMENTE.
Il sindaco appena eletto di Milano ha annunciato che domani va in missione a Londra per promuovere Milano negli ambienti finanziari della City come sede di agenzie europee e multinazionali (clicca QUI).
Dice tra l' altro: "non voglio farmi battere sul tempo: ci sono altre città, come Amsterdam e Varsavia che già si sono organizzate con lo stesso obiettivo. Se invece parliamo di cosa dirò ai miei interlocutori, spiegherò a persone abituate a un certo stile di vita perché Milano possa essere attrattiva: dirò che abbiamo scuole e università di eccellenza per i loro figli, servizi elevati, una qualità della vita alta, che in due ore si arriva ai laghi, al mare e alla montagna e credo che nessuno in Europa possa offrire lo stesso".
E a TRIESTE cosa si fa?
Una letterina della Serracchiani a Renzi in cui (finalmente) si ricordano le prerogative uniche del Porto Franco, ideale per metterci una No Tax area.
La disponibilità a dare aree inquinate in Zona Industriale con qualità della vita infime, perchè il Punto Franco di Porto Vecchio è stato ridotto con la "sdemanializzazione" per farne ipotetici musei, trenini e parcheggi per un turismo di massa che non esiste.
E Dipiazza che propone di interrarlo tutto per farne un solo terminal per crociere (quando non c'è la bora).
Domani il nuovo Sindaco di Milano sarà a Londra.
Si prevede che quello di Trieste sarà a Barcola.
REFERENDUM SANITA': USANO LA CARTA DELLA PAURA PER FERMARLO E IMPEDIRE LA CONSULTAZIONE POPOLARE - TUTTI IN PIAZZA DOMANI MARTEDI' 5 ORE 9,30 PIAZZA OBERDAN DI FRONTE ALLA REGIONE, CON LE BANDIERE DI TRIESTE!
CHE FINE MISERABILE PER QUESTA SEDICENTE "SINISTRA" ITALIANA: ARROCCATI NEL PALAZZO VOGLIONO IMPEDIRE I REFERENDUM PER PAURA DELLA VOLONTA' POPOLARE.
Sono lontani i tempi delle grandi battaglie civili e referendarie di libertà per il Divorzio e l' Aborto che hanno visto alla testa quel Marco Pannella celebrato alla morte ma emarginato in vita ed ora subito dimenticato.
Che schifezza !
L' Assessora regionale alla sanità Telesca, membro della Giunta Serracchiani, oggi gioca la vergognosa carta della PAURA per affossare il referendum e impedire la consultazione popolare.
In un comunicato (clicca QUI) vengono usate frasi irresponsabili e false come:"Qui non è in discussione la democrazia ma il diritto a continuare a ricevere cure e servizi sanitari», "«È irresponsabile nascondere i veri e immediati effetti dell'abrogazione della legge e della stessa indizione del referendum, a cominciare dalla paralisi delle nuove Aziende sanitarie", "Vivrebbero il periodo del referendum con un inevitabile stato di incertezza, che avrebbe un effetto devastante sui servizi ai cittadini», "con tempi che inevitabilmente rallenterebbero l'attività sanitaria ".
Ormai è da settimane che questa supposta "èlite" autoilluminata tuona contro l' istituto del referendum e contro le consultazioni popolari: a partire dal referendum sulla Brexit della civilissima e democraticissima Inghilterra.
Non vogliono essere disturbati dai cittadini e sono spaventati dall' espressione della volontà popolare che inesorabilmente li asfalta per i danni gravissimi fatti.
Dalla sottomissione alle lobby finanziarie insediate a Bruxelles che dettano una politica economica che sta facendo "macelleria sociale" da 8 lunghi anni, fino alle controriforme" sanitarie regionali che in questo solco tagliano i servizi ai cittadini in nome della "austerity".
Vogliono farci finire come in Grecia senza neanche permetterci di esprimere il nostro parere con un referendum.
Questa gente ormai ha paura e odio per quel "popolo" che teme e disprezza, tanto che ha coniato il termine spregiativo "populismo" con cui bolla le espressioni della volontà popolare, fonte di ogni sovranità in democrazia.
Invita ad astenersi ai referendum e agita spauracchi contro ogni forma di democrazia diretta.
Però il popolo fa le file di 9 ore al Pronto Soccorso, parla con i medici e gli infermieri esasperati anch' essi, e sa quali sono i suoi interessi.
Il popolo ha visto come le nostre terre sono schiacciate dal centralismo nazionale e regionale ed ha visto come sia migliore la situazione di Bolzano che ha una provincia autonoma non sottoposta al controllo regionale.
Il popolo dei comuni minori ha capito come le UTI minacciano la loro autonomia e specificità.
E il popolo vuole dire la sua malgrado i Signori del Palazzo che domani in Consiglio Regionale faranno di tutto per impedire la consultazione popolare.
I nostri precedenti articoli cliccando QUI e QUI .
Sono lontani i tempi delle grandi battaglie civili e referendarie di libertà per il Divorzio e l' Aborto che hanno visto alla testa quel Marco Pannella celebrato alla morte ma emarginato in vita ed ora subito dimenticato.
Che schifezza !
L' Assessora regionale alla sanità Telesca, membro della Giunta Serracchiani, oggi gioca la vergognosa carta della PAURA per affossare il referendum e impedire la consultazione popolare.
In un comunicato (clicca QUI) vengono usate frasi irresponsabili e false come:"Qui non è in discussione la democrazia ma il diritto a continuare a ricevere cure e servizi sanitari», "«È irresponsabile nascondere i veri e immediati effetti dell'abrogazione della legge e della stessa indizione del referendum, a cominciare dalla paralisi delle nuove Aziende sanitarie", "Vivrebbero il periodo del referendum con un inevitabile stato di incertezza, che avrebbe un effetto devastante sui servizi ai cittadini», "con tempi che inevitabilmente rallenterebbero l'attività sanitaria ".
Ormai è da settimane che questa supposta "èlite" autoilluminata tuona contro l' istituto del referendum e contro le consultazioni popolari: a partire dal referendum sulla Brexit della civilissima e democraticissima Inghilterra.
Non vogliono essere disturbati dai cittadini e sono spaventati dall' espressione della volontà popolare che inesorabilmente li asfalta per i danni gravissimi fatti.
Dalla sottomissione alle lobby finanziarie insediate a Bruxelles che dettano una politica economica che sta facendo "macelleria sociale" da 8 lunghi anni, fino alle controriforme" sanitarie regionali che in questo solco tagliano i servizi ai cittadini in nome della "austerity".
Vogliono farci finire come in Grecia senza neanche permetterci di esprimere il nostro parere con un referendum.
Questa gente ormai ha paura e odio per quel "popolo" che teme e disprezza, tanto che ha coniato il termine spregiativo "populismo" con cui bolla le espressioni della volontà popolare, fonte di ogni sovranità in democrazia.
Invita ad astenersi ai referendum e agita spauracchi contro ogni forma di democrazia diretta.
Però il popolo fa le file di 9 ore al Pronto Soccorso, parla con i medici e gli infermieri esasperati anch' essi, e sa quali sono i suoi interessi.
Il popolo ha visto come le nostre terre sono schiacciate dal centralismo nazionale e regionale ed ha visto come sia migliore la situazione di Bolzano che ha una provincia autonoma non sottoposta al controllo regionale.
Il popolo dei comuni minori ha capito come le UTI minacciano la loro autonomia e specificità.
E il popolo vuole dire la sua malgrado i Signori del Palazzo che domani in Consiglio Regionale faranno di tutto per impedire la consultazione popolare.
I nostri precedenti articoli cliccando QUI e QUI .
sabato 2 luglio 2016
PERCHE' NON METTERE IN "PORTO VECCHIO" L' AUSPICATA NO-TAX AREA CON ATTIVITA' FINANZIARIE E DI SERVIZI ? E' FORSE MEGLIO UN SITO INQUINATO E ISOLATO IN ZONA INDUSTRIALE PER CREARE UNA "CITY CONCORRENZIALE CON LONDRA" ? PERCHE' "NON SE POL" IN PORTO VECCHIO ?
La Governatrice
Serracchiani ha iniziato la sua manovra di riposizionamento politico "alla
ricerca del consenso perduto": era scontato da quando è finito il monopolio PD di tutte le istituzioni. (Vedi anche il nostro articolo di ieri cliccando QUI)
Interessanti però sono le posizioni espresse dal Commissario D' Agostino nell' articolo a destra:
"la No tax area taglierebbe la testa al toro «e aprirebbe la possibilità di insediamento a Trieste - specifica D’Agostino - non soltanto di aziende di logistica o manifatturiere, ma anche di aziende del terziario, fornitrici di servizi e dell’ambito della finanza». Una complementarietà Punti franchi - No tax area che andrebbe a coprire pressoché tutto lo spettro dell’economia".
Siamo notoriamente e da
sempre totalmente d' accordo: nulla di nuovo se non l' ambito
istituzionale da dove provengono le affermazioni.
E infatti riconosciamo a D' Agostino Commissario, e gli auguriamo presto Presidente, dell' Autorità Portuale il ruolo di interlocutore serio e affidabile, che invece NON riconosciamo ai politici, senza però confondere i ruoli: lui funzionario / tecnico onesto e capace nominato dal Governo e noi all' opposizione senza piaggerie e atteggiamenti supini.
Pertanto continuiamo nel nostro lavoro, così come D' Agostino fa, bene, il suo in un altro ambito e con altre competenze, segnalando quello che, secondo noi, non va.
D' Agostino sa perfettamente che la "legge sulle aree di confine" N. 19 del 1991 prevedeva l' istituzione di un Centro Finanziario Off-Shore nel Punto Franco di Porto Vecchio con tanto di esenzioni fiscali : vedi nota in fondo e clicca QUI per articolo di stampa.
Per scaricare tutta la legge 19/91 clicca QUI.
Sa anche che il progetto è fallito sia per pressioni governative italiane, sia della UE nella persona di Mario Monti, sia di lobby locali tra cui il blocco centrale della ex- Lista per Trieste che ora appoggia Dipiazza e una parte del PSI che adesso appoggia il PD e Cosolini.
Per cui nè Centro Destra, nè Centro Sinistra possono chiamarsi fuori da quell' esito disastroso per Trieste.
La legge 19 del '91 è rimasta lì, con l' art. 3 inapplicato per lustri (prima di essere alla fine abrogato), come succede spesso per Trieste: come per i decreti attuativi dei Punti Franchi della 84/94, come la Zona Franca di Osimo che ancora si potrebbe sfruttare, come l' Allegato VIII... tutto nel limbo.
Sotto in nota ne trovate due commi molto interessanti.
E infatti riconosciamo a D' Agostino Commissario, e gli auguriamo presto Presidente, dell' Autorità Portuale il ruolo di interlocutore serio e affidabile, che invece NON riconosciamo ai politici, senza però confondere i ruoli: lui funzionario / tecnico onesto e capace nominato dal Governo e noi all' opposizione senza piaggerie e atteggiamenti supini.
Pertanto continuiamo nel nostro lavoro, così come D' Agostino fa, bene, il suo in un altro ambito e con altre competenze, segnalando quello che, secondo noi, non va.
D' Agostino sa perfettamente che la "legge sulle aree di confine" N. 19 del 1991 prevedeva l' istituzione di un Centro Finanziario Off-Shore nel Punto Franco di Porto Vecchio con tanto di esenzioni fiscali : vedi nota in fondo e clicca QUI per articolo di stampa.
Per scaricare tutta la legge 19/91 clicca QUI.
Sa anche che il progetto è fallito sia per pressioni governative italiane, sia della UE nella persona di Mario Monti, sia di lobby locali tra cui il blocco centrale della ex- Lista per Trieste che ora appoggia Dipiazza e una parte del PSI che adesso appoggia il PD e Cosolini.
Per cui nè Centro Destra, nè Centro Sinistra possono chiamarsi fuori da quell' esito disastroso per Trieste.
La legge 19 del '91 è rimasta lì, con l' art. 3 inapplicato per lustri (prima di essere alla fine abrogato), come succede spesso per Trieste: come per i decreti attuativi dei Punti Franchi della 84/94, come la Zona Franca di Osimo che ancora si potrebbe sfruttare, come l' Allegato VIII... tutto nel limbo.
Sotto in nota ne trovate due commi molto interessanti.
Il progetto di Off- Shore Finanziario prevedeva l'insediamento nel Punto Franco di Porto Vecchio, per sfruttarne le caratteristiche di extradoganalità (che adesso vengono riscoperte dopo anni che noi lo segnaliamo anche manifestando in piazza), di fronte alla Sede Mondiale delle Generali che vi prevedevano anche un loro Centro Direzionale.
Il progetto POLIS che mirava alla sua realizzazione era redatto da multinazionali del calibro di Generali e Fiat ed è ancora disponibile (vedi foto alla fine).
Fallita la cosa Generali ha trasferito il centro direzionale a Mogliano Veneto con grande perdita di posti di lavoro per la nostra città.
Nell' articolo odierno del Piccolo si insiste a ripetere il mantra che tutto deve essere fatto altrove: " la collocazione potrebbe risultare particolarmente attrattiva dal momento che, grazie al procedimento di sdemanializzazione del Porto vecchio, il Punto franco è stato levato da un’area dove non era fruibile e spostato in una serie di zone di retroporto dove possono svilupparsi non soltanto operazioni strettamente legate allo scalo,...." ... "all’Interporto di Fernetti, all’ex Stazione di Prosecco, al Canale navigabile, all’ex Aquila e alle Noghere."
Si dà il caso che
"Canale navigabile, l’ex Aquila e Noghere" facciano parte del
SIN (Sito Inquinato di Interesse Nazionale) e ogni insediamento sia possibile solo con tempi molto lunghi e costi assai elevati a differenza di Porto Vecchio che inquinato non è ed è vicinissimo al
Centro Città dove chi lavorerebbe nei Centri Finanziari potrebbe trovare i
servizi di cui ha bisogno: a differenza della Stazione di Prosecco e Fernetti, non
inquinati ma lontani.
A noi comuni mortali risulta che la City di Londra sia in città e ben dotata di servizi.
Si pensa di offrire una landa desolata e inquinata, con costi e tempi di insediamento enormi, per le sedi di Multinazionali e Istituzioni che " dopo la Brexit decideranno di lasciare il Regno Unito per trasferirsi in un Paese dell’Unione Europea. ... Un altro fronte su cui l’Italia sta lavorando per sfruttare la Brexit come opportunità è quello del trasferimento delle sedi di alcune autorità europee basate a Londra. C’è l’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, .... Ma c’è soprattutto l’Eba, l’Autorità bancaria europea, che dovrà lasciare la City e fa gola a molti. "come ci spiega il Piccolo. ?
Si pensa di mandare funzionari di multinazionali finanziarie ed enti europei abituati alla City di Londra a pranzare in qualche "bareto" ad Aquilinia?
PERCHE' NON IN PORTO VECCHIO, RIPRISTINANDO IL PUNTO FRANCO SOLO SOSPESO E CHE COMUNQUE PERMANE SULLA FASCIA COSTIERA COMPLETANDOLO CON LA NO TAX AREA ( DA ESTENDERE ANCHE AGLI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI ALTROVE) ?
Del resto Renzi ha annunciato di voler costituire una No Tax area nel sito dell' Expò di Milano, non in aperta campagna...
A noi comuni mortali risulta che la City di Londra sia in città e ben dotata di servizi.
Si pensa di offrire una landa desolata e inquinata, con costi e tempi di insediamento enormi, per le sedi di Multinazionali e Istituzioni che " dopo la Brexit decideranno di lasciare il Regno Unito per trasferirsi in un Paese dell’Unione Europea. ... Un altro fronte su cui l’Italia sta lavorando per sfruttare la Brexit come opportunità è quello del trasferimento delle sedi di alcune autorità europee basate a Londra. C’è l’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, .... Ma c’è soprattutto l’Eba, l’Autorità bancaria europea, che dovrà lasciare la City e fa gola a molti. "come ci spiega il Piccolo. ?
Si pensa di mandare funzionari di multinazionali finanziarie ed enti europei abituati alla City di Londra a pranzare in qualche "bareto" ad Aquilinia?
PERCHE' NON IN PORTO VECCHIO, RIPRISTINANDO IL PUNTO FRANCO SOLO SOSPESO E CHE COMUNQUE PERMANE SULLA FASCIA COSTIERA COMPLETANDOLO CON LA NO TAX AREA ( DA ESTENDERE ANCHE AGLI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI ALTROVE) ?
Del resto Renzi ha annunciato di voler costituire una No Tax area nel sito dell' Expò di Milano, non in aperta campagna...
NON SE POL ?
PERCHE' ?
Per non far perdere la faccia a tutti coloro che hanno parlato per anni di un fantaturismo di massa irrealizzabile in Porto Vecchio e a Trieste (straparlavano di milioni di presenze)?
Perchè non è la linea del PD ?
Per non far piangere Russo che ha fatto il blitz notturno sulla sdemaliazizzazione che in un anno mezzo non ha prodotto niente di concreto?
Proprio NIENTE, perchè anche per allargare i Punti Franchi alle nuove aree di Noghere ecc. bastava un decreto del CdG-Prefetto, senza alcun bisogno di spostare quello di Porto Vecchio.
Per non far piangere Sgarbi che nel 2001 ha posto il vincolo architettonico giustamente definito IDIOTA dal nostro bravo arch. Semerani ?
PERCHE' ?
Per non far perdere la faccia a tutti coloro che hanno parlato per anni di un fantaturismo di massa irrealizzabile in Porto Vecchio e a Trieste (straparlavano di milioni di presenze)?
Perchè non è la linea del PD ?
Per non far piangere Russo che ha fatto il blitz notturno sulla sdemaliazizzazione che in un anno mezzo non ha prodotto niente di concreto?
Proprio NIENTE, perchè anche per allargare i Punti Franchi alle nuove aree di Noghere ecc. bastava un decreto del CdG-Prefetto, senza alcun bisogno di spostare quello di Porto Vecchio.
Per non far piangere Sgarbi che nel 2001 ha posto il vincolo architettonico giustamente definito IDIOTA dal nostro bravo arch. Semerani ?
Per non far piangere
Federico Pacorini che dice che i Punti Franchi non servono a niente dopo averli usati in abbondanza?
Per non ammettere che il PD ha fatto stupidaggini enormi su Porto vecchio?
Ed il Centro Destra pure, allineato apertamente con la sdemanializzazione / privatizzazione per un utilizzo solo turistico - croceristico come ha ripetutamente dichiarato Dipiazza?
Per non dare ragione a noi che da anni parliamo di RIUTILIZZO PRODUTTIVO DI PORTO VECCHIO in regime di Porto Franco?
Clicca QUI per esaminare quello che diciamo da anni.
EPPURE IN PORTO VECCHIO ABBIAMO GIA' PRONTI SIA IL PROGETTO "POLIS" DI GENERALI E FIAT CHE LA LEGGE 19/91,
MA "NON SE POL" !
Ammesso, naturalmente, che questo parlare di No Tax Area non sia solo la solita POLITICA DEGLI ANNUNCI e l' ennesima fiaba da raccontare a Trieste per farla addormentare...
Per non ammettere che il PD ha fatto stupidaggini enormi su Porto vecchio?
Ed il Centro Destra pure, allineato apertamente con la sdemanializzazione / privatizzazione per un utilizzo solo turistico - croceristico come ha ripetutamente dichiarato Dipiazza?
Per non dare ragione a noi che da anni parliamo di RIUTILIZZO PRODUTTIVO DI PORTO VECCHIO in regime di Porto Franco?
Clicca QUI per esaminare quello che diciamo da anni.
EPPURE IN PORTO VECCHIO ABBIAMO GIA' PRONTI SIA IL PROGETTO "POLIS" DI GENERALI E FIAT CHE LA LEGGE 19/91,
MA "NON SE POL" !
Ammesso, naturalmente, che questo parlare di No Tax Area non sia solo la solita POLITICA DEGLI ANNUNCI e l' ennesima fiaba da raccontare a Trieste per farla addormentare...
Ed ancora: perchè lasciar inserire nella Bozza di Decreto per i Punti Franchi di Trieste il DIVIETO, che adesso non esiste, di VENDITA AL DETTAGLIO E RESIDENZA che impedirebbe di creare dei grandi Duty Free Shop, ad esempio per passeggeri e croceristi, e di estendere l' extradoganalità alla città (che è abitata e dove la gente fa la spesa)?
Sappiamo tutti che il valore del Porto Franco e delle aree extradoganali extra UE è destinato ad aumentare nella crisi della UE che vedrà le probabili prime fratture nell' Europa Orientale, come oggi dicono gli analisti del Vaticano sull' Osservatore Romano (la Chiesa la sa lunga: è da 2.000 anni sul mercato!): non tarpiamoci le ali mettendoci divieti da soli !
E interessiamoci anche alla politica internazionale e non solo all' orto di casa: perchè Trieste è sempre stata uno dei sismografi più sensibili alle scosse internazionali, ci piaccia o no.
Nota:
Legge 19/91 art. 3, comma 1 e 4 -
Art. 3.
1. Ai fini della promozione e dello
sviluppo dell’attività finanziaria dei Paesi di cui all’art. 1, comm 1, e della loro progressiva integrazione con i mercati finanziari
internazionali, nell’ambito dei punti franchi esistenti a Trieste, è istituito un Centro di servizi finanziari ed
assicurativi ove operano filiali, sussidiarie.affiliate di istituzioni creditizie, di società di intermediazione mobiliare,
di società fiduciarie,di enti e società di assicurazione, di società finanziarie che raccolgono fondi
sui mercati internazionali presso non residenti da utilizzare unicamente fuori del territorio dello Stato
italiano con non residenti. Nello stesso Centro operano anche società estere di intermediazione ed assistenza al
commercio internazionale.
In esso sono inoltre attivati un mercato di emissione e compensazione di lettere di credito, una borsa per la negoziazione a termine di merci ed una borsa per valutare, tariffare e negoziare i rischi assicurativi localizzati nei Paesi dell’Est europeo e nell’URSS.
I soggetti operanti nel Centro per le attività che ivi svolgono non sono considerati residenti in Italia ai fini valutari e bancari; sono esclusi da obblighi di sostituzione relativamente ad imposte italiane, fermi rimanendo gli obblighi previsti dall’art. 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come sostituito dall’art. 30 della legge 19 marzo 1990,n. 55, nonchè quelli imposti dalle disposizioni legislative in materia di prevenzione e repressione dei fenomeni di criminalità organizzata e di riciclaggio del denaro di provenienza illecita.
In esso sono inoltre attivati un mercato di emissione e compensazione di lettere di credito, una borsa per la negoziazione a termine di merci ed una borsa per valutare, tariffare e negoziare i rischi assicurativi localizzati nei Paesi dell’Est europeo e nell’URSS.
I soggetti operanti nel Centro per le attività che ivi svolgono non sono considerati residenti in Italia ai fini valutari e bancari; sono esclusi da obblighi di sostituzione relativamente ad imposte italiane, fermi rimanendo gli obblighi previsti dall’art. 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come sostituito dall’art. 30 della legge 19 marzo 1990,n. 55, nonchè quelli imposti dalle disposizioni legislative in materia di prevenzione e repressione dei fenomeni di criminalità organizzata e di riciclaggio del denaro di provenienza illecita.
…..
4. I redditi prodotti nel Centro di cui al comma 1, dai soggetti
autorizzati ai sensi del comma 3, sono
esclusi dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche
e sono assoggettati ad imposta locale sui redditi con aliquota ridotta del 50 per cento. Da tale imposta sono
esclusi, per i primi dieci anni dall’inizio di operatività del Centro, i redditi prodotti dai soggetti
provenienti dai Paesi in fase di transizione dall’economia di comando all’economia di mercato e le plusvalenze
realizzate su partecipazioni sociali ed investimenti di medio e lungo termine negli stessi Paesi. Le imposte indirette
sugli affari relative alle attività di cui al comma 3 sono applicate con aliquota fissa. L’onere derivante dalle disposizioni del
presente comma è valutato in lire
65 miliardi, di cui lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993.
65 miliardi, di cui lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993.
IL PROGETTO POLIS CON CENTRO FINANZIARIO E AFFARI OFF-SHORE IN PORTO VECCHIO (ANNI '90 QUANDO ANCORA SGARBI NON AVEVA MESSO IL "VINCOLO IDIOTA")
COSA FARE IN PORTO VECCHIO SFRUTTANDO IL PUNTO FRANCO EXTRADOGANALE E LA NO-TAX AREA
RIGASSIFICATORE: LA REGIONE FA RICORSO AL TAR MALGRADO LE PRESUNTE ASSICURAZIONI DEL MINISTRO SPACCIATE PER "RISULTATO STORICO" IN CAMPAGNA ELETTORALE - CONTINUA LA MANOVRA DI RIPOSIZIONAMENTO DELLA SERRACCHIANI A FRONTE DEL CROLLO DEL CONSENSO - FIDARSI E' BENE, NON FIDARSI E' MEGLIO !
LA REGIONE FA UN NUOVO RICORSO AL TAR CONTRO LE AUTORIZZAZIONI DEL GOVERNO AL RIGASSIFICATORE DI TRIESTE - clicca QUI -
LA SERRACCHIANI E COSOLINI AVEVANO DICHIARATO ESATTAMENTE DUE SETTIMANE FA IN CAMPAGNA ELETTORALE CHE IL RIGASSIFICATORE NON SI FACEVA PIU' GRAZIE ALLE ASSICURAZIONI VERBALI AVUTE DAL MINISTRO CALENDA IN UN INCONTRO PRIVATO - clicca QUI -
SE ERA VERO CHE IL RIGASSIFICATORE NON SI FACEVA PIU' CHE BISOGNO C' E' DI RICORRERE NUOVAMENTE AL TAR ?
Pensiamo sia più probabile che la notizia data con risalto in campagna elettorale fosse inconsistente.
Notiamo un attivismo della Governatrice e Vicesegretaria del PD Serracchiani dopo i risultati disastrosi delle elezioni e dopo i sondaggi di Demos pubblicati da Repubblica che danno il M5S in testa.
Ieri su No-Tax area e Punti Franchi del Porto Franco Internazionale di Trieste.
Oggi sul rigassificatore.
Chissà se nei prossimi mesi arriverà a rivendicare la "FriulVGExit" alla ricerca del consenso perduto...
Si sta riposizionando marcando alcune differenze dal Governo...
I risultati sono che sotto la spinta della perdita del consenso e di avvenimenti internazionali che si susseguono, dalla Brexit alle nuove elezioni austriache, SI STANNO APRENDO NUOVI SPAZI PER TRIESTE E PER LE NOSTRE TESI.
Sia riguardo lo sviluppo del Porto Franco Internazionale di Trieste che della No-Tax Area o "Zona Franca" che per l' assetto amministrativo di NON DIPENDENZA del nostro territorio dallo Stato Italiano e dalla Regione.
Tuttavia dobbiamo cercare di non essere ingenui a cantare vittoria solo, ad esempio, per la letterina di Debby sulla No-Tax area e farci invischiare nelle loro finte contese interne: le dichiarazioni dei politici italiani sono solo aria fritta come abbiamo appena visto sulla vicenda del Rigassificatore prima dato per defunto e contro cui oggi si fa ricorso al TAR perchè il pericolo continua a sussistere.
CI VOGLIONO I FATTI e se siamo contenti delle aperture di spazi continuiamo a denunciare le incongruenze e le contraddizioni.
62 anni di amministrazione italiana ci hanno reso esperti dei comportamenti dei connazionali di Machiavelli.
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