RESTITUIRE TRIESTE AL FUTURO -

AUTONOMI DALL' ITALIA MA CONNESSI CON IL MONDO - RESTITUIRE TRIESTE ALLA MITTELEUROPA - RESTITUIRE TRIESTE AL SUO FUTURO: CENTRALE IN EUROPA INVECE CHE PERIFERICA IN ITALIA -

mercoledì 4 maggio 2016

PORTOVECCHIO - "NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI" (Keynes) - I TEMPI ETERNI DELLA PRESUNTA URBANIZZAZIONE.

L' URBANIZZAZIONE DI PORTO VECCHIO, PRESENTATA DAI "PARTITI DELLA NAZIONE" COME LA SOLUZIONE AI GRAVI PROBLEMI ECONOMICI E DI LAVORO DI TRIESTE, SI RIVELA UN FALSO MIRAGGIO PER UN LONTANO FUTURO.
Noi da sempre sosteniamo un immediato utilizzo produttivo dell' area, con i vantaggi doganali e fiscali del Punto Franco, per creare lavoro favorendo l' insediamento di imprese.
Al contrario una classe politica inetta sta trascinando la città in un progetto senza utilità e a lunga scadenza che ogni giorno di più rivela di essere un  fattore di vero immobilismo.

E' passato un anno e mezzo dal famoso "emendamento Russo" che avviava la "sdemanializzazione" presentata come il  toccasana per una rapida ripresa economica di Trieste.
Cosa è successo concretamente nel frattempo? NIENTE: sono solo crollati degli edifici.

Si sono succeduti periodici annunci entusiasti  e adesso lo stesso Advisor del Comune, tenuto professionalmente ad essere ottimista, dice che la realizzazione è prevista tra 15 anni (se va bene).
Se questa doveva essere la proposta dei Partiti della Nazione per l' economia di Trieste e il futuro dei nostri ragazzi stiamo freschi.

Il grande economista John Maynard Keynes diceva a chi proponeva piani a lungo termine per uscire dalla Grande Depressione:" Nel lungo periodo saremo tutti morti".
E tutti i nostri giovani migliori emigrati.
La pensiamo allo stesso modo su questa telenovela di Porto Vecchio.

L' ultima puntata riguarda un annunciato finanziamento di 50 milioni che sarebbe stato deliberato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica- quello stesso che ha deliberato la chiusura dei Cantieri S. Marco nel 1966).
Sono in corso delle rettifiche rispetto al trionfalistico annuncio originario, ma la campagna sulla presunta "svolta" continua (oggi con l' Ursus).


Vediamo come stanno le cose veramente.
Il 1° maggio il CIPE  non ha finanziato direttamente alcun progetto per Porto Vecchio ma ha semplicemente finanziato con un miliardo il Piano Cultura e Turismo (QUI il comunicato stampa) del Ministro Franceschini che negli ultimi giorni ha aggiunto a numerosi altri interventi anche il Porto Vecchio di Trieste SENZA ALCUN PROGETTO DEFINITIVO E QUINDI SENZA ALCUNA POSSIBILITA' DI FINANZIAMENTO IMMEDIATO.


Ribadiamo che non è stata deliberata alcuna erogazione immediata di finanziamenti per Porto Vecchio ma quanto avvenuto ha lo stesso valore della PRENOTAZIONE  DI UN TAVOLO AL RISTORANTE: bisogna ancora mangiare e pagare il conto.

Infatti le procedure per i finanziamenti statali prevedono:


1) presentazione del Progetto Preliminare che deve essere attinente alle competenze del ministero (infatti oggi Cosolini rettifica dicendo che i soldi saranno, se e quando disponibili, per INIZIATIVE CULTURALI e non per infrastrutturazioni). Che deve poi essere valutato nel dettaglio.
Circa due settimane fa il Comune, che non ha titolo perchè NON è ancora proprietario dell' area, ha consegnato ad esponenti del Governo due tracce di massima PV1 e PV2 (neanche progetti preliminari) con una stima grossolana di costi per alcune IPOTESI di intervento.

2) presentazione del Progetto Definitivo per ottenere le varie autorizzazioni di vari enti necessarie, e per verificarne la regolarità e attinenza coi finanziamenti previsti.


3) presentazione del PROGETTO ESECUTIVO per ottenere il finanziamento, senza l' erogazione del quale  non possono nemmeno essere affidati i lavori.

Infatti  Cosolini, che ieri ha annunciato l' avvenuta erogazione del finanziamento a fini mediatici, oggi precisa che spera di fare i progetti degli interventi ENTRO LA FINE DELL' ANNO.

Ma per presentarli al Ministero della Cultura il Comune deve essere proprietario dell' area e questo comporta la fine della procedura di "sdemanializzazione" e l' accettazione da parte del Consiglio Comunale delle variazioni di bilancio necessarie a coprire i rilevanti costi di gestione dell' area e l' assunzione della proprietà.
Dopo, se approvata, potrà appena essere presentato il progetto al Ministero della Cultura e dopo la trafila di controllo si potrà parlare di progetti esecutivi, tra qualche anno.

Intanto tutto resterà come prima e saranno inventate altre iniziative mediatiche in Porto Vecchio per "insempiar la gente" e fargli credere che qualcosa di concreto venga fatto, contando sulla ignoranza delle REALI procedure amministrative italiane:  dopo la Color Run, Bavisela, Mostre e Conferenze si faranno Trenini, Luna park , Concerti, Sagra della Sardella, ecc.

Un buon esempio è il finanziamento CIPE  di 11 milioni per le bonifiche sul Sito Inquinato (SIN) di Zona Industriale che, propagandato anch' esso per un successo meraviglioso nel 2000, non è stato ancora erogato dopo 16 anni mentre, ovviamente, nessuna bonifica è stata effettuata.


L' unica cosa buona di questa situazione è il progetto di mettere attività di ricerca e Start Up legate all' ICGEB nel Magazzino 26 abbandonato dopo un costoso restauro.
Proposta che abbiamo fatto NOI per primi già due anni e mezzo fa e recepita sulla "Piattaforma Porto 2014"
Ma, per la sua natura prettamente economica, può essere che la cosa non abbia attinenza col Piano Cultura e Turismo e quindi non sia finanziata. 

Tuttavia non capiamo perchè non lasciare il regime di Punto Franco che già adesso prevede extradoganalità e carburanti ed energia senza tasse e accise: un vantaggio importante per delle nuove imprese di giovani (start up).



"Nei tempi lunghi saremo tutti morti " 


martedì 3 maggio 2016

PORTO VECCHIO E I 50 MILIONI: DOVE E’ LO STANZIAMENTO CONCRETO ? CHI L’ HA VISTO? POLITICA DEGLI ANNUNCI? CAMPAGNA ELETTORALE? BUFALA?


DOVE SONO LE CARTE UFFICIALI?
C’erano da aspettarsi fuochi artificiali su Porto Vecchio durante la campagna elettorale.
Quello dei  50 milioni GIA' STANZIATI dal CIPE per il Porto Vecchio di Trieste “Cara Al Cuore del Governo" è scenografico ma vorremmo andare a “vedere” le carte.

Abbiamo letto il verbale della riunione del CIPE e non troviamo traccia né di Trieste né dello stanziamento per Porto Vecchio mentre ci sono esplicitamente i 50 milioni per il porto di Livorno; leggete anche voi QUI .

Anche il sito specializzato FaqTrieste si pone analoghe domande che trovate QUI
Come mai?
Leggendo i comunicati  troviamo degli indizi come i profondi inchini e ringraziamenti al ministro dei Beni Culturali e Ambientali  Franceschini.
Dunque i fondi promessi non sarebbero stati già deliberati dal CIPE ma semplicemente farebbero parte di una dotazione data dal CIPE al Ministro Franceschini il cui ministero, a sua volta e successivamente, dovrebbe vagliare gli interventi ed eventualmente finanziarli !
Ergo, NON C’ E’ ATTUALMENTE ALCUN STANZIAMENTO CONCRETO ma, forse, solo 
l' inserimento generico e all' ultimo minuto in qualche lungo elenco di opere e una promessa telefonica di Franceschini a qualche notabile locale del PD di utilizzare per Porto Vecchio  una parte dei fondi ricevuti  in dotazione.

Ma l' ITER LUNGO E COMPLESSO dovrebbe appena cominciare, come avviene per la "sdemanializzazione" iniziata un anno e mezzo fa e lontana dalla conclusione mentre la davano per immediata, con progetti dettagliati e titolarità della domanda che il Comune attualmente non ha perchè non possiede le aree.
L' esempio della "sdemanializzazione" è calzante: annunciata nel dicembre del 2014 come una rivoluzione immediata, sostenuta da numerose successive cerimonie di "consegna di Porto vecchio alla città" non ha ancora portato alcun risultato concreto: andare in Porto Vecchio per rendersene conto... tutto è sempre più degradato.

Ma come può un Ministero della Cultura stanziare fondi per infrastrutturare (cosa non di sua competenza) un’ area come quella di Porto Vecchio che è:
   1)  Tuttora dell’ Autorità Portuale (e quindi di competenza del Ministero dei Trasporti)  ancora in via di sdemanializzazione ma ancora non assegnata al patrimonio del Comune che non ha alcun titolo giuridico per  inoltrare richieste di qualsiasi finanziamento.
2) Senza alcun progetto operativo e investitore privato  tanto che c’è un Advisor (consulente) che è pagato con i nostri soldi per dare consigli su cosa farci e che è ancora in fase preliminare? (E se i progetti concreti, tali da poter ottenere finanziamenti reali, ci sono già: che ci stà a fare l' "advisor"?)
3) Con tutto il fronte mare e l’ Adriaterminal che resteranno comunque dell’ Autorità Portuale e in regime di Punto Franco?

SE ESISTE QUALCHE DECRETO O ALTRO ATTO UFFICIALE CONCRETO CHE STANZIA REALMENTE ADESSO I 50 MILIONI QUALCUNO LO TIRI FUORI, altrimenti i cittadini hanno il diritto di considerare tutta questa storia come l’ ennesimo annuncio senza niente di concreto se non l’ uso elettorale, visti anche i numerosi precedenti annunci farlocchi che di un fatto marginale facevano un evento colossale (qui quello del 28/3/15).

DOVE SONO I PROGETTI (CONCRETI ED ESCUTIVI) PER I QUALI SI CHIEDONO FINANZIAMENTI?

UNA TELEFONATA DI FRANCESCHINI CHE PROMETTE UN FUTURO STANZIAMENTO O L' INSERIMENTO IN UN ELENCO DI POSSIBILI OPERE FINANZIABILI SE E QUANDO CI SARANNO LE CONDIZIONI, NON BASTA PER PROMETTERE CANTIERI ATTIVI IL PROSSIMO ANNO.
Già il sen. Russo li aveva promessi per questa primavera, e come vediamo...

Giusto per capire di cosa stiamo parlando vorremmo, sommessamente, ricordare che il CIPE aveva effettivamente stanziato, nel lontano 2000, 20 miliardi di lire per bonificare il Sito Inquinato di Interesse Nazionale (SIN) della Zona Industriale. Nel frattempo si  è cambiata moneta, l' EZIT non c'è più e dopo 16 anni ancora non si sono viste né le bonifiche né è arrivato un solo cent da Roma.

Stavolta non si vede nemmeno lo stanziamento: RESTIAMO IN ATTESA DELLE CARTE UFFICIALI.

Al contrario del Piccolo noi riteniamo che:
ROMA NON HA STANZIATO UN BEL NIENTE.
Al massimo ha fatto un elenco di situazioni finanziabili se e quando ci saranno le condizioni.

Intanto ricordiamo che solo per restaurare il Magazzino 26 e la Centrale Idrodinamica sono già stati spesi 32 milioni di soldi pubblici, senza creare un solo posto di lavoro, e che in quest’ ottica 50 milioni sembrano poco più di una mancia visto che per l’ urbanizzazione dell’ area servirebbero da 3 a 5 miliardi.

Ma adesso entriamo nel merito delle IPOTETICHE realizzazioni che si leggono oggi sul giornale:
A)  Bene l’ utilizzo del magazzino 26, restaurato ed abbandonato da anni, per  crearvi un incubatore di Start Up e centri di ricerca d' intesa con l' ICGEB: è quello che proponevamo da sempre noi nell’ ambito di un riutilizzo produttivo. 
    Non si capisce però perché bisogni togliere il regime  fiscale e doganale di Punto Franco  per realizzarlo. Anzi una fiscalità di vantaggio agevolerebbe molto l’ insediamento di nuove imprese.
E lo stesso direttore Giacca dichiara oggi al Piccolo che "si tratta ancora di un semplice progetto": il CIPE (come i ministeri) eroga finanziamenti solo a fronte di progetti esecutivi, non di semplici idee, e qui parlano di 12 milioni...a chi li danno se il Comune non è attualmente proprietario dell' area? A fronte di che? Di buoni propositi?
Dove sta il decreto che stabilisce il finanziamento?
(Prendiamo nota che per rendere il magazzino 26 agibile, dopo i milioni già spesi, ci vogliono altri 12 milioni come dichiarato)

B)   La bonifica del torrente Chieve  (11,5 mln) e le reti di urbanizzazione primaria per l’ area Greensisam ( 9,5 mln) sono un regalo di 20 milioni alla Greensisam di Maneschi, che ha una concessione demaniale di ben 90 anni, e che intende rivendere l’ area una volta privatizzata.
Ma qui torna la domanda : “Può un Ministero della Cultura bonificare e infrastrutturare aree  in concessione  a privati che ci vogliono fare i loro affari, parcheggi e quant’ altro? Che c’ entra la cultura? E se le aree sono attualmente demaniali ma destinate, non si sa come, a venir privatizzate per essere RIVENDUTE  con lucro, perché questo deve avvenire con soldi dei cittadini? La competenza di bonifiche e reti di infrastrutturazione è dei proprietari, mica del Comune (noi) !

C) “Potenziamento di reti di sottoservizi di aree esterne al porto vecchio”, “Bonifica  di Rio Martesin”, “viabilità e illuminazione”: da quando sono competenza del Ministero della Cultura ?

E poi: 5,5 milioni per l’ Ursus… fa sorridere parlare di “Torre Eiffel di Trieste”: fa parte della grancassa elettorale.


     Restiamo in attesa delle carte ufficiali che comprovino l’ avvenuto stanziamento,intanto, in attesa di smentita, segnaliamo che  L'UNICA COSA CONCRETA VISTA  IN PORTO VECCHIO A UN ANNO E MEZZO DALL’ ”EMENDAMENTO RUSSO” E’ L’ ALLEVAMENTO DI BUFALE.

Ecco alcune delle innumerevoli bufale uscite dal recinto:


Forse parlano di questo sotto (evidenziato in giallo in fondo), ma allora  non c' è niente di fatto ma ci vogliono altri decreti successivi, come indicato, e bisogna attendere le condizioni giuridiche come la titolarità del comune, e bisogna vedere se ci sarà ancora questo ministro e se le promesse saranno mantenute...stanno vendendo la pelle dell' orso prima di averlo preso !


domenica 1 maggio 2016

PORTO OFF-SHORE DI VENEZIA: ANCORA INCOMBENTE SU TRIESTE COME IL RIGASSIFICATORE, APPOGGIATI DAI "PARTITI DELLA NAZIONE"



A continuare ad incombere su Trieste ed il suo Porto Franco Internazionale non c'è solo il rigassificatore ma anche il porto Off - Shore di Venezia che mira a diventare l' unico terminal del traffici fra Europa e Oriente e specialmente della "Nuova Via della Seta" voluta da Pechino (ed anche l' unificazione delle Autorità Portuali).

Il Sindaco di Venezia Brugnaro lo appoggia: quello stesso sindaco con cui ripetutamente Dipiazza dichiara di voler collaborare a tutti i costi per "fare sistema" tanto da farne il cardine del suo programma, vedi QUI.


Ma anche il sottosegretario Barretta del PD dice la stessa cosa, più autorevolmente perchè fa parte del Governo Renzi.


Questi del PD mentre a Trieste tacciono o fanno finta di niente, a Venezia e al governo continuano a tessera la tela per portare alla marginalizzazione di Trieste e alla supremazia veneziana.

I due articoli sopra sono della Nuova Venezia, 
di oggi, del gruppo Repubblica, attualmente diretta nuovamente da Possamai, l' ex direttore del Piccolo che dell' Off-Shore di Venezia non amava dire niente sul giornale di Trieste al contrario di quello che fa ora, ovviamente, visto che è legato a questi gruppi di interesse e puntava a tornare ai giornali veneti.

Nel primo si sottolinea che è stata appena indetta la gara per la progettazione dell' Off-Shore veneziano, che lì ci sarebbero i collegamenti e le ferrovie e che la Evergreen (quella di Maneschi) ha spostato una sua linea da Trieste a Venezia.
Nel secondo che sarebbe ancora aperta l' ipotesi di un' Autorità Portuale unica fra Trieste e Venezia, con Trieste ovviamente sottomessa, e si fanno alcuni nomi di "papabili"


Trieste si trova di fronte a due raggruppamenti concorrenti ma ugualmente rappresentanti gli interessi nazionali italiani: Centro Sinistra e Centro Destra.

E l' interesse nazionale italiano è chiarissimo da oltre 100 anni: controllare i traffici dell' Adriatico a vantaggio dei suoi porti e a danno di Trieste che è avversaria secolare geopolitica  e commerciale di Venezia.
A proposito si legga il nostro documento sulle vere ragioni dell' entrata in guerra nel 1915 QUI  .


Il riscatto di Trieste ha un passaggio obbligato: la sconfitta alle comunali dei PARTITI DELLA NAZIONE vecchi e nuovi: i vecchi sono la destra di Dipiazza  e satelliti e i nuovi sono quelli di Renzi e Cosolini e satelliti.


Un obiettivo fondamentale che va perseguito concretamente con intelligenza tattica e senza paraocchi ideologici. 




sabato 30 aprile 2016

"POLVERONE" SUI GIARDINI: L' INQUINAMENTO E' COLPA DEGLI AMERICANI E DEL TLT ( E PERCHE' NON DEI NEOZELANDESI ?)




Ebbene il periodo del TLT non era quel "paradiso" che vi vogliono far credere i loschi indipendentisti: in realtà il Governo Militare Alleato metteva terreno inquinato nei parchi giochi per avvelenare i bambini!
Ed è rimasto lì in superficie per 64 anni, malgrado vento, concimazioni, coltivazioni!
Forse qualcuno del consolato americano andava periodicamente ad avvelenarlo apposta!
E dire che il primo consolato degli Stati Uniti in Europa è stato proprio quello di Trieste. 


La Ferriera, l' Inceneritore e quant' altro distanti poche centinaia di metri in linea d' aria non c' entrano nulla come invece cercano di insinuare i loschi ambientalisti e quegli egoisti degli abitanti di Servola.


Oltre ai polveroni di agenti inquinanti  che ricadono su tutta la città  portati dal vento, adesso ci provano pure con i polveroni mediatici vedi il VIDEO TELEGIORNALE RAI REGIONE  e altri commenti sulla stampa.
Questi sanno che stanno per essere mandati a casa e danno i numeri.







venerdì 29 aprile 2016

FERRIERA: L' AREA A CALDO E' INUTILE, ANCHE A PIOMBINO E' CHIUSA DA DUE ANNI. INTERVISTA


L' "AREA A CALDO" OLTRE AD ESSERE DANNOSA ED INQUINANTE E' PURE INUTILE...
ALLA FERRIERA DI PIOMBINO L' ULTIMO ALTOFORNO E' STATO CHIUSO NEL 2014 -
LA COKERIA E' CHIUSA E QUELLA "27 FORNI" E' STATA CHIUSA CON UN ORDINANZA DEL SINDACO GIA' NEL 2004: ALLA FACCIA DI COSOLINI ( E DIPIAZZA) CHE DICE DI NON POTER EMETTERE ORDINANZE IN TAL SENSO...
Riprendiamo l' intervista pubblicata da FAQ TRIESTE a un esperto di Piombino sulla situazione, perchè smentisce tante bugie dette sulla necessità dell' area a caldo a Trieste.
Ringraziamo FAQTRIESTE per l' assenso.


Clicca qui QUI per l' intervista su Piombino.


EUROPA A DUE VELOCITA': TRIESTE NON SI LASCI TRASCINARE A FONDO - E' IL MOMENTO DI DIRSI MITTELEUROPEI



E' IL MOMENTO DI DIRSI MITTELEUROPEI
Ci sono periodi della storia in cui avvengono rapidamente cose che avranno grandi conseguenze sul futuro, e spesso i contemporanei non riescono a rendersene pienamente conto: un po' come  l' Europa di "sonnambuli" che si è avviata verso la catastrofe della Grande Guerra.
La sensazione è che stiamo vivendo uno di quei momenti anche se, si spera, con esiti meno drammatici.

Per una convergenza di shock esterni, dalla crisi finanziaria a quella dei  migranti, si va affermando sempre di più il modello di Europa a due velocità con un Centro Nord prospero di "paesi creditori" e una periferia mediterranea del Sud con i "paesi debitori".

Alla Grecia in questi giorni vengono richiesti nuovi sacrifici totalmente insostenibili da un paese stremato.
Mentre la crisi dei migranti diventa la base su cui  istituire, anche simbolicamente, i confini delle due future europe.
Anche l' intenzione di mettere piede in Libia evidenzia grandi criticità dell' Europa attuale, in questo caso militari e di politica estera.

L' ultimo numero della rivista Limes è dedicato a questi problemi europei: e non sarà una temporanea convergenza nella trattativa tra ministri che potrà annullare potenti tendenze geopolitiche in atto da tempo. Sotto segnaliamo alcuni articoli.

E' ingenuo pensare che la questione del Brennero sia dovuta solo a questioni elettorali interne dell' Austria quando la stessa Merkel ha chiaramente dichiarato allo Spiegel di confidare nella chiusura del Brennero  in caso di afflusso incontrollato di profughi QUI.

La teoria dell' Europa a due velocità è fatta propria da anni da 
Schäuble, potente ministro delle finanze tedesco QUI. E anche QUI la concordanza fra Berlino e Vienna.

La domanda che i triestini dovrebbero porsi è se Trieste potrebbe sopravvivere inglobata, insieme all' Italia, nell' Europa Mediterranea del Sud abbandonata  ad una crisi cronica e ad una condizione semicoloniale, con una politica interna sempre più gestita dai Partiti della Nazione nuovi e vecchi.


Se Trieste potrebbe sopravvivere con barriere di controlli e rallentamenti confinari che aggraverebbero i costi dei trasporti delle merci in transito nel suo Porto Franco Internazionale che tuttora lavora al 90% estero su estero.

Insomma Trieste, nel momento che viene messa in discussione la sua stessa sopravvivenza come città nata e sviluppatasi intorno al porto mediterraneo dell' Europa Centrale, dovrebbe tornare a badare ai propri interessi ed elaborare una posizione collettiva sui rapporti con l' Europa del Centro - Nord.


Facciamo un esempio concreto, un po' surreale, basandoci sulla richiesta dell' Austria di effettuare i controlli, con proprio personale di polizia, su treni e camion PRIMA che arrivino al collo di bottiglia del confine, e sdegnosamente rifiutata dall' Italia (qui la giovane Boschi): chi a Trieste sarebbe ragionevolmente contrario a lasciar effettuare i controlli a personale austriaco su merci e mezzi in transito per il Porto di Trieste e per il nostro territorio, in cambio di un transito veloce e preferenziale ai confini austriaci e centro europei ?
Qui problemi di "lesa maestà" nazionale non ce ne dovrebbero, razionalmente, essere.

Nella FOTO d' apertura,  vediamo una mappa tratta da Limes e una vignetta che ha girato in internet per poi approdare a un telegiornale nazionale: si vede l' Italia accorpata all' Africa: dovremmo stare attenti che la linea di frattura NON coinvolga Trieste che è estranea alla Penisola geopoliticamentee, economicamente e storicamente.


Ecco alcuni articoli di Limes per chi vuole approfondire:
IL FANTASMA DELL' EUROPA COPERTINA
EUROPE IN GESTAZIONE

LA FINE DI SCHENGEN
GERMANIA PENSA TANTE EUROPE
BRENNERO TORNA A DIVIDERE
GERMANIA UNITA DIVIDE EUROPA
SOLI E MALE ARMATI (LIBIA)

Mappa dall'artico di Limes: EUROPE IN GESTAZIONE in cui si evidenzia l' appartenenza di Trieste alla "sfera geoeconomica tedesca"(area a striscie)


Il disegno ironico, ma mica tanto, che è girato questi giorni arrivando anche in TV e semplifica un' opinione diffusa, che secondo noi rappresenta un sentimento di ripulsa per il taglio delle proprie radici storiche e culturali :


Un' altra vignetta satirica che sta dilagando in rete in tutto il Nord Est e che ha, secondo noi, più a che fare con la mai sopita questione dell' assetto geopolitico del territorio che con la questione dei migranti:




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mercoledì 27 aprile 2016

BENVENUTI AL SUD: TUTTO INDICA CHE L' ITALIA E' DESTINATA ALL' EMARGINAZIONE NELLA PERIFERIA SUD DELL' EUROPA



Vienna spernacchia Roma (e Renzi).
Vuole estendere i controlli in territorio Italiano perchè non si fida dell' Italia: la Storia non gli dà torto.
E' chiaro che ormai l' Italia è destinata all' emarginazione alla periferia sud insieme alla Grecia.

Le parole di ieri del governatore della Bundesbank Weidmann ne sono l' ulteriore conferma: QUI

L' atteggiamento austriaco non è frutto solo della politica interna ma è coperto anche dalla Germania e dal Nord Europa: vedi le dichiarazioni della Merkel allo Spiegel sul fatto che in caso di flussi eccessivi di profughi verso la Germania l' Austria avrebbe provveduto a chiudere le frontiere con l' Italia: vedi QUI l' Huffington Post. 

Qui le notizie di oggi sul Brennero e i controlli in Italia.
Qui l' articolo sulla dottrina dell' "Europa a due velocità" prediletta dal potente ministro delle finanze tedesco.